Un nuovo impulso alla ricerca scientifica contro i tumori cerebrali arriva dalla collaborazione tra terzo settore e mondo accademico. La Fondazione Bartolo Longo III Millennio Onlus ha conferito due assegni di ricerca all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, sostenendo progetti di elevato valore innovativo dedicati allo studio del glioblastoma, una delle neoplasie cerebrali più aggressive e complesse da trattare.
Il finanziamento è stato assegnato al prof. Giovanni Cirillo, afferente al gruppo di ricerca del Laboratorio di Morfologia delle Reti Neuronali e dei Sistemi Biologici Complessi, coordinato dal prof. Michele Papa, e al laboratorio della prof.ssa Lucia Altucci, entrambi operanti presso il medesimo Ateneo. L’iniziativa conferma la centralità di un approccio multidisciplinare e integrato allo studio delle basi biologiche e molecolari delle neoplasie cerebrali, ambito di ricerca di grande rilevanza scientifica e clinica.
Il progetto, che sarà sviluppato presso l’Università Vanvitelli, si inserisce in un filone di ricerca di frontiera, volto ad approfondire i meccanismi biologici alla base del glioblastoma e a contribuire allo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche. Un impegno che rafforza ulteriormente il ruolo dell’Ateneo campano nel panorama della ricerca biomedica nazionale e internazionale.
La Fondazione Bartolo Longo III Millennio Onlus, ispirata alla figura di Bartolo Longo, Santo di Pompei recentemente canonizzato, opera con l’obiettivo di tradurre i valori di solidarietà, attenzione alla persona e impegno sociale in azioni concrete orientate al futuro. In questa prospettiva, il sostegno alla ricerca scientifica rappresenta una delle espressioni più significative della sua missione, riconoscendo nella scienza uno strumento fondamentale di progresso, cura e speranza.
L’iniziativa costituisce un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo accademico e terzo settore, dimostrando come sinergie fondate su valori condivisi possano generare un impatto concreto nella lotta contro patologie ad elevato impatto clinico e sociale, e contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.




