Psoriasi, luce del sole e acqua di mare alleati di chi ne soffre

 La stagione estiva può rivelarsi una vera e propria alleata per i pazienti psoriasici: la luce del sole e l’acqua del mare possono essere utilizzate “a fini terapeutici” ma è sempre necessario rispettare le regole basilari per evitare i danni indotti dagli UV e non interrompere le terapie se non in accordo che il proprio dermatologo. Ne parliamo in questa intervista con Elisabetta Fulgione, specialista in Dermatologia e Venereologia presso la Clinica Dermatologica Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. 


Perché il sole migliora la psoriasi?

Il binomio sole e mare può essere una combinazione vincente per la maggior parte dei pazienti che soffrono di psoriasi : l’azione cheratolitica dell’acqua marina permette di ridurre lo spessore delle lesioni mentre i raggi solari fanno aumentare la sintesi di vitamina D e la sua azione benefica “ antipsoriasica”, diminuire il turnover delle cellule (velocità di crescita delle cellule molto elevata in questa malattia) e aiutano a spegnere l’infiammazione . Il sole può agire, inoltre, come una “terapia” grazie all’azione di stimolo del cervello con aumentato rilascio di endorfine, le molecole del buonumore, e conseguente diminuzione della percezione dello stress, uno principali trigger (fattori grilletto) della malattia. In presenza delle varianti pustolosa ed eritrodermica, tuttavia, si può osservare un peggioramento della psoriasi (circa 5% dei casi) ed proprio per questo motivo è fondamentale farsi consigliare dallo specialista sulle precauzioni da mantenere in vacanza.


Anche i pazienti psoriasici devono utilizzare protezioni solari? Esistono delle regole da seguire per una corretta esposizione al sole?

Anche se la luce del sole e l’acqua del mare possono essere utilizzate nei pazienti psoriasici “a fini terapeutici” è sempre necessario rispettare le regole basilari per evitare i danni che possono essere indotti dagli UV. L’esposizione al sole deve essere graduale evitando “full immersion” nelle ore più calde (11-15) e ricordando sempre d’applicare un crema protettiva almeno 20 minuti prima di farsi baciare dal sole e ogni 2-3 ore nel caso di esposizione protratta. La protezione solare andrà scelta sempre in base al proprio fototipo per evitare scottature e, di conseguenza, danni alla cute. Anche le acque termali possono essere estremamente utili per i pazienti psoriasici: qualche attenzione in più, se la pelle è particolarmente infiammata e con ragadi e spaccature, deve esser posta nel caso dei bagni in piscina per l’azione irritante che può esser causata dal cloro.

 

I miglioramenti ottenuti grazie all’azione del sole portano molto spesso i pazienti a interrompere i trattamenti : è corretto concedersi una 'vacanza terapeutica' ?

L’esposizione solare può essere un valido alleato ma non un sostituto delle terapie tradizionali per questo i pazienti psoriasici, cosi come tutti coloro che per patologie croniche sono sotto terapia dermatologica, dovrebbero discutere sempre con lo specialista le eventuali modifiche e variazioni sia dei trattamenti locali che di quelli sistemici: deciderne arbitrariamente la sospensione può provocare, non raramente, peggioramento e/o un successivo “rebound” della malattia. Tra i farmaci utilizzati per la terapia della psoriasi i nuovi trattamenti biologici non necessitano di sospensione estiva ma nel caso di terapie con molecole ad azione fotosensibilizzante è sempre necessario discutere con il dermatologo curante per evitare fenomeni di sensibilizzazione o scottature dovute alla loro assunzione.


Le alte temperature, il clima umido e l’inevitabile aumento della sudorazione possono causare disagi ai pazienti psoriasici?

Il sudore eccessivo può, purtroppo, peggiorare la psoriasi. La prima regola da seguire per evitare disagi eccessivi è sicuramente quella di indossare indumenti leggeri cosi che la cute resti fresca e asciutta via libera quindi al cotone, lino e fibre nobili. Attenzione alle fibre sintetiche e agli indumenti stretti che possono aumentare la sudorazione e lo sfregamento tra cute e stoffa che può provocare irritazione. Non cercare, inoltre, di sfuggire dal caldo estivo trascorrendo molte ore in ambienti rinfrescati dai condizionatori: l’aria resa più secca da questi refrigeratori può peggiorare le patologie dermatologiche croniche e tra queste la psoriasi.


Spesso per il caldo eccessivo si è portati a passare più tempo sotto la doccia e la pelle diventa più secca: ci sono delle precauzioni che possono prendere i pazienti che soffrono di psoriasi ?

Per contrastare la secchezza che può derivare dai continui lavaggi è importante scegliere detergenti a base oleosa ed emolliente che favoriscano la giusta idratazione evitando il peggioramento della xerosi. E’ fondamentale, inoltre, non dimenticare mai d’applicare dopo la doccia ed il bagno balsami o creme con azione lenitiva ed idratante: la presenza di urea in una concentrazione dal 5 al 10% è particolarmente utile per ripristinare idratazione e facilitare, li dove necessario, l’eliminazione delle squame.


In caso di punture di insetti sulla psoriasi, come regolarsi?

Cercare di non traumatizzare la zona con il grattamento ed applicare prodotti specifici per le punture di insetti non fotosensibilizzanti ( spray ,creme olii e pomate ) è la regola principale da seguire: qualsiasi forma di traumatismo, sia di tipo fisico, che meccanico o chimico (dalle ustioni alle ferite fino anche al semplice grattamento o ad una epilazione o rasatura non delicate) può provocare nei pazienti psoriasici la comparsa di chiazze psoriasiche esattamente nelle sedi interessate dal trauma ( fenomeno di “Koebner”).


L’alimentazione e lo sport possono influire sul benessere di questi pazienti?

Sfruttare l’estate per svolgere un’attività fisica regolare può contribuire ulteriormente a “tenere sotto controllo” la psoriasi: lo sport agisce permettendo di arginare lo stress e rafforzando il sistema immunitario. Il rapporto tra dieta e psoriasi è stato sottolineato da recenti studi e oggi possiamo affermare che una scorretta alimentazione è in grado di indurre peggioramenti significativi del quadro clinico. I pazienti che soffrono di psoriasi dovrebbero assumere soprattutto cibi che non modificano lo stato infiammatorio come frutta e verdura, pesce e carni bianche.

 

 

 

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