Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Edoardo De Angelis per dire no alla violenza sulle donne Venerdì 23 novembre in occasione della manifestazione promossa dall’ Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dall’Osservatorio sul fenomeno della violenza sulle Donne del Consiglio Regionale della Campania. Appuntamento per il 23 novembre a Santa Maria Capua Vetere - ore 9.30.

Il Regista casertano, dopo il successo del suo Indivisibili, film che conquista 6 David di Donatello 2017, 5 Nastri d'argento oltre al Premio Guglielmo Biraghi per Angela e Marianna Fontana, vince miglior colonna sonora ai Globi d'oro e ottiene 8 Ciak d'oro, ritorna con un nuovo film Il vizio della speranza - già pluripremiato al festival di Roma e al festival di Tokyo – che esce nelle sale il 22 novembre. Il giorno dopo sarà all’Università della Campania per incontrare gli studenti, i docenti e le autorità per conversare con loro sul tema della violenza sulle donne nell’evento “Stanche di Sperare e…Disperare” organizzato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

Come ogni anno, l’Università della Campania scende in campo per un confronto sui temi della violenza sulle donne, argomento, purtroppo di estrema attualità e che, nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, l’appassionato lavoro di tante associazioni che si impegnano sul fronte dell’aiuto e del sostegno alle donne maltrattate, vede la violenza morale e fisica contro le donne ancora un fenomeno in spaventosa crescita, una emergenza gravissima. L’iniziativa, promossa dalle Delegate di Ateneo alle Pari opportunità (prof.ssa Marianna Pignata) e per la Terza Missione e Promozione del territorio (prof.ssa Lucia Monaco), dal Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo e dall’Osservatorio regionale sul fenomeno della violenza sulle donne, vedrà la partecipazione delle Autorità istituzionali di Ateneo e del territorio.

Insieme al regista De Angelis ed al suo ultimo lavoro, che racconta una storia di abusi e sfruttamento sulle donne, si affronterà il delicato tema della lotta contro la violenza femminile in tutte le sue sfaccettature, (la Regione Campania è la seconda Regione per numero di Femminicidi) nella convinzione che la repressione non può essere l’unica risposta al dolore delle famiglie delle vittime, a quello delle donne che sopravvivono ai maltrattamenti o li subiscono in silenzio senza trovare la forza e il necessario supporto per la denuncia. C’è una responsabilità collettiva di fronte al problema culturale sotteso al fenomeno. Ed è soprattutto su questo fronte che l’Università può e deve giocare il ruolo centrale.

“L’evento, rivolto agli studenti ma aperto alle forze sociali del territorio, vuole essere un'ulteriore tappa di un percorso culturale teso a coinvolgere l’Università sul tema fondamentale dei diritti umani -sostiene la professoressa Marianna Pignata- facendo leva sul ruolo che essa riveste nel proprio ambito locale e sociale, nonché sulle sue effettive possibilità di conoscenza e incidenza nell’ambito delle politiche di integrazione e della diffusione della cultura della cittadinanza attiva e della solidarietà”.

Locandina

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

In un'epoca che è stata definita di "rivincita del sacro", il santo è ancora - o è tornato a essere - elemento vitale nella religiosità contemporanea ed è diventato oggetto di curiosità per una platea più ampia dei soli fedeli o praticanti cattolici. Tale fenomeno si manifesta in modo prepotente nel web. Non solo le notizie di cerimonie religiose (dalla canonizzazione alla festa patronale) o gli approfondimenti su singole figure o fenomeni di particolare notorietà (si pensi a s. Pio da Pietrelcina o alle apparizioni mariane) fanno parte del quotidiano flusso della comunicazione digitale, ma i santi hanno ormai anche i loro siti dedicati e stanno conquistando spazi propri all'interno dei social network. Grazie a internet, le forme stesse della devozione si sono rinnovate, realizzandosi anche a distanza e dando luogo a vere e proprie comunità virtuali. È dunque evidente come il web rappresenti un ricchissimo bacino documentario, sebbene ancora pressoché inesplorato scientificamente, per comprendere la santità, i culti e l'agiografia del presente, siano essi riferiti a figure e devozioni nuove o tradizionali.

Il convegno di studio, previsto per il 19 e 20 aprile, «I santi internauti» si propone come un primo e provvisorio momento di riflessione incentrato non tanto sul mezzo in sé (internet e i nuovi media) o sui suoi risvolti socio-culturali in genere, ma sullo specifico tema dei santi e delle devozioni del mondo contemporaneo, visti attraverso la lente del web. Sul piano metodologico, l'iniziativa si caratterizza per l'intento di indagare, in prospettiva diacronica, gli elementi di continuità del mondo digitale nella "lunga durata" della storia del cristianesimo, in modo da evidenziare su questo sfondo eventuali tratti di novità o di rottura. Si potrà così verificare la validità euristica ed ermeneutica di classiche questioni degli studi agiografici (quale immagine del santo viene costruita e/o ricostruita? quali sono le agenzie che promuovono il culto e con quali obiettivi? quali canali e linguaggi vengono scelti per la diffusione del messaggio agiografico? ecc.), applicate non più alle epoche trascorse ma alla società di massa. L'evento è organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali insieme con l'Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell'Agiografia presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, in via Perla a Santa Maria Capua Vetere. 
Vai all'evento 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il fenomeno migratorio fra immagini e norme, questo il titolo del volume di Maria Eugenia Bartoloni e Luigi Valentino del Dipartimento di Giurisprudenza, tra i finalisti al prestigioso "Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 – Giancarlo Dosi".
Il Premio, nato, per rafforzare il settore del libro e della lettura in Italia per la saggistica rivolta alla divulgazione scientifica, favorisce l’interesse per la cultura scientifica e contribuisce a creare una cultura diffusa dell’innovazione e del sapere.
“La tutela dei migranti, nell’ampio bagaglio giuridico dei diritti umani, è anche un fenomeno etico, politico, sociale i brevi lavori raccolti nel volume intendono suscitare la riflessione sul ruolo che il “cinema”, inteso nella sua accezione più ampia, possono svolgere in questa direzione – spiega Maria Eugenia Bartoloni, autrice del testo – mostrando la realtà con i mezzi espressivi loro propri, rendendo visibile l’invisibile, mettendo in luce la problematicità delle questioni. Le sfide future relative ai diritti che vanno riconosciuti ai migranti, in quanto persone, dipendono anche dall’esistenza di una opinione pubblica attenta e accorta che non si accontenta dei risultati ottenuti, né di stereotipi e luoghi comuni facili e comodi.”
Secondo gli autori, anche un’opera cinematografica può fornire il mezzo, il codice per interpretare un testo normativo o per affrontare un problema giuridico.
“Il collega Valentino ed io abbiamo deciso di candidare il nostro testo al premio perché abbiamo ritenuto, alla luce dei temi che tratta (il fenomeno migratorio), del taglio non istituzionale e dell'approccio integrato tra cinema e diritto, che il Premio Dosi fosse la collocazione ideale per valorizzarne la funzione divulgatrice”.

Maria Eugenia Bartoloni è Professore associato di Diritto dell’Unione europea nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dove insegna Diritto dell’Unione europea, Diritto europeo dell’immigrazione e Tutela dell’individuo e cooperazione giudiziaria. E’ autrice di due monografie dal titolo Ambito d’applicazione del diritto dell’Unione europea e ordinamenti nazionali. Una questione aperta (Napoli, 2018), Politica estera e azione esterna dell’Unione europea (Napoli, 2012) e di numerosi saggi scientifici. Oltre che di temi di carattere istituzionale, si occupa di tutela dei diritti fondamentali nelle sue molteplici declinazioni.

Luigi Valentino insegna diritto dell’Unione europea e diritto della concorrenza nell’Unione europea presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Nella sua più recente attività di ricerca si è occupato, in particolare, di ricongiungimento familiare (Il diritto al ricongiungimento familiare tra esigenze degli Stati membri e principi dell’UE, in I cittadini e l’Europa - Principio democratico e libertà economiche, a cura di P. De Pasquale e C. Pesce, Editoriale scientifica, 2015), e di tutela dei diritti dei cittadini e dei migranti (L’Unione europea tra regole degli Stati e diritti dei singoli, in La macchina delle regole, la verità della vita. L’era di Antigone, a cura di G. Limone, Franco Angeli, 2015).

Copertina libro

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Porre al centro dell’attività didattica e di ricerca il nesso fra eredità culturale e territorio e mostrare le prospettive di formazione e di professionalizzazione offerte dalla complessa realtà degli archivi storici comunali campani. E’ questa, in sintesi, la ragione di una nuova iniziativa del Placement della Vanvitelli e del Dilbec non a caso intitolata “Identità locale e futuro” che si terrà il 9 aprile, alle ore 11,30, nell'Aulario Via R. Perla a Santa Maria Capua Vetere.

Partendo dalla pubblicazione online del Censimento degli archivi storici comunali della Campania a cura di Salvatore Marino e Maria Elisabetta Vendemia - due antichi allievi del nostro Corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali oggi valenti archivisti e attenti studiosi della storia del Mezzogiorno- l’incontro vuol porre l’accento sulla ricchezza e la varietà di informazioni che gli archivi comunali, fonti imprescindibili per la storia dei luoghi, posso offrire agli studiosi (anche ai più giovani che si formano nel nostro Dipartimento) e sulla necessità di professionisti che sappiano svolgere una coerente e programmata attività di studio, manutenzione, restauro e comunicazione di queste delicatissime tracce del passato ( anche recente) dei comuni italiani.

Un’azione di orientamento in itinere, dunque, perché di supporto allo studente in formazione - confrontarsi, grazie alla presenza dei nostri docenti di storia, con le prospettive di ricerca e di approfondimento offerte dagli archivi comunali della Campania supporta al meglio lo studente nella fruizione del percorso formativo scelto, sia dal punto di vista metodologico che contenutistico e ne rafforza le motivazioni- e di orientamento in uscita . Con le voci degli esperti di archivistica - Paola Zito ( professore di Archivistica e Biblioteconomia del DILBEC, curatrice dell’iniziativa con la delegata al Placement Nadia Barrella) Luigia Grillo e Paolo Franzese- si sposterà infatti l’accento sul ruolo e sulle competenze dell’archivista e sulla necessità, sempre più sentita, di azioni di ricerca, acquisizione, valutazione, conservazione e fruizione degli archivi ossia di professionisti che rendono tali azioni possibili e che, stando alle ultime indicazioni ISFOL-IRIS, presentano un trend di variazione in crescita. La presenza del Soprintendente archivistico della Campania e di Luigia Grillo, Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, oltre a portare in aula l’esperienza diretta di chi opera sul campo, è parte di quel lavoro costante che l’Ateneo Vanvitelli in generale e il DILBEC in particolare svolgono sul territorio, in un’ottica di terza missione, per rafforzare l’interazione tra Università e società, confrontandosi e consultandosi con i diversi interlocutori locali e regionali per individuare strumenti e servizi in grado di favorire la crescita economica, sociale e culturale del territorio in cui operano.
programma

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Grande successo per "Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia", la mostra curata da Luca Molinari e Chiara Ingrosso, docenti al Dipartimento di Architettura all'Università Vanvitelli, tenutasi presso le sale di Palazzo Trinci a Foligno (PG). 

La rappresentazione dei tre mondi attraversati da Dante all’interno della Divina Commedia ha appassionato per secoli artisti, illustratori e scienziati visionari. Da Botticelli a Galileo passando per Gustave Dorè e Dalì, sono stati in tanti a cercare di riprodurre, attraverso potenti immagini, spazi, atmosfere e paesaggi dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso. L’architetto razionalista Giuseppe Terragni è stato il primo a dare forma architettonica all’immaginario Dantesco attraverso il progetto mai costruito del Danteum a Roma, immaginando il viaggio ultraterreno come fosse un’esperienza spaziale oltre che spirituale, resa tangibile attraverso gli strumenti dell’architettura.

La mostra "Divina Sezione. L’architettura Italiana per la Divina Commedia", ha dato spazio a una visione contemporanea dell’escatologia dantesca, con i disegni di oltre settanta architetti di diverse generazioni, che hanno creato una personale visione contemporanea dei mondi raccontati nella Divina Commedia. Autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Aimaro Isola, Francesco Librizzi, Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Franco Purini sono solo alcuni degli architetti che hanno contribuito con disegni originali a questa sfida visiva e intellettuale. Il catalogo della mostra, prodotto da Skira, è arricchito da contributi critici del dantista Riccardo Bruscagli oltre che di una serie di saggi di Alfonso Gambardella, Chiara Ingrosso, Simona Ottieri e Luca Molinari. Il progetto di allestimento è stato curato da Simona Ottieri con Maria Gelvi e Concetta Tavoletta e prodotto grazie al contributo di Knauf, utilizzando materiali solitamente impiegati nell’edilizia qui in una veste del tutto inattesa. La relazione visiva e concettuale tra l’immaginario tradizionale dantesco e una sua interpretazione attuale viene utilizzata come spunto per una riflessione più ampia che guarda al complesso e mutevole confronto tra racconto e immagine, filtrata attraverso visioni potenti e originali che riflettono sulla fragile natura del mondo contemporaneo riletto attraverso gli occhi di Dante.

 

I settanta autori in mostra appartengono a tre generazioni diverse di progettisti attivi sulla scena dell’architettura italiana contemporanea: 2A+P/A (Gianfranco Bombaci, Matteo Costanzo con Gergana Yaneva) — Benno Albrecht con Jacopo Galli — Laura Andreini – Studio Archea con Donatello D’Angelo — Carmen Andriani — Aldo Aymonino — Carmelo Baglivo — Guya Bertelli, con Paola Bracchi, Giulia Bonizzoni, Pasquale Mei — Nicola Braghieri — Andrea Branzi — Lorenzo Capobianco — Lucina Caravaggi, Alessandro Cimmino — Paolo Carli Moretti — Matilde Cassani — Francesco Costanzo — Raffaele Cutillo in collaborazione con Yorgos Spanodimitriou — Maddalena De Ferrari — Michele De Lucchi — Fernanda De Maio — Federico De Matteis — Manfredo di Robilant — Lorenzo Degli Esposti — Corrado di Domenico con Vittorio Golia e Salvatore Scandurra — Alfonso Femia con Diorama —
Alberto Ferlenga — Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Lorenzo Brunetti, Annalucia D’Erchia — Emanuele Fidone — Fabio Alessandro Fusco — Luca Galofaro — Cherubino Gambardella — Matteo Ghidoni — Paolo Giordano con Lorenzo Giordano e Carla Mottola — Stefano Guidarini, Pierluigi Salvadeo, Marina Spreafico — bda bottega d’architetti + D’apostrophe — Aimaro Isola — Ugo La Pietra — LABORATORIO PERMANENTE (Nicola Russi, Angelica Sylos Labini con Alessandro Zanoletti, Marco Di Forenza, Luca Cozzani, Francesca Lina Pincella) — Peter Lang — Vincenzo Latina — Francesco Librizzi — ma0 studio d’architettura (Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre) — Giulia Maculan — Camillo Magni, Ilaria Pedrini, Omar Rota, Lorenzo de Pascale — Raffaele Marone con Arcangelo Martino — IM STUDIO MI/LA (laria Mazzoleni, Richard Molina + Jessica C.R. Passos + Tri Ta – ricerca specie animali Lola Dompé) — Milk Train s.c. (Pierluigi Barile, Francesca Borgia, Giampiero Sanguigni) — Subhash Mukerjee — Maurizio Navone con Flavio De Rossi — Park Associati - Milano — Domenico Pastore — Pietro Carlo Pellegrini — Gianluca Peluffo — Carmine Piscopo, con Daniela Buonanno — Efisio Pitzalis — Piuarch (Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario) — Attilio Pizzigoni — Paolo Portoghesi — Franz Prati — Raffaele Pugliese e Dora Pugliese — Franco Purini — Franco Raggi — Massimiliano Rendina Con Vincenzo Merola, Cinzia Rosa, Antonio Paolo Verde — Renato Rizzi Con Susanna Pisciella, Marco Renzi — Michele Sbacchi — Valter Scelsi — Beniamino Servino — Tamassociati — Davide Vargas — Francesco Venezia — YellowOffice — Ground Action (Carlalberto Amadori, Francesco Cucchiara, Matteo D’Ambros, Roberto Zancan).

 

 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Architettura antica e decorazioni architettoniche fittili. Dal 15 al 18 marzo si terrà un convegno internazionale organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della nostra Unversità (prof. Carlo Rescigno) e dall'Università di Amsterdam (porf. P. S. Lulof) dal titolo Deliciae Fictiles. Networks and workshops. Si tratta di un appuntamento che si ripete a distanza di circa otto anni e riunisce studiosi da tutto il mondo interessati a temi relativi all'architettura antica e alle decorazioni architettoniche fittili. I templi di Paestum che segnano nel paesaggio campano la presenza greca erano completati con cornici fittili policrome e arricchiti di statue e altorilievi figurati in terracotta in cui si esprime la più preziosa maestria dei plasticatori arcaici del mondo mediterraneo. A questo contesto e alla sua diffusione in Italia e in Etruria si rivolge il convegno.
Quest'anno si terrà a Napoli, tra il convento di Sant'Andrea delle Dame, salone degli Affreschi (15 marzo) e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (16-17 marzo) e si concluderà al Museo di Paestum (18 marzo) con una visita studio all'area archeologica e al museo in cui si terrà una piccola mostra organizzata per gli studiosi dal Dipartimento in collaborazione con la direzione dello stesso Museo di Paestum.

programma

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Troppi Diritti. L'Italia tradita dalla libertà. Questo il titolo del libro di Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino, edito da Mondadori, che sarà presentato in Ateneo martedì 5 giugno, alle ore 11, nell'Aula degli Affreschi del Chiostro di Sant'Andrea delle Dame, in via de Crecchio a Napoli. 

È un’ipertrofia dei diritti ciò che spiega il declino italiano: questa la lucida diagnosi di Barbano,  Si tratta di un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi. Certo, in passato i diritti individuali sono stati il carburante che ha alimentato la nascita, la crescita e l’affermarsi delle democrazie a scapito di assolutismi e di totalitarismi. Ma quando quei diritti sono diventati i princìpi guida delle società, è emerso anche il loro lato oscuro, favorito oggi dallo sviluppo di innovazioni tecniche che aprono inedite prospettive. Proprio la visione di queste nuove possibilità amplia lo spazio delle aspirazioni del singolo e dei gruppi, facendo perdere di vista il limite etico insito nel concetto stesso di libertà.

Alessandro Barbano, giornalista e saggista, dal 2012 è direttore de Il Mattino di Napoli. Laureato in giurisprudenza all’università di Bologna, ha alle spalle quasi quarant’anni di professione. Ha insegnato all’università La Sapienza di Roma, all’università del Molise, alla Link Campus University e all’istituto di studi superiori Suor Orsola Benincasa di Napoli. È autore di saggi dedicati al giornalismo e libri su temi di carattere politico e sociale: Professionisti del dubbio (1997), L’Italia dei giornali fotocopia (2003), Degenerazioni. Droga, padri e figli nell’Italia di oggi (2007), Dove andremo a finire (2011). Nel 2012 ha pubblicato il Manuale di giornalismo, scritto in collaborazione con Vincenzo Sassu, adottato come libro di testo in molte università italiane.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Arte musica cinema e letteratura, due mesi di incontri sulla cultura pop, al via il progetto di ricerca dell’Università Suor Orsola Benincasa, Università Vanvitelli e Università di Salerno.

Napoli, 22 marzo - 14 maggio 2018, parte la seconda edizione di seminari sulla Pop Life con dodici incontri itineranti su Pop e Avanguardia, Mainstream e Underground. Una rete interdisciplinare per promuovere progetti di ricerca, seminari di dibattito e approfondimento, iniziative didattiche ed editoriali su tutti gli aspetti e i fenomeni connessi alla cultura pop (arti figurative, musica, letteratura, cinema, televisione, politica, media digitali e social media) nella sua evoluzione dal secondo Novecento al XXI secolo, in una prospettiva aperta e interdisciplinare. È questo l’obiettivo con cui l’Università Suor Orsola Benincasa, l’Università degli Studi di Salerno e l’Università Vanvitelli con il coordinamento scientifico dello storico Eugenio Capozzi, hanno costituito un gruppo interuniversitario di studio e ricerca. Insieme, dunque, studiosi di diversi settori: storia contemporanea, filosofia, sociologia, storia dell'arte, storia della letteratura italiana e inglese, storia del cinema, storia del teatro, comunicazioni di massa, storia dell'architettura e del design, solo per citarne alcune. 

Start della prima iniziativa comune del gruppo di ricerca sulla cultura pop è prevista giovedì 22 Marzo alle ore 16 al Pan, il Palazzo delle Arti di Napoli. Come spiega Eugenio Capozzi, professore ordinario di Storia contemporanea e di Storia della globalizzazione al Suor Orsola, “la storia mondiale degli ultimi cento anni sarebbe incomprensibile (e probabilmente sarebbe stata del tutto diversa) senza i simboli, i linguaggi, il patrimonio culturale condiviso costruito dalle più varie forme di arte, spettacolo e intrattenimento che i mezzi di comunicazione di massa hanno riprodotto e diffuso”.

La seconda edizione di Pop Life sarà dedicata al binomio o meglio all’intima connessione presente nella cultura pop tra mainstream e underground, tra prodotti di consumo e sperimentazione, che è diventata nel tempo una cifra caratteristica dei fenomeni culturali pop. “Nella cultura pop la ricerca di formule semplificate fruibili per masse sempre più ‘connesse’ e la provocazione spiazzante che ne rompe gli schemi - anticipa Capozzi - si contrappongono in un circolo frenetico di rappresentazioni, icone, simboli, che è fertile di sempre nuove sintesi ed invenzioni, e rende ancora oggi l’arte/intrattenimento occidentale un osservatorio irrinunciabile per comprendere i mutamenti economici, sociali, politici, culturali del mondo globalizzato”.

Una seconda edizione con dodici appuntamenti itineranti, tra le sedi delle tre Università campane, con seminari interdisciplinari e lezioni magistrali: da Madonna ai Beatles, alla fenomenologia delle televendite al rapporto tra arte e moda, dai linguaggi della commedia all’italiana alle dinamiche socio-culturali nella storia della musica dance (programma completo).

Domani alle 16 al Pan nell’appuntamento inaugurale, che sarà aperto dagli interventi del Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, in un dialogo a più voci sulla contrapposizione e l’interconnessione mainstream/underground nelle arti e nelle culture del 1968: cinema, arti figurative, letterature, teatro, architettura, design e musica.

INTERVENGONO 

Augusto Sainati - Il cinema 
Stefano Causa - Le arti figurative 
Paola Villani - Le letterature 
Alfonso Amendola - Il teatro
Anna Giannetti - L'architettura 
Francesca Castanò - Il design
Eugenio Capozzi - La musica pop/rock

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Europe is culture, l'Università Vanvitelli per la manifestazione internazionale dedicata ai giovani, al patrimonio culturale e l'arte contemporanea.

La manifestazione, che si terrà dal 28 aprile al 1 maggio a Caserta, in Piazza Carlo III e presso la Reggia, è organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet insieme al Comune di Caserta, l'Ambrosetti-The European House, dal Dipartimento di Studi Europei Jean Monnet con sede a Locarno (struttura operativa della Fondazione croata Zaklada Europa) ed ha come obiettivo di avvicinare i giovani delle scuole al patrimonio culturale. A tal fine sarà realizzata una competizione tra studenti delle scuole medie superiori di tutta l’Italia per la presentazione di “prodotti artistici” nelle seguenti sezioni: musica, canto, teatro, danza, arti visive.
"Grazie anche alla presentazione di proposte progettuali su fondi europei, che consentiranno l’allargamento dei partecipanti provenienti da paesi europei e mediterranei, la manifestazione si sta sempre più configurando come un’attività di diplomazia culturale i cui protagonisti sono studenti compresi tra i 14 e i 20 anni - spiega Gian Maria Piccinelli, Direttore del Dipartimento -. Al fine di far fronte alle numerose richieste dei giovani studenti e rendere sostenibile il costo della loro partecipazione, si è progettata la creazione di una “Cittadella dei giovani” all’interno della quale poter ospitare gli studenti partecipanti. La cittadella conterrà una tendopoli attrezzata, organizzata insieme alla Protezione Civile- conclude il Direttore - che consentirà ai ragazzi di vivere appieno la manifestazione, in continuità con le attività che si svolgeranno nelle diverse arene sopra menzionate. 
Europe is culture si svolgerà a Caserta, nel contesto monumentale della Reggia vanvitelliana, con un format che vedrà l’organizzazione di tre distinti spazi o “arene” tra loro complementari:

Arena dell’Arte: sul palco in Piazza Carlo III, tutti i giovani tra i 14 e i 21 anni iscritti al concorso si esibiranno con le loro performance, espressioni di arte contemporanea, nelle sezioni teatro, musica, canto, danza e arti visive
Arena della Cultura (all’interno di un Cortile della Reggia di Caserta): i giovani parteciperanno a momenti di approfondimento, confrontandosi con esperti e testimonial, intervenendo in dibattiti e sperimentando percorsi tematici interattivi. Ogni giornata sarà dedicata ad un tema:
1. Il patrimonio culturale
2. La legalità e la cittadinanza
3. La salute e la dieta mediterranea.
Arena del Gusto (Piazza Carlo III): nell’Anno del Cibo Italiano, i prodotti regionali di eccellenza saranno alla base delle ricette tipiche proposte alla degustazione dei giovani partecipanti da parte degli Istituti scolastici della Provincia di Caserta.

Locandina
Programma dell'evento

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Si chiama  “Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia” , la mostra curata dai docenti del Dipartimento di Archiettura Luca Molinari e Chiara Ingrosso che si terrà dall'8 al 29 marzo presso la Reggia di Caserta. La rappresentazione dei tre mondi attraversati da Dante all’interno della Divina Commedia ha appassionato per secoli artisti, illustratori e scienziati visionari. 

Da Botticelli a Galileo passando per Gustave Dorè e Dalì, sono stati in tanti a cercare di riprodurre, attraverso potenti immagini, spazi, atmosfere e paesaggi dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso. L’architetto razionalista Giuseppe Terragni è stato il primo a dare forma architettonica all’immaginario Dantesco attraverso il progetto mai costruito del Danteum a Roma, immaginando il viaggio ultraterreno come fosse un’esperienza spaziale oltre che spirituale, resa tangibile attraverso gli strumenti dell’architettura. La mostra “Divina Sezione. L’architettura Italiana per la Divina Commedia”, ospitata come prima tappa, nel Marzo 2018, alla Reggia di Caserta, si propone di dare spazio a una visione contemporanea dell’escatologia dantesca, con i disegni di oltre settanta architetti di diverse generazioni, che hanno creato una personale visione contemporanea dei mondi raccontati nella Divina Commedia.
Autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Aimaro Isola, Francesco Librizzi, Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Franco Purini sono solo alcuni degli architetti che hanno contribuito con disegni originali a questa sfida visiva e intellettuale. Il catalogo della mostra, prodotto da Skira, è arricchito da contributi critici del dantista Riccardo Bruscagli oltre che di una serie di saggi di Alfonso Gambardella, Chiara Ingrosso, Simona Ottieri e Luca Molinari. Il progetto di allestimento è stato curato da Simona Ottieri con Maria Gelvi e Concetta Tavoletta e prodotto grazie al contributo di Knauf, utilizzando materiali solitamente impiegati nell’edilizia qui in una veste del tutto inattesa.
La relazione visiva e concettuale tra l’immaginario tradizionale dantesco e una sua interpretazione attuale viene utilizzata come spunto per una riflessione più ampia che guarda al complesso e mutevole confronto tra racconto e immagine, filtrata attraverso visioni potenti e originali che riflettono sulla fragile natura del mondo contemporaneo riletto attraverso gli occhi di Dante.

I settanta autori in mostra appartengono a tre generazioni diverse di progettisti attivi sulla scena dell’architettura italiana contemporanea.

Alla conferenza stampa prevista l'8 marzo alle ore 16 presso il Teatrino di Corte della Reggia di Caserta intervengono:Mauro Felicori, Direttore Reggia di Caserta, Giuseppe Paolisso, Rettore Università della Campania "Luigi Vanvitelli", Alfonso Gambardella, Fondatore Facoltà di Architettura e Design "Luigi Vanvitelli", Gino Maffei, direttore del Dipartimento di Architettura e Design dell'Università Luigi Vanvitelli, Luca Molinari, Giancarlo Cangiano dell'Interporto Sud Napoli, Andrea Bucci, General Manager Knauf Italia.

locandina

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Vanvitelli per l’Arte Contemporanea. E' il nome del progetto dei docenti Gaia Salvatori e Luca Palermo che sarà presentato i prossimo 7 maggio, alle ore 17, nel dipartimento di Lettere e Beni Culturali, in Via Perla a Santa Maria Capua Vetere.
La serie delle opere d’arte che saranno ospitate dal 7 maggio 2018 nell’Aulario di Santa Maria Capua Vetere aprono un rinnovato Varco all’arte contemporanea nella sede del Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli: una terza tappa del progetto “Le Aule dell’arte”, dopo la prima nella sede storica dell’ex convento di San Francesco (2010-13) e la seconda con i “7 artisti per un progetto” al primo piano dell’Aulario (dal 2015 ancora in sede).

Con l’attuale incremento della sezione Arte Contemporanea del MUSA (Museo Universitario delle Scienze e delle Arti) dell’Ateneo, “Le Aule dell’arte” si rinnovano, anche nel nome, per incardinare, in maniera più incisiva, le opere (date in dono) e i loro artisti nel luogo che le accoglie. Quasi venti artisti - con una significativa prevalenza campana, ad attestare una cercata e forte relazione con il territorio - si insinueranno negli spazi dell’Aulario con opere di pittura, tecniche miste, fotografia, e con un wall-painting (di Marco Casentini realizzato con il contributo e il supporto tecnico di Edile GM e S.V.I.R.) che aderisce all’architettura nelle sue forme geometriche, colori a larghe campiture e un linguaggio minimalista percettivamente coinvolgente.

Vanvitelli per l'arte contemporanea intende proseguire sostanzialmente l’esperienza di arte pubblica nell’università, intrapresa dal 2010 con il progetto “Le Aule dell’arte”: una collezione ‘in progress’ che si propone soprattutto come metodo e strumento per attivare processi di partecipazione e fare dell’università, tradizionale luogo contenitore e dispensatore di saperi, un luogo di bilanciamento tra formazione, ricerca e pubblica fruizione.

Il progetto gode del "matronato" della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

La realizzazione del progetto Varco non sarebbe stata possibile senza la stretta partecipazione del prorettore alla cultura  Rosanna Cioffi e la piena disponibilità del direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali Maria Luisa Chirico.

Si tratta di opere d'arte di venti artisti contenporanei:
1. Enzo Calibè 2. Danilo Donzelli 3. Salvatore Manzi 4. Gloria Pastore 5. Giacomo Montanaro 6. Milena Sgambato 7. Vincenzo Frattini 8. Gianni De Tora 9. Luigi Pagano 10. Hella Berendt 11. Gabriele Marino 12. Peppe Ferraro 13. Meri Tancredi 14. Piero Chiariello 15. Carla Viparelli 16. Franco Cipriano 17. Luigi Spina 18. Amela Suljic 19. Gianfranco Racioppoli 20. Umberto Fabbrocile 21. Wall-painting di Marco Casentini.

 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Mario Valentino. Una storia tra moda design e arte. Questo il titolo del libro di Ornella Cirillo, docente di Storia dell’architettura e di Storia della moda dell'Ateneo Vanvitelli, presentato lo scorso 6 febbraio, al Teatro Agorà della Triennale di Milano.
Il volume è l’esito di una convenzione tra la Mario Valentino SpA e il Dipartimento DICDEA dell’Università della Campania, che ha impegnato il responsabile scientifico, Ornella Cirillo, in una ricerca biennale presso l’archivio storico dell’azienda napoletana. La pubblicazione, infatti, attraverso la lettura del prezioso patrimonio documentario, ricostruisce l’intensa avventura di un protagonista indiscusso della moda italiana del secondo Novecento e si pone come indispensabile premessa per il rilancio in chiave attuale dello storico marchio napoletano, leader nel settore calzaturiero e nell’abbigliamento in pelle.

"Questo libro – spiega la Cirillo - ricostruisce l’intensa avventura di Mario Valentino, protagonista della moda italiana dagli anni cinquanta fino alla fine degli ottanta, attraverso la lettura del prezioso patrimonio documentario raccolto nell’archivio della sua impresa. A partire dalla definizione del suo profilo biografico e formativo, ne è raccontata l’articolata storia imprenditoriale, dalle prime esperienze creative autonome nel campo calzaturiero alla piena affermazione come marchio leader nel settore dell’abbigliamento di lusso, per i quali si è avvalso del contributo di noti stilisti – come Paco Rabanne, Karl Lagerfeld, Muriel Grateau, Marie France Acquaviva, Claude Montana, Giorgio Armani e Gianni Versace – e di autorevoli artisti – in particolare, gli illustratori Brunetta, Antonio Lopez ed Eula e i fotografi Franco Rubartelli, Roberto Carra, Toni Meneguzzo, Richard Avedon, Robert Mappletorpe ed Helmut Newton".

La ricerca ricostruisce, dunque, l’avventura imprenditoriale di un protagonista indiscusso della moda italiana dal 1952 al 1991, che ha aderito allo sviluppo del prêt-à-porter attraverso un sapiente processo di valorizzazione della cultura artigianale partenopea, innovata con inconsueti processi di sperimentazione tecnica e progettuale. Da maestro calzaturiero si è trasformato in “prestigiatore della pelle”: ne conosceva tutti i segreti e l’ha elevata a materiale adatto a confezionare anche un abito da sera; l’ha resa soft, ammorbidita e adattata a molteplici lavorazioni: intrecciata, intarsiata, ordita come il lino e perfino combinata in sagome cubiste, dimostrando che nelle sue pregiate collezioni la tradizione conciaria campana abbia potuto convivere con le regole dell’alta sartoria.
Sullo sfondo delle fasi salienti della storia della moda, insomma, si tratteggiano i toni di una straordinaria officina italiana, le ambizioni, le strategie, i successi del suo fondatore, fino a tracciare l’ascesa di un napoletano illuminato che ha fatto della ricerca dell’originalità il suo obiettivo e si è adoperato in ogni modo per riuscire a perseguirlo.

Guarda la gallery

L’autrice
Ornella Cirillo è ricercatore presso l’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Docente di Storia dell’architettura e di Storia della moda, rivolge la propria attività di ricerca sia a temi della cultura architettonica e della storia della città tra il XVIII e il XIX secolo, sia alla storia della moda, nella quale, tra l’altro, è particolarmente impegnata a definire il ruolo svolto da Napoli e dalla Campania nel più ampio contesto del fenomeno del Made in Italy.

Pagina 1 di 3

CHI SIAMO  |   PRIVACY  |  UNICAMPANIA.IT