Su Scientific Reports lo studio di Neuroradiologi e Ingegneri biomedici della Vanvitelli

Valutare precocemente i neonati affetti da encefalopatia ipossico-ischemica (EII) lieve per prevenire difficoltà neuroevolutive significative. Questo l’obiettivo dello studio, recentemente pubblicato su Scientific Reports, che ha visto la collaborazione tra i neuroradiologi e gli ingegneri biomedici della Vanvitelli, guidati dai professori Mario Cirillo e Fabrizio Esposito, nell’ambito del progetto PNRR MNESYS sulla Plasticità e Connettività Neuronale (coordinato a livello nazionale dall’Università Vanvitelli nel ruolo Spoke.

Lo studio si è basato sull’introduzione dell’Arterial Spin Labeling (ASL) nella valutazione precoce dei neonati con EII lieve. L’ASL è una tecnica di risonanza magnetica che consente di misurare la perfusione cerebrale senza l’uso di mezzo di contrasto. Il nostro studio ha evidenziato un pattern di iperperfusione nei gangli della base, correlato a punteggi inferiori nelle scale Bayley a 24-28 mesi, anche in assenza di lesioni visibili alla risonanza convenzionale.

“L’ASL - ha spiegato Mario Cirillo, professore associato di Neuroradiologia dell’Ateneo Vanvitelli - ci permette di osservare con la risonanza magnetica aspetti emodinamici del cervello, oltre i dati strutturali. È una finestra sulla fisiologia cerebrale che può cambiare il paradigma dell’imaging neonatale”.

L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII) lieve , infatti, è una condizione che può sembrare clinicamente rassicurante nei primi giorni di vita, ma che talvolta evolve in difficoltà neuroevolutive significative.

“Come neonatologo – ha detto Paolo Montaldo, ricercatore dell’Ateneo Vanvitelli - sento la responsabilità di non sottovalutare i quadri clinici lievi. Questo studio ci offre uno strumento in più per intercettare precocemente i bambini a rischio e intervenire in modo mirato.”

Sono stati arruolati per lo studio 94 neonati >35 settimane con ipossia-ischemia intrapartum, di cui 74 con EII lieve. Tutti hanno eseguito una risonanza a 3 Tesla tra il 4° e il 10° giorno di vita, comprensiva di sequenza ASL. Le immagini sono state analizzate in cieco e correlate con l’esito neuroevolutivo. Circa il 20% dei neonati con EII lieve ha mostrato disabilità lieve a due anni, e proprio in questo sottogruppo l’ASL ha fornito un segnale precoce che la risonanza convenzionale non intercettava.

“Abbiamo bisogno di tecniche che vadano oltre la morfologia – ha concluso il professor Fabrizio Esposito, professore ordinario in Bioingegneria della Vanvitelli - L’ASL è una di queste: sicura, ripetibile e capace di cogliere alterazioni funzionali invisibili alla risonanza tradizionale.”

Il progetto, frutto della sinergia tra il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate e il Dipartimento Donna-Bambino dell’Università Vanvitelli apre la strada a una medicina neonatale più personalizzata. I prossimi passi includono la validazione su coorti più ampie e studi longitudinali per tracciare l’evoluzione della perfusione cerebrale post-insulto. L’integrazione dell’ASL nella pratica clinica può cambiare radicalmente il modo in cui identifichiamo e accompagniamo i neonati con EII lieve. È un invito a guardare oltre la morfologia, verso una comprensione più profonda e tempestiva del cervello in sviluppo.