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24 Luglio 2026

Un analgesico di lunga durata e neuroprotettivo, la scoperta in uno studio di un team internazionale.

Un nuovo composto capace di alleviare il dolore in modo prolungato. Un team internazionale di ricercatori ha sviluppato MSP20, una nuova molecola sperimentale caratterizzata da una potente attività analgesica di lunga durata e da un promettente potenziale neuroprotettivo agendo sul recettore TRPV1, il principale sensore biologico degli stimoli dolorosi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è il frutto di una collaborazione tra l'Università della Campania Luigi Vanvitelli, l'Università di Siena, l'Università Magna Græcia di Catanzaro, l'Università della Calabria (UNICAL), il CNR di Pozzuoli e la Columbia University di New York. Tra gli autori figurano anche i professori Sabatino Maione e Livio Luongo, del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli.

Il meccanismo d'azione

Il composto agisce legandosi a recettori del sistema nervoso chiamati TRPV1, determinando con la loro attivazione, la desensitizzazione e l’interruzione della trasmissione del dolore. Il recettore TRPV1 è infatti considerato un target promettente per lo sviluppo di analgesici innovativi e rappresenta anche il bersaglio di composti naturali quali la capsaicina, il componente pungente presente in diverse varietà di peperoncino, che ha anche ispirato la progettazione di questi derivati sintetici.

Gli esperimenti hanno inoltre evidenziato un'attività neuroprotettiva e un profilo di sicurezza favorevole, senza alterazioni della temperatura corporea, uno degli effetti indesiderati osservati con altri composti della stessa classe. Grazie anche alla ricostruzione tridimensionale dell'interazione tra la molecola e il suo bersaglio biologico mediante crio-microscopia elettronica, i ricercatori hanno chiarito il meccanismo molecolare alla base dell'effetto analgesico.

 I risultati aprono la strada allo sviluppo di una nuova generazione di analgesici non oppioidi per il trattamento del dolore cronico e neuropatico, con possibili applicazioni future anche nel campo della neuroprotezione.

Il meccanismo d’azione di MSP20 è stato confermato a livello strutturale attraverso una tecnica d’avanguardia, la microscopia crioelettronica, che ha rivelato come la molecola, legandosi al TRPV1, riesca a silenziarlo e, di conseguenza, a determinare l’azione analgesica.

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