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24 Marzo 2026

Officina Capodimonte, in laboratorio per scoprire i segreti della Bottega di Colantonio

A Capodimonte per scoprire i segreti 'Nella bottega di Colantonio', la più celebre della Napoli del primo '400 che attirò nella capitale angioina anche il giovane Antonello da Messina. Dal 23 al 27 marzo, 'Officina Capodimonte ' apre ai visitatori un cantiere diagnostico nelle sale 67 e 68 del secondo piano allestito di fronte al dipinto del San Girolamo nello studio di Colantonio. Sarà utilizzato lo scanner MacroXRF, sviluppato dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR che si avvale della tecnica di imaging avanzata di fluorescenza a raggi X, in grado di documentare in immagini ad alta risoluzione la distribuzione dei singoli elementi chimici presenti negli strati pittorici. Lo studio permetterà di ricostruire sia la tavolozza, sia il processo compositivo, le modifiche in corso d’opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell’introduzione in Italia della pittura a olio. La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al San Francesco consegna la regola di un unico polittico completato da due serie di tavolette con Beati francescani, disposte verticalmente ai due lati gioiello della chiesa di San Lorenzo a Napoli. La cosiddetta Cona degli Ordini fu precocemente smembrata e i due pannelli principali sono stati riuniti al Museo di Capodimonte nel 1957. Ad essi si sono aggiunti due Beati francescani, recentemente acquisiti grazie al  Ministero della Cultura.

L'iniziativa va a completare uno studio condotto all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN “SHARING”), attraverso il quale si è avviata la collaborazione continuativa tra i ricercatori e le ricercatrici– UniCampania – CNR-ISPC e SCITEC– INFN - LNS e i conservatori e storici dell’arte del Museo, ora riuniti nel laboratorio congiunto “Officina Capodimonte”.

Gli esiti di quella ricerca – già completata per quanto concerne il San Francesco consegna la regola – verranno in questa occasione presentati al pubblico con una postazione allestita a fianco del San Francesco, recentemente restaurato grazie al programma “Restituzioni' di  Intesa Sanpaolo. Le indagini hanno permesso di confermare l’appartenenza delle due tavole a un unico retablo - a dispetto di dubbi tuttora avanzati da alcuni studiosi - e soprattutto di approfondire la conoscenza del modus operandi di un maestro di importanza cruciale per la diffusione del Rinascimento nell’Italia meridionale, del quale sfortunatamente pochissime opere certe ci sono pervenute.  Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa),  figura chiave del Rinascimento meridionale, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, sotto l’influenza dei grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza

In particolare martedì 24 e giovedi 26 marzo alle h.11 sulla scorta delle analisi e dei dati raccolti sono previsti incontri con il pubblico, con studiosi e studenti  alla presenza di ricercatori del team di Officina Capodimonte.

 Costanza Miliani: «Un laboratorio dentro al museo non è solo una questione logistica: è una scelta scientifica e culturale. Significa che la ricerca nasce di fronte all'opera, si nutre della sua presenza e ne restituisce al museo, e al pubblico, una conoscenza più profonda. Officina Capodimonte realizza qualcosa di raro: un luogo dove scienza, conservazione e storia dell'arte si interrogano insieme, di fronte all'opera stessa. È la condizione ideale per uno studio dei materiali e delle tecniche esecutive davvero interdisciplinare e per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi, e il modello che come CNR-ISPC vogliamo portare avanti»

Marco Cardinali: «Sono passati più di 90 anni dal primo tentativo di creare a Napoli un laboratorio scientifico museale. Accadde alla pinacoteca del Museo Nazionale per volere di Sergio Ortolani. E sono passati 70 anni dall’iniziativa ben più strutturata di Bruno Molaioli per ricrearlo al Museo di Capodimonte. Officina Capodimonte nasce con la stessa determinazione, cui si aggiunge la consapevolezza che il successo può essere garantito soltanto dall’alleanza e dalla convergenza tra i diversi approcci disciplinari e tra le mission delle diverse istituzioni coinvolte: ricerca scientifica, didattica e alta formazione, conservazione e promozione culturale. Grazie all’apertura dell’Università della Campania verso la metodologia della Technical Art History, la prospettiva storico-artistica è una delle pietre angolari del nuovo laboratorio congiunto»

Officina Capodimonte è il laboratorio congiunto del Real Bosco e Museo di Capodimonte, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, e Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.

 

Locandina

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