Il 4 maggio alle ore 18 presso il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere ci sarà il concerto del Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ospite della rassegna Specchi di Musica. Università e Città in armonia promossa dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Il prestigioso complesso da camera è composto dai violinisti David Romano e Ruggiero Sfregola, i violisti Raffaele Mallozzi e David Bursack e dai violoncellisti Diego Romano e Sara Gentile tutti esponenti dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. L’ensemble si è costituito nel 2001 in occasione dei concerti organizzati nell’ambito della Mostra Internazionale “L’arte del violino” tenutasi a Castel Sant’Angelo in Roma. L’affiatamento, la coesione e la passione profusa per l’impegno hanno fatto sì che quello che doveva essere un evento occasionale si sia trasformato in un progetto di più ampio respiro che ora vede il Sestetto impegnato in concerti per importanti istituzioni concertistiche nazionali ed internazionali.
Molto interessato alla musica contemporanea, con la precisa mission di incrementare il repertorio per la formazione di sestetto, il gruppo Stradivari è stato primo esecutore di brani di Alessandra Bellino, Fabio Massimo Capogrosso, Riccardo Panfili. Marion Maja ha scritto che “Con energia scintillante e un suono degli archi pieno e appagante, i sei virtuosi del Sestetto Stradivari si scambiano motivi e temi con naturalezza. Il loro gioco sorprende per il suono quasi orchestrale delle due violini, due viole e due violoncelli, capace però di trasformarsi all’istante in un raffinato dialogo cameristico, sospeso in una sorta di estatica leggerezza.”
A Santa Maria la compagine cameristica proporrà il Sestetto in si bemolle maggiore di Ernő Dohnány scritta all’età di sedici anni, la pagina sorprende per la maturità della scrittura e per rivelare una personalità musicale già perfettamente consapevole dei propri mezzi. Opera di contrasti, chiaroscuri, inquietudini che brilla per la sua particolare bellezza. Segue poi il Sestetto in la maggiore di Antonín Dvořák ricco di reminiscenze di musica boema, che fu scritto rapidamente dal compositore, come era sua abitudine, in soli quattordici giorni, tra il 14 e il 27 maggio del 1878 e fu eseguito per la prima volta il 29 luglio dell’anno dopo a Berlino nel corso di una serata in suo onore organizzata in casa del grande violinista Joachim. Brahms fu sicuramente presente alle prove e anche in seguito dimostrò di apprezzare molto il Sestetto che ben presto iniziò a circolare con successo.
L’accesso al concerto è libero come di consueto per la stagione promossa dall’Università della Campania in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere.




