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"Maestri alla Reggia" è un grande progetto realizzato dalla Seconda Università, in collaborazione con Ciak, il mensile leader di cinema, edito da Visibilia, e la Reggia di Caserta, prodotto ed organizzato dalla Cineventi, con la direzione artistica di Remigio Truocchio e la collaborazione di Viviana Gandini di Ciak.

Il ciclo di eventi, promosso da Sun Crea Cultura, la struttura della Seconda Università di Napoli nata con l’obiettivo di realizzare eventi e manifestazioni culturali extracurriculari aperte alla cittadinanza, affidata dal Rettore Giuseppe Paolisso a Lucia Monaco, vede come protagonista un grande regista, intervistato e chiamato a commentare ed illustrare il proprio lavoro dalle grandi “penne” del mensile, in primis il direttore Piera Detassis, presidente della Festa del Cinema di Roma Presidente della Fondazione cinema per Roma, nonché Walter Veltroni, Claudio Masenza, Alessandra De Luca, Andrea Morandi. 

Grande successo di pubblico per i registi fino ad oggi protagonisti: Gabriele Muccino, Matteo Garrone, Gianfranco Rosi, Paolo Genovese, Giuseppe Tornatore.

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Via alle celebrazioni del tricentenario della nascita del “monarca illuminato”, Carlo di Borbone. Quattro Università insieme per ripercorrere i tratti di una figura storica centrale per la vita dell’Italia e del Mezzogiorno, grazie ad una convenzione che vede protagonista la SUN, con Rosanna Cioffi (presidente del Comitato organizzatore), l’Orientale con Luigi Mascilli Migliorini (segretario), L’Università “Federico II” con Annamaria Rao, l’Università di Salerno con Aurelio Musi.

In un’ottica di ampliamento istituzionale si sono presto aggregate innanzitutto la Reggia di Caserta e l’Università di Madrid “Carlos III” e successivamente: l’Archivio di Stato di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale, il Teatro San Carlo, Palazzo Zevallos-Intesa San Paolo, l’Istituto di Studi delle Società del Mediterraneo del CNR, La Fondazione “Pietà dei Turchini”, la Società Napoletana di Storia Patria, l’Instituto di cultura “Miguel Cervantes” di Napoli. Un comitato che ha come obiettivo quello di promuovere attività di carattere scientifico e divulgativo su di un periodo particolarmente importante della storia di Napoli, del Sud dell’Italia e dell’Europa moderna.

Durante il biennio 2016-2017 si terranno corsi universitari, conferenze, incontri con gli studenti delle scuole e con gli appassionati di un regno che vide protagonista un sovrano di padre francese e madre italiana, che fu sovrano di due regni europei: quello di Napoli e quello di Spagna e che estese l’influsso di quest’ultimo alle colonie americane.

Il primo anno di attività sarà concluso da un Convegno internazionale, intitolato “Napoli, Spagna, America. Le vite di Carlo di Borbone.”, che si terrà tra il 3 e il 5 novembre con il coinvolgimento dei maggiori studiosi internazionali dell’argomento, che si alterneranno con relazioni strutturate in quattro sessioni: “La formazione di Carlo di Borbone”, “Il sovravo tra Napoli e Spagna”, “Arti, Scienza e Archeologia”, “Un impero euroamericano fra trasformazione e declino”.

Il Convegno si aprirà nel Teatro di Corte della Reggia di Caserta, con un concerto a cura della Fondazione Pietà dei Turchini, e si svolgerà tra Palazzo Zevallos e il Museo Archeologico di Napoli.

Il Teatro San Carlo di Napoli sarà protagonista la sera del 4 novembre 2016 con la rappresentazione dell’opera “Achille in Sciro” di Pietro Metastasio su musica di Domenico Sarro, opera con la quale fu inaugurato il Teatro San Carlo, lo stesso 4 novembre del 1738, nel giorno del genetliaco del sovrano.

Il Comitato sarà particolarmente impegnato a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati interessati a partecipare al biennio di attività, il cui obiettivo principale sarà di ricordare e trasmettere la memoria di un tempo che vide il Mezzogiorno d’Italia protagonista di una grande stagione illuministica e di riforme fra le più notevoli dell’Italia del tempo. Una stagione breve, ma molto efficace, le cui testimonianze soprattutto monumentali e artistiche abbelliscono ancora oggi una terra, il nostro Mezzogiorno, che deve ricordare il suo passato per poter riguadagnare nel presente la forza e il respiro della sua storia plurimillenaria.

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