L'Ateneo Vanvitelli nella classifica mondiale “Highly Cited Researchers 2025” con gli scienziati Mario Maj e Silvana Galderisi. Il report di Clarivate Analytics che raccoglie le ricercatrici e i ricercatori più citati al mondo nell’ultimo decennio si basa su dati raccolti dagli analisti dell'Institute for Scientific Information che hanno riconosciuto 6868 ricercatrici e ricercatori altamente citati nel 2025, provenienti da oltre 1.300 istituzioni in 60 nazioni e regioni, sono solo 104 in Italia, rappresentando 1 ricercatore su 1.000 a livello globale.

Questo piccolo numero ha contribuito fortemente ad estendere le frontiere della conoscenza e fare in modo che la società possa avvalersi di innovazioni in grado di rendere il mondo più sano, più sostenibile e più sicuro. Il processo di valutazione e selezione si basa sui dati dell'indice delle citazioni Web of Science, insieme all'analisi eseguita da esperti bibliometrici e data scientist presso l'Isi di Clarivate che da quest’anno hanno introdotto nuovi filtri e valutazioni avanzate per rispondere alle minacce all’integrità della ricerca.

Silvana Galderisi è stata Professore Ordinario di Psichiatria e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Fisica e Medicina Preventiva dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Nel 2023, sotto la sua direzione, il Dipartimento è stato designato come Dipartimento di Eccellenza dell’Ateneo Vanvitelli dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Silvana Galderisi è stata Presidente della European Psychiatric Association (EPA) e della Società Italiana di Psicopatologia. Attualmente è Presidente dell’European Group for Research in Schizophrenia (EGRIS) e dello Standing Committee on Ethics and Review della World Psychiatric Association (WPA). È membro onorario della WPA, dell’EPA, della Polish Psychiatric Association e della Hungarian Psychiatric Association, ed è membro del direttivo della European Scientific Association on Schizophrenia and other Psychoses e della Società Italiana di Psichiatria Biologica.

La sua attività di ricerca è stata ed è focalizzata sullo studio dell’eziopatogenesi, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi psicotici. I risultati di tale attività sono stati oggetto di oltre 400 pubblicazioni scientifiche in riviste o volumi a diffusione nazionale e internazionale, con un H index di 72.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti scientifici e nel 2023 ha ricevuto il premio "Constance Pascal - Helen Boyle Prize for Outstanding Achievement by a Woman in Working to Improve Mental Health Care in Europe”.

Mario Maj è stato Professore Ordinario di Igiene Mentale nell’Università Federico II dal 1986 al 1992, e poi Professore Ordinario di Psichiatria nella Seconda Università di Napoli (successivamente Università della Campania “L. Vanvitelli”) dal 1992. Dirige dal 1995 l’unico Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Formazione nel campo della Salute Mentale attivo in Italia.

E’ stato Presidente della Società Mondiale di Psichiatria (dal 2008 al 2011), della Società Europea di Psichiatria (dal 2003 al 2004) e della Società Italiana di Psichiatria (dal 2000 al 2002).

E’ stato fondatore ed è Editor della rivista World Psychiatry, ora per il nono anno consecutivo la prima tra le riviste di psichiatria per impact factor, e per il decimo anno consecutivo la prima tra tutte le riviste incluse nel Social Sciences Citation Index di Clarivate.

E’ stato responsabile a Ginevra della Sezione di Neuropsichiatria del Global Programme on AIDS dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ed è stato attivo come docente e ricercatore per conto di tale Organizzazione in vari Paesi di Europa, Asia, Africa e America Latina.

E’ autore di oltre 700 lavori scientifici inseriti su Scopus, per lo più nell’area dei disturbi dell’umore, psicotici e del comportamento alimentare. I suoi contributi più noti a livello internazionale riguardano la standardizzazione del trattamento a lungo termine del disturbo bipolare con sali di litio, e la caratterizzazione di alcuni sottotipi di tale disturbo.

Il suo H-index è 114.

 Lucilla de Arcangelis, docente ordinaria di Fisica Teorica presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", è stata eletta Presidente della Società Italiana di Fisica Statistica. 

Con una carriera scientifica di rilievo internazionale, la professoressa de Arcangelis ha ricoperto importanti incarichi nel panorama della fisica mondiale. Dal 2022 al 2024 ha guidato la Commissione C3 di Fisica Statistica dell’IUPAP (International Union of Pure and Applied Physics), e nel 2020 è stata nominata Fellow dell’American Physical Society, uno dei più alti riconoscimenti per gli scienziati a livello globale.

La sua attività di ricerca si concentra sulla fisica statistica, ambito in cui ha pubblicato numerosi studi su riviste scientifiche di grande prestigio. Dopo la laurea alla Federico II e il dottorato alla Boston University, ha proseguito la sua attività in istituzioni di eccellenza come l’ETH di Zurigo, il CNRS di Parigi, l’Università di Colonia e il centro di ricerca di Saclay.

Una nomina che conferma il valore della nostra comunità accademica e l’eccellenza della ricerca firmata Vanvitelli. 

 

 

Si terrà il prossimo 2 dicembre, dalle ore 9, nell’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria ad Aversa, la premiazione per le migliori start up nell’ambito del progetto “In The Green Future 2025”, giunto alla sua seconda edizione.

l Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli rinnova la sua partecipazione al progetto “In The Green Future”, un’iniziativa che promuove l’innovazione e la sostenibilità, favorendo il dialogo tra ricerca, impresa e territorio.

Il Premio “In The Green Future 2025” nasce per sostenere startup, spin-off universitari e team di ricerca impegnati nello sviluppo di tecnologie pronte per il mercato, con un livello di maturità tecnologica pari o superiore a TRL 5.

L’obiettivo è valorizzare le idee capaci di generare impatto reale, accompagnandole in un percorso di crescita e consolidamento grazie a un ecosistema di università, imprese e istituzioni che collaborano per favorire il trasferimento tecnologico e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

Il concorso prevede un premio per la startup vincitrice e una menzione speciale per altri cinque progetti meritevoli.

Il riconoscimento consiste nella collaborazione diretta con il Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo Vanvitelli e nell’utilizzo dei laboratori universitari, con il supporto tecnico e scientifico dei docenti e dei tecnici per completare il progetto e avviarne la realizzazione concreta. Attraverso questa partnership, i vincitori potranno inoltre accedere a strumenti e servizi promossi da Invitalia, con l’obiettivo di sostenere l’innovazione e la creazione di impresa.

I requisiti sono semplici: la startup candidata deve essere costituita da meno di cinque anni e contare un massimo di cinquanta dipendenti. La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le realtà universitarie, ai centri di ricerca e alle imprese innovative con sede in Italia o in uno Stato membro dell’Unione Europea.

I progetti saranno valutati in base al grado di innovazione, al potenziale di crescita e alle competenze del team.

Più che un semplice riconoscimento, “In The Green Future” rappresenta una rete viva di innovatori, docenti, ricercatori, investitori e imprese che condividono una stessa visione: quella di un futuro sostenibile costruito attraverso la ricerca, la tecnologia e la collaborazione.

Locandina

Foreste tropicali e la sfida della siccità. Uno studio internazionale racconta la resilienza dei polmoni verdi del pianeta

Negli ultimi 100 anni, la crescita degli alberi nelle foreste tropicali è stata colpita solo in misura limitata dalle siccità. Secondo questo nuovo studio internazionale, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science magazine, e che vede coinvolta come coautrice la Prof.ssa Giovanna Battipaglia dell’Università Vanvitelli, ha scoperto che le foreste hanno continuato a catturare e immagazzinare anidride carbonica (CO₂) in modo abbastanza stabile, contribuendo a rallentare il cambiamento climatico.

I ricercatori sono arrivati a questa conclusione studiando oltre 20.000 serie di anelli di crescita di alberi tropicali, raccolti in quasi 500 luoghi diversi in 36 paesi. Gli anelli, che si formano ogni anno nei tronchi degli alberi, raccontano la “storia” della loro crescita: nei periodi difficili come la siccità, gli anelli tendono ad essere più sottili.

Cosa hanno scoperto?

  • In media, durante gli anni più secchi, la crescita degli alberi si è ridotta solo del 2,5%.
  • Negli anni con siccità più estreme, il calo è stato del 3,2%.
  • Gli alberi, però, si riprendono bene: già l’anno successivo alla siccità, la crescita torna quasi normale.

Questo recupero sembra possibile grazie alle riserve di zuccheri che gli alberi accumulano e usano nei momenti difficili.

Ma la situazione non è la stessa in tutte le foreste.

In alcune zone, soprattutto in regioni calde e secche come il nord-est del Brasile o l’Africa meridionale, la crescita degli alberi è calata anche del 10% o più. Qui, il suolo trattiene poca umidità e gli alberi perdono le foglie molto rapidamente quando c’è poca acqua.

Cosa succederà in futuro?

Gli scienziati sono preoccupati: se le siccità diventano più frequenti e intense, come previsto con il cambiamento climatico, gli alberi potrebbero non riuscire più a recuperare così facilmente. Questo potrebbe:

  • Ridurre la capacità delle foreste tropicali di assorbire CO₂, accelerando il riscaldamento globale.
  • Aumentare la morte degli alberi, che rilasciano CO₂ mentre marciscono.

Anche un piccolo aumento della mortalità, come lo 0,1% in più ogni anno secco, potrebbe avere effetti globali significativi: si stima che potrebbe liberarsi nell’atmosfera tanta CO₂ quanto le emissioni annuali della Germania.

Questo studio è il primo a mettere insieme così tanti dati sugli anelli degli alberi tropicali. Grazie a una nuova rete di collaborazione internazionale, gli scienziati stanno cercando di imparare dal passato per prevedere meglio cosa ci aspetta.

“Le foreste tropicali sono state resistenti finora, ma non sappiamo se in futuro se le evoluzioni saranno diverse. Non bisogna dare per scontato che le piante si comporteranno allo stesso modo" - afferma la docente.

 

 

IT   |  EN

Un nuovo passo nell'istruzione e nella ricerca europea

L'Università di Scienze Applicate dell'Aia (THUAS) ha aderito ufficialmente all'Alleanza universitaria europea UNINOVIS, una rete di otto istituti di istruzione superiore europei. Questa alleanza consente un'istruzione innovativa, una ricerca transfrontaliera e sviluppi nei campi della scienza dei dati e dell'intelligenza artificiale. Per noi della THUAS, questa partnership offre a studenti, docenti e ricercatori nuove opportunità di collaborazione internazionale, condivisione di conoscenze e contributo all'impatto sociale.

Partnership strategica di rilevanza internazionale

Secondo il nostro presidente del consiglio di amministrazione, Elisabeth Minnemann, la partnership è in linea con le ambizioni dell'università. “Siamo orgogliosi di far parte di questa dinamica rete europea che sta plasmando il futuro della scienza dei dati applicata. UNINOVIS si integra perfettamente con la nostra missione di formare studenti come cittadini globali che contribuiscono a un mondo più intelligente, più sicuro e più sostenibile”.

Nuove opportunità per studenti e personale

Il coordinatore locale Jerke Schoor sottolinea l'importanza strategica di UNINOVIS per THUAS. "UNINOVIS ci aiuta a sviluppare ulteriormente un ambiente di apprendimento internazionale e flessibile, in cui gli studenti possono progettare i propri percorsi di apprendimento e il personale ha ampie opportunità di scambio di conoscenze. Lo studio diventerà più personalizzato e internazionale per gli studenti. Potranno imparare da docenti e ricercatori di altri paesi senza barriere, accreditando al contempo le loro conoscenze attraverso microcredenziali".

Contribuire all'impatto sociale

La collaborazione va oltre la sola istruzione. All'interno di UNINOVIS, i partner lavorano insieme su temi sociali quali la digitalizzazione, la sostenibilità e l'innovazione. Schoor spiega che ciò rafforza anche la posizione dell'Aia come città internazionale della pace, della giustizia e dell'innovazione. “L'istruzione svolge un ruolo importante nel progresso sociale. Partecipando a UNINOVIS, contribuiamo non solo a un'istruzione lungimirante, ma anche alla posizione della nostra città e della nostra regione in termini di conoscenza”.

Guardando al futuro

Nei prossimi anni, THUAS intende contribuire attivamente alle ambizioni dell'alleanza, in particolare nei settori dell'apprendimento permanente, della transizione digitale e verde e dell'impatto sociale. Secondo Schoor, “Con UNINOVIS stiamo costruendo una rete transfrontaliera in cui studenti, docenti e ricercatori imparano e innovano insieme. Ciò riflette perfettamente l'identità di THUAS: internazionale, impegnata e focalizzata sull'impatto”.

Maggiori informazioni sull'alleanza sono disponibili all'indirizzo www.uninovis.eu 

il Dipartimento di Psicologia, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), realizzerà il 15 e 16 maggio 2025 la I edizione delle Giornate Nazionali della Psicologia Scientifica dal titolo “Menti giovani in un mondo complesso. L’universo delle nuove generazioni secondo la psicologia”.

Le Giornate si collocano tra l’evento divulgativo e il tradizionale convegno, nell’obiettivo di offrire ai partecipanti l’opportunità di esplorare e approfondire tanto i problemi presi in esame, quanto le loro possibili soluzioni. Il focus è posto sulle nuove generazioni, sul potenziale di rinnovamento e di crescita che essi rappresentano per la società, e sulle difficoltà e le sfide che il mondo di oggi pone loro. L’obiettivo delle Giornate è quello di raggiungere un vasto pubblico, comprendente tanto la cittadinanza interessata al tema trattato nel corso dell’edizione, quanto professionisti nell’ambito sanitario e della psicologia, docenti e studenti, rappresentanti dei media e delle istituzioni.

Grazie alla partecipazione del nostro Ateneo al Bando Valorizzazione Partecipata del complesso Vanvitelliano e dell’Acquedotto Carolino” (D.D. n. 89 del 23/11/2024 – esito: prot. 12040 del 23/12/2024), le Giornate si svolgeranno presso la Reggia di Caserta e la partecipazione alle Giornate è gratuita. E' possibile iscriversi ad uno (o più) degli eventi organizzati per questa edizione.

Locandina

Programma

Il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli presenta “Quattro scuole per un robot”, un’appassionante sfida di Ingegneria che si terrà il 9 maggio, alle ore 9,00, nell'Aulario di Via Michelangelo ad Aversa.

Locandina

Avvicinare i giovani al mondo dell’Ingegneria per far conoscere le infinite possibilità di questo affascinante mondo e farlo attraverso il gioco e l’interazione: questa la sfida che il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha organizzato per gli studenti delle scuole di Aversa.

Una chiamata alle “arti”, un modo nuovo di raccontare i corsi di laurea ai giovani, così il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, nell’ambito del Piano di Orientamento e Tutorato 2024-2025, ha organizzato  l’evento conclusivo del contest: “4 Scuole x 1 Robot”, presso l’Aulario di via Michelangelo. 
Il contest vede come partecipanti quattro scuole superiori di Aversa ovvero l’ I.S.I.S. “A.Volta”, il Liceo Scientifico “G.Siani”, il Liceo Scientifico “E.Fermi” ed il Liceo “N. Jommelli” che si confronteranno in una sfida di costruzione, programmazione e test di guida autonoma di un’auto robotica in scala 1:20. Nel corso della mattinata i team delle quattro scuole faranno percorrere alle auto robot un percorso con vari ostacoli. Gli studenti stessi giudicheranno le prestazioni dei team, concludendo con un momento di premiazione e convivialità.

Lo scopo del progetto è di aiutare gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori a fare una scelta consapevole del percorso universitario. A tutti gli studenti saranno riconosciuti all’atto dell’iscrizione presso l’università della Campania 3 CFU di attività laboratoriali.
Tutte le informazioni relative al progetto sono su POT Ingegneria - Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli

 

 

 

È ufficialmente partito SWAMED – Sustainable WAter management for smart agriculture in the MEDiterranean regions, un progetto cofinanziato dal programma europeo INTERREG NEXT MED 2021–2027 (Obiettivo Specifico 2.3 – Accesso all’acqua e gestione sostenibile delle risorse idriche) con 2.443.228 €.

Il progetto affronta una delle sfide più urgenti per i Paesi del Mediterraneo: la scarsità d’acqua causata da cambiamenti climatici, siccità e pressione demografica, che mette a rischio ecosistemi e sistemi agricoli.

SWAMED mira a co-progettare, attraverso un approccio multi-stakeholder, un innovativo sistema di monitoraggio e gestione dell’acqua per l’agricoltura, adattabile alle diverse condizioni locali. Il sistema verrà testato in quattro siti pilota situati in Tunisia, Turchia, Egitto e Grecia, con il coinvolgimento diretto di agricoltori, enti gestori delle risorse idriche e istituzioni di ricerca.

Una collaborazione mediterranea

Il partenariato internazionale è guidato dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (Italia) e coinvolge:

  • CRTEAN – Regional Center for Remote Sensing of North African States (Tunisia)
  • The British University in Egypt (BUE) (Egitto)
  • Aristotle University of Thessaloniki (AUTH) (Grecia)
  • Alanya Alaaddin Keykubat University (ALKU) (Turchia)

A questi si affiancano partner associati come la Direzione distrettuale dell’agricoltura di Alanya (Turchia) e la Scuola Superiore degli Ingegneri di Medjez El Bab (Tunisia).

Attività e risultati attesi

Il progetto, articolato in cinque pacchetti di lavoro (Work Packages), prevede:

  • la creazione di un Decision Support System (DSS) per ottimizzare l’irrigazione;
  • la realizzazione e sperimentazione dei sistemi nei siti pilota;
  • attività di formazione con coinvolgimento delle comunità locali;
  • la produzione di video divulgativi;
  • la definizione di un piano di sostenibilità e replicabilità per l’adozione futura delle tecnologie SWAMED.

Verso un’agricoltura più intelligente e sostenibile

“SWAMED rappresenta un passo concreto verso un’agricoltura mediterranea più resiliente e sostenibile,” afferma il prof. Luigi Zeni, coordinatore del progetto. “L’uso di tecnologie avanzate e il coinvolgimento diretto degli attori locali consentiranno di migliorare la gestione dell’acqua, riducendo gli sprechi e salvaguardando le risorse naturali.”

Con un approccio partecipativo e multidisciplinare, SWAMED si propone di fornire strumenti concreti per affrontare la crisi idrica e promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile in tutta l’area del Mediterraneo.

Presentazione

Il Kilometer Cube Neutrino telescope, il gigantesco rivelatore di neutrini che scruta l’universo da 3500 m di profondità negli abissi del Mar Mediterraneo, a 80 km al largo della Sicilia Orientale, ha osservato uno straordinario segnale proveniente dal cosmo che apre nuovi scenari per lo studio della fisica dell’Universo e dei suoi fenomeni esplosivi.
Il nuovo eccezionale risultato è stato presentato ieri nella sala Romanelli della Reggia di Caserta, dalle ricercatrici e dai ricercatori della Sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” che lavorano all’esperimento.

“Una scoperta record – commenta il Rettore dell’Ateneo Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti – che ancora una volta conferma la ricerca d’eccellenza che viene portata avanti nel nostro Ateneo. Questi risultati sono frutto di anni di impegno degli scienziati che operano nel Dipartimento di Matematica e Fisica che, anche grazie alla collaborazione con l’INFN, hanno portato alla realizzazione del KM3NET, una gigantesca infrastruttura sottomarina ancora in costruzione, la più grande al mondo”.

La collaborazione internazionale KM3NeT, composta da oltre 200 ricercatrici e ricercatori, vede la Sezione di Napoli dell’INFN e dei gruppi universitari tra i protagonisti principali.
La partecipazione a KM3NeT del gruppo INFN-Napoli risale al 2014 quando, presso i laboratori ubicati presso il Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo, sono state realizzate le prime unità di rivelazione dell’esperimento. La svolta, però, arriva negli anni successivi. Grazie al programma PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 (progetto PACK) e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (KM3NeT4RR), infatti, è nato il laboratorio CAPACITY (Campania AstroPArtiCle Infrastructure faciliTY), ubicato presso il PoLaR (Polo dei Laboratori di Ricerca) dell’Università della Campania, nato dalla collaborazione tra la Sezione di Napoli dell’INFN e il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università della Campania. Un laboratorio di eccellenza che non ha eguali nella Collaborazione internazionale KM3NeT e che ha gettato le basi per importanti collaborazioni con enti di ricerca e aziende che operano sul territorio campano. Oltre agli sviluppi tecnologici, il gruppo ha un’importante componente fenomenologica che ha dato un fondamentale contributo alla comprensione dell’eccezionale evento osservato.

Il telescopio KM3NeT, che oggi opera con circa 20 mila sensoridi luce distribuiti su 33 unità di rivelazione alte 700 m, ancorate al fondo marino, raggiungerà la sua dimensione finale di oltre un chilometro cubo entro il 2030, quando saranno operative circa 200 unità di rivelazione.
Nel prossimo decennio KM3NeT potrà così continuare ed estendere le sue ricerche sui neutrini cosmici, e non solo, grazie al fondamentale contributo dei ricercatori/ricercatrici e studenti/studentesse della Sezione di Napoli dell’INFN, dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” che lavorano all’esperimento sviluppando sia gli aspetti tecnologici che analizzando e interpretando i messaggi portati dai neutrini dai punti più remoti dell’Universo.

L'assemblea della Società Italiana di Patologia e Medicina Traslazionale (SIPMET), tenutasi il 19 settembre, ha eletto la professoressa Lucia Altucci, ordinario di Patologia Generale presso il nostro Ateneo e attuale Presidente del Collegio dei Patologi Generali Italiani, quale Presidente SIPMET per il biennio 2026-2027. 

La società, è una delle più antiche d'Italia con 125 anni di storia. La nomina di Lucia Altucci rappresenta un importante riconoscimento: è la prima donna a ricoprire questa carica, sottolineando il crescente ruolo del nostro Ateneo a livello nazionale ed internazionale.

Il 2 ottobre 2024, presso l'Aula Magna di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, avrai l'opportunità di scoprire come le soluzioni open source di Red Hat stanno rivoluzionando il mondo accademico.
L'evento sarà suddiviso in due sessioni.

Mattina dedicata a Docenti e Personale Tecnico-Amministrativo

La sessione mattutina includerà tavole rotonde e discussioni con esperti IT sulle tendenze tecnologiche e le strategie Red Hat per l'infrastruttura open source. Saranno illustrate le opportunità offerte dal contratto CRUI-Red Hat per migliorare le strutture IT universitarie, insieme ai programmi di certificazione e formazione per il personale.


Pomeriggio dedicata a Studenti e Associazioni Studentesche

Il pomeriggio sarà dedicato agli studenti, con focus pratici su Red Hat Enterprise Linux (RHEL) e OpenShift. Verranno presentate dimostrazioni per containerizzare applicazioni e scalare risorse in ambienti cloud. Un'opportunità per approfondire l'open source e potenziare le competenze IT.


Per iscriversi all’evento, che sarà fruibile anche in streaming, basta accedere alla pagina di registrazione, disponibile al seguente indirizzo: https://evento.universamente.it/

 

Programma

Pagina 1 di 9