Si chiama OrchiDee ed è il volume appena pubblicato in casa Vanvitelli che raccoglie le creazioni artistiche di pazienti oncologici frutto di un percorso di arteterapia promosso dall’Ambulatorio di Psico-Oncologia.
Abbiamo approfondito il progetto OrchiDee con Francesca Fiore, Responsabile Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa dell’Ambulatorio dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliera Regionale della SIPO Campania (Società Psiconcologia) e referente del laboratorio “Mettiti in scena” da cui è nata la pubblicazione.
OrchiDee è un progetto che trasforma la malattia attraverso l’arte in una scoperta di sé.
Un laboratorio tutto al femminile?
OrchiDee è un progetto che trasforma il soggetto andando oltre la malattia, lo fa attraverso il desiderio di cambiamento e la creatività dell'attività artistica. un laboratorio prevalentemente composto da donne, ma non solo. è un laboratorio che ha spinto sul femminile quale carattere che è presente in ogni individuo.
Qual è il motivo che vi ha spinto a pubblicare questo libro?
«Il progetto editoriale OrchiDee nasce dall’esperienza delle partecipanti in un viaggio espressivo e introspettivo durato un anno: attraverso la parola poetica e il gesto artistico, attraverso il linguaggio essenziale dell’haiku e il segno dell’incisione, ogni paziente ha potuto esplorare la propria storia personale, superando l’identificazione con la malattia e riscoprendo – o reinventando – nuove forme di rappresentazione di sé e della propria vita».
Possiamo spiegare questi concetti ai non addetti ai lavori? Perché sono importanti dal punto di vista psicologico?
L’haiku è una forma di scrittura estremamente breve e strutturata che favorisce la messa a fuoco dell’esperienza emotiva, lavorando sul qui e ora. In contesti terapeutici, soprattutto con pazienti oncologici, permette di esprimere emozioni complesse senza doverle spiegare o giustificare, favorendo una presa di distanza dalla malattia e restituendo continuità all’identità della persona.
Il segno dell’incisione è invece un gesto corporeo e simbolico insieme. In ambito terapeutico favorisce il contatto con emozioni profonde, spesso non verbalizzabili, e aiuta a rielaborare il tema del corpo, della ferita e del limite in modo simbolico e non traumatico.
In che modo hanno lavorato le pazienti? Con che frequenza si è svolto il progetto?
Il laboratorio si è articolato in incontri quasi sempre mensili, durante i quali si è cercato di mettere in moto la potenza del desiderio attraverso l'espressione artistica, prima facendo emergere che ognuno è artista a suo modo, tramite le sue passioni e poi, condividendo le forme della poesia e dell'incisione.
Per lo svolgimento del laboratorio è stata necessaria la figura dello psico-oncologo o anche altre figure professionali?
il laboratorio trova quale utero generativo la Psiconcologia che, ancor più con la Legge Regionale del 16 ottobre 2025, si configura quale spazio necessario, fondamentale e fondante per affermare un Diritto di Civiltà Sanitaria. La cura psicologica in ambito onco-ematologico non è accessoria, ma parte integrante del percorso terapeutico, gli interventi degli psiconcologi si configurano quale componente essenziale e standardizzata del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale), a garanzia che tutti i bisogni emotivi, cognitivi e relazionali dei pazienti oncologici sono intercettati ed oggetto di cura ed attenzione da parte di professionisti adeguatamente formati.
Come hanno accolto le pazienti questa proposta?
Con grande entusiasmo, anzi le persone hanno chiesto di aggiungersi anche quando il progetto volgeva quasi al termine.
Qual è stato, secondo lei, il beneficio a breve termine per le pazienti? E quello a lungo termine?
Le persone parlano tra loro di poesia e pittura, mai avrebbero pensato di farlo un anno fa. a lungo termine direi che prevale l'insegnamento che: nulla è determinato e che un incontro può cambiare un corso o far sì che ci si apra ad un percorso. Oltre che esserci un incontro o re- incontro con parti di sé non prima conosciute.
Le orchidee sono dei fiori meravigliosi ed accostarle a pazienti oncologiche intitolando la pubblicazione “OrchiDee” è emotivamente segnale simbolico di grande forza e rinascita, di una bellezza che va oltre ogni forma di malattia, e che si ritrova anche nella malattia. Ma forse ancora non bastava, ricalcare la parola “Dee” è stato il vero tocco di classe!
OrchiDee è frutto di questo percorso, di conoscenza riflessione, intuito e creatività: quando si legge il titolo ci si concentra sulle Dee ma non ci si accorge che prima delle Dee ci sono gli orchi che le hanno generate, e gli orchi potrebbero essere metaforicamente intesi come le lesioni tumorali.
OrchiDee è un’espressione di arte, ma anche altro. Che cosa rappresenta realmente questo volume?
OrchiDee testimonia non solo la qualità e la profondità dei risultati artistici raggiunti, ma anche la rinascita di un desiderio spesso sopito: il desiderio di raccontarsi, di creare, di tornare a immaginare, a ri-vivere.
Quanto è importante che realtà pubbliche, come un’azienda ospedaliera universitaria, offrano supporto psicoterapico anche attraverso l’arte?
Il volume rappresenta un tassello significativo all’interno delle attività rivolte alla cura e al benessere psicologico delle pazienti afferenti all’Ambulatorio di Psico-Oncologia.
Da anni l'Ambulatorio di Psiconcologia si fa promotore di iniziative come quelle di laboratori teatrali amatoriali, gruppi esperienziali con pazienti in follow-up oltre che aderire al progetto di laboratori itineranti di make up promosso dall’Associazione WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne contro il tumore al polmone in Europa), “Come star meglio con un “trucco”, ospitato per la prima volta presso l’Aula Magna del Complesso Santa Patrizia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria della Campania “Luigi Vanvitelli”, inaugurando il laboratorio permanente di make up gratuiti dedicati a donne di tutte le età che abbiano effettuato o stiano effettuando cure oncologiche, per aiutarle ad affrontare meglio le terapie.
Data la grande richiesta e l'enorme entusiasmo manifestato dalle autrici/autori già si sta lavorando ad un nuovo ed ulteriore laboratorio di arteterapia per il prossimo anno.




