A partire perlomeno dagli anni Novanta, il tema dell’inclusione è stato riconosciuto come ‘condizione essenziale per realizzare appieno i diritti umani, la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile’ (U.N., International Day of Persons with Disability). Significativamente, per l’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’impegno verso persone diversamente abili diviene un fondamentale ‘tema di giustizia e un investimento per un futuro comune’.

L’ONU, quindi, registra e rilanciano il tema della collocazione della disabilità in una più ampia prospettiva socio-culturale e, quindi, pedagogica ed educativa. Ciò è essenziale al fine di non schiacciare la nozione e la condizione della disabilità sul deficit, inchiodando, quindi, colui che porta tale deficit ad una condizione di ineluttabilità e non-cambiamento. Se il deficit può essere chiaramente osservato e reso obiettivo, la disabilità, per contro, non è una categoria a-storica e a-contestuale: le rappresentazioni sociali della disabilità, l’universo emotivo e cognitivo che ad essa è correlato, e quindi il nostro agire concreto verso il diversamente abile, sono categorie culturali e, quindi, evolutive.

Oggi, infatti, comprendiamo che saperi e abilità sono, anche, condizioni contestuali. Il ‘so fare’, puro e semplice, come capacità ‘interna’, ‘posseduta’, per così dire, da un soggetto a-contestuale, non esiste; è pura illusione. Esiste il ‘so fare se’, ‘so fare con’, ‘so fare per’, come condizioni eminentemente relazionali. Qui entra in gioco l’educazione, come pensiero e prassi che individua e coltiva possibilità e potenzialità, producendone lo spazio di crescita.

Questo è anche il lavoro che l’Ateneo compie da diversi anni, offrendo servizi personalizzati volti al miglioramento delle qualità di vita universitaria per studentesse e studenti che sperimentano una condizione di limitazione nella partecipazione alle attività accademiche, accogliendoli, orientandoli, e supportandoli, prevenendo e rimuovendo, in tal modo, le cause che possano ostacolare la realizzazione del loro percorso formativo.

Attraverso un colloquio conoscitivo e l’utilizzo dell'ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), vengono analizzate le condizioni che contribuiscono a determinare le difficoltà nella partecipazione alla vita universitaria di studentesse e strudenti diversamente abili. Sulla base degli elementi analizzati – individuali e contestuali - viene stilato un progetto di intervento personalizzato, proponendo attività, ausili e servizi finalizzati a rimuovere o ridimensionare le condizioni ostacolanti e a favorire la predisposizione di ambienti di apprendimento accessibili. Ogni progetto è seguito e monitorato da un Case Manager, individuato tra le operatrici del Centro di Ateneo per l’Inclusione (CID) ed è condiviso con il delegato del Dipartimento cui lo studente afferisce, per essere tarato in coerenza con gli obiettivi formativi del singolo corso di laurea. Per realizzare questo percorso l’Ateneo offre diversi strumenti e servizi:

  • L’affiancamento da parte di tutor alla pari o specializzati per attività di accompagnamento nelle attività legate all’apprendimento (ad esempio: sostegno nella fruizione delle lezioni, aiuto nello studio, reperimento di materiali di studio, quali appunti, libri, bibliografie, ecc.), sostegno allo studio per il superamento di esami o per la stesura della tesi;
  • Ausili informatici e realizzazione di materiale didattico in formato accessibile;
  • Formazione all’utilizzo di software specifici: il personale tecnico istruisce studentesse e studenti, on site e a distanza, affinché sia in grado di utilizzare le tecnologie assistive;
  • Predisposizione di prove d’esame equipollenti, con utilizzo di ausili e tutor lettore e possibilità in situazioni particolari, opportunamente documentate, di date d’esame alternative;
  • Reclutamento (on demand) di figure specializzate di assistenza alla comunicazione (es. interpreti Lingua dei Segni) e di assistenza materiale all’autonomia personale (es. Operatore Socio Sanitario);
  • Affiancamento nella fase di orientamento e di espletamento delle pratiche burocratiche;
  • Promozione della partecipazione degli studenti con disabilità e DSA ai programmi di mobilità internazionali;
  • Fornitura tramite presa in carico temporanea di supporti tecnologici specifici.

L’Ateneo, inoltre, riconosce pienamente l’importanza della dimensione di rete, dialogando e collaborando costantemente con Enti, Associazioni e Soggetti del territorio che si occupano di persone con disabilità e disturbi specifici di apprendimento. Attività in collaborazione e protocolli di intesa sono stati siglati dai diversi Dipartimenti con l’AID (Associazione Italiana Dislessia), con l’Autism Aid Onlus, con l’UICI (Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). L’Ateneo è in costante contatto con gli enti locali (Regione Campania, Comune di Caserta, Comuni dell’area metropolitana di Napoli, Comuni della provincia di Caserta) per lo sviluppo di iniziative e progetti che favoriscano e amplino la dimensione inclusiva dei processi di educazione e apprendimento.

Comprendere la specificità delle strutture da produrre per ogni singolo caso, capire come, quanto e quando sostenere e come, quando e quanto lasciare andare è la vera difficoltà, che accomuna strutture, agenzie formative, docenti, genitori ed educatori che lavorano con soggetti in condizione di disabilità. Il percorso educativo che si è chiamati a compiere è quindi duplice: da un lato c’è il percorso di scaffolding e accompagnamento che l’educatore compie insieme alla persona diversamente abile; dall’altro lato c’è un percorso parallelo e complementare, forse persino più difficile e complesso, che una società e una cultura devono compiere verso un pieno concetto di inclusione. Ciò perché il deficit è dato, ma la disabilità è ciò che tale deficit provoca nell’incontro con un contesto. La disabilità è, quindi, responsabilità comune, e comune deve essere il compito educativo della comunità.

Realizzato anche quest'anno dai bambini in cura presso il Reparto di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell'AOU Vanvitelli, una delle tante attività ideate dall’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica (AGOP Campania) per incoraggiare i piccoli pazienti durante il lungo e faticoso percorso di cure. 

Per i pazienti e le famiglie questa progettualità è un segno di speranza per affrontare la quotidianità, un obiettivo concreto da raggiungere nel segno di una ritrovata "normalità".

Il calendario 2021 è prenotabile con una donazione minima di 5 €, avendo cura di specificare il formato desiderato  (da parete/da scrivania - vedi foto), mediante richiesta da inoltrare via e-mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), oppure telefonando ai recapiti 0815666426 e 0815666444.  Successivamente, come da consuetudine, la consegna verrà effettuata direttamente presso la sede di servizio indicata o con differenti modalità da concordare.

L’Agop Campania Onlus è l’associazione Genitori Oncologia Pediatrica fondata nel 1985 ed operante presso il Servizio di Oncologia Pediatrica dell'AOU Vanvitelli, gestita dai genitori con l’aiuto e la collaborazione del volontariato e di tutti gli operatori sanitari.

Sarà presentata lunedì 23 novembre alle 11.30 nel corso di una conferenza stampa on line l'edizione campana della Notte Europea dei Ricercatori 2020 che si terrà il 27 e il 28 novembre.

All'incontro interverranno Gaetano Manfredi, Ministro Università e Ricerca, Matteo Lorito, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II, Gianfranco Nicoletti, Rettore Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", Tiziana Maffei, Direttrice Generale Reggia di Caserta, Nunzio Itaco, vicedirettore Dipartimento Matematica e Fisica Università della Campania "Luigi Vanvitelli", Ivo Rendina, Presidente Area della Ricerca di Pozzuoli e Direttore CNR ISASI, Giuseppe De Pietro, direttore dell'ICAR e Presidente di Area Na1, Luciano Gaudio, Università degli Studi di Napoli Federico II, Luisa Stellato, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli".

Per collegarsi il link è il seguente: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=jWsh2P3qYlY&feature=youtu.be 

La conferenza è anche su Teams, per partecipare bisogna inviare la propria mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro le 10 di lunedì 23 novembre.

La manifestazione FACCIA A FACCIA CON LA RICERCA_Notte Europea dei Ricercatori 2020 si terrà venerdì 27 novembre dalle 10 alle 21 e sabato 28 novembre 2020 dalle 10 alle 12 live on web su piattaforma e in streaming su youtube Meet Me Tonight 2020

100 eventi, oltre 50 enti di ricerca e istituti di divulgazione della scienza per l'edizione in Campania del progetto nazionale MEET ME TONIGHT a cura di Università Milano Bicocca, Università degli Studi di Milano, Comune di Milano, Università degli Studi di Napoli Federico II, Politecnico Milano, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto Nazionale di Astrofisica nell'ambito della Notte Europea dei Ricercatori (ERN Italy) promossa dalla Commissione Europea fra le Azioni Marie Skłodowska Curie H2020 MSCA NIGHT 2020 e sostenuta, tra gli altri, dalla Regione Campania con il supporto promozionale della Scabec - Società Campana per i Beni Culturali.

La finalità principale dell'evento è quella di condividere la conoscenza e costruire un dialogo tra ricercatori e cittadini, permettendo a questi ultimi di meglio comprendere il ruolo e l'impatto della ricerca sulla società, in una maniera coinvolgente, interattiva e anche spettacolare. Quest'anno, a causa dell'emergenza Covid-19, la Commissione Europea ha deciso, pur in un periodo di limitazione, di promuovere ugualmente le attività in tutta Europa, spostando il tradizionale appuntamento dell'ultimo venerdì di settembre al 27-28 novembre.

La Campania ha aderito compatta alla manifestazione europea attraverso una cordata di Enti e Università afferenti alla rete "Meet Me Tonight", coordinata dall'Università Milano Bicocca e avente come referenti di programma l'Università Federico II di Napoli e l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" di Caserta. Tra i partner del progetto ci sono oltre 50 enti e istituti di ricerca, enti museali, soggetti privati impegnati nella divulgazione della scienza.

L'edizione 2020 di MEETmeTONIGHT Campania - completamente condotta in modalità da remoto - ruoterà attorno a un unico macro tema: il concetto di FUTURO. Questa scelta si ispira alle parole della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che, durante il suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento Europeo, ha sottolineato la necessità di volgere lo sguardo verso un futuro sostenibile e verde in cui le nuove generazioni possano prosperare e avere successo, un futuro dominato dalla cultura: "La cultura e l'educazione sono ciò che lega la nostra storia al nostro futuro. Questo è ciò che ci rende unici. La nostra anima, la nostra cultura, la nostra diversità, il nostro patrimonio".

Per meglio delineare e realizzare questo macro-tema, e riflettere la vocazione dei partner coinvolti che abbracciano una grande ricchezza di temi di ricerca, tutte le iniziative proposte da  MEETmeTONIGHT sono raggruppate in cinque grandi pilastri tematici: Salute, Humanities, Smart Cities, Sostenibilità e Tecnologia.

Alla manifestazione partecipano anche Polizia Scientifica - Polizia di Stato, della Cappella Sansevero, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e del MUSA - Museo Universitario delle Scienze e delle Arti della Vanvitelli.

WEB: www.f2meetmetonight.unina.it ; www.meetmetonight.it

SOCIAL: facebook e instagram @erncampania @erncaserta

CONTATTI: 0812395666 (feriali 9/17) - whatsapp 3454885798

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Oltre duemilaottocento metri quadri, 3 aule per oltre 400 posti, due grandi sale per riunioni o conferenze, un punto di ristoro con sala mensa, un piano per gli Uffici del Rettorato ed uno per quelli della Direzione Generale. E’ stata inaugurata la nuova sede del Rettorato dell'Università Vanvitelli, in viale Ellittico a Caserta.

“Ho molto voluto questi lavori e questa destinazione per quell’edificio – ha detto il Rettore Giuseppe Paolisso – Volevamo una sede del Rettorato e della Direzione a Caserta che potesse meglio rappresentare e testimoniare la presenza di questo Ateneo su questo territorio per mantenere una delle promesse che avevo fatto prima delle elezioni. Spero che sia la città di Caserta che l’intera Vanvitelli possa trarre beneficio da questa scelta”.

Il Complesso Universitario di viale Ellittico, realizzato alla fine degli anni ’80 per ospitare la sede della Direzione Provinciale delle Poste e Telecomunicazioni di Caserta, fu acquisito dall’Ateneo Vanvitelli nel 2005. In uno dei due corpi di fabbrica vi sono le sedi dei Dipartimenti di Psicologia e di Scienze Politiche “Jean Monnet” nonché di alcuni uffici amministrativi, mentre per l’altro edificio sono appena terminati i lavori di ristrutturazione, coordinati dal professor Gianfranco De Matteis, ordinario di tecniche delle costruzioni del Dipartimento di Architettura.

rettorato vanvitelliIl coordinamento scientifico alla progettazione architettonica è stato invece del professor Cherubino Gambardella, ordinario di Composizione del Dipartimento di Architettura.

“Nel pensare a come potevo disegnare il nuovo Rettorato di Caserta – ha spiegato Gambardella -mi sono trovato davanti a due scelte: quella più convenzionale di rifarlo daccapo, abbattendo l'edificio già esistente, o quella, di certo più economica ed ecologicamente corretta, di salvare l'hangar delle Poste per adattarlo ad una piccola città del sapere. Ha prevalso la seconda scelta: il nostro territorio, già tormentato da sversamenti tossici e abusi deve essere preservato e protetto. Ecco perchè abbiamo recuperato questo edificio, facendo in modo che fosse anche bello architettonicamente, capace di confrontarsi con dignità alla Reggia che lo ha proprio di fronte. Un’operazione quasi chirurgica, ma dal forte significato simbolico“.

La nuova sede del Rettorato di Caserta prevede quindi un’intera area destinata alla didattica con tre aule da circa 400 posti, dotate di apparecchiature audiovisive avanzate e di cabina di regia per il controllo e traduzione simultanea.

Al primo piano è ubicata la sala mensa per docenti, personale tecnico amministrativo e studenti a servizio dell’intero complesso di viale Ellittico.

Al piano terra vi è invece una sala per riunioni istituzionali da 50 posti, con attrezzature audiovisive e sistema conferenza, l’Ufficio del Rettore, gli Uffici del Rettorato, l’Ufficio del pro-rettore vicario, l’Ufficio del pro-rettore funzionale, una sala riunioni per 22 persone e alcuni uffici dell’amministrazione centrale. Al primo piano invece ci sono gli uffici del Direttore e della Direzione Generale.

“La scelta progettuale è stata incentrata su di una logica prudente sul tema della qualità architettonica come elemento guida dell’operazione di recupero – ha spiegato Gianfranco De Matteis - senza procedere alla demolizione del volume esistente, ma alla sua rimodellazione con un sostanziale riassetto delle facciate. Si è adottata una logica legata alla grande tradizione del moderno campano”.

Obiettivo dell’intervento è stato, quindi, quello di un restauro paesaggistico e di una integrazione del volume nell’area che ben si accorda con la presenza della Reggia di Caserta nel breve raggio.

 

Guarda il video dell'inaugurazione

L’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nonostante la pandemia da Covid 19 che ha prodotto un’emergenza sanitaria e l’impossibilità delle donne a recarsi nei centri antiviolenza, quest’anno decide di scendere in campo con un flashmob virtuale e con un evento dal titolo “In nome di donna. Perchè le donne smettano di essere l'Altro".

- -Il flashmob è stato realizzato grazie alla partecipazione degli studenti dell’Ateneo che, in questo momento così delicato per tutti ma soprattutto per le donne e bambini vittime di violenza, hanno fatto sentire ancora di più la loro vicinanza e la loro consapevolezza di dover essere parte attiva al #la battaglia contro la violenza sulle donne inizia da noi#. La campagna di comunicazione si è potuta realizzare grazie alla sensibilità di numerosi studenti di tutti i Dipartimenti che hanno inviato una o più foto con un foglio o un cartello per rendere visibile il loro messaggio di denuncia e per testimoniare la scelta di prendere distanze dai comportamenti violenti agiti sulle donne. il flashmob può essere seguito sui canali social (Facebook e Instagram) di Ateneo.
- L' evento “In nome di donna. Perchè le donne smettano di essere l'Altro" - organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza e coordinato dalle professoresse Andreana Esposito e Carmen Di Carluccio - si svolgerà il giorno 25 novembre da remoto, su piattaforma Microsoft Teams, dalle ore 15 alle ore 18 e vedrà la partecipazione di docenti dell'Ateneo, di rappresentanti di Forze dell'ordine e di esponenti di realtà associative del territorio impegnate attivamente, con i loro programmi, a combattere questa piaga sociale.
“L’iniziativa offre l’occasione – sottolinea Carmen Di Carluccio, docente di diritto del lavoro e di diritto della sicurezza e della prevenzione sul lavoro – per riflettere sulla complessità della condizione femminile nel mondo del lavoro, dove continuano a registrarsi molteplici forme di discriminazione. In questo tempo in cui la fragilità economica e la precarietà del lavoro hanno inevitabilmente elevato il livello del bisogno e abbassato quello dei diritti, proviamo a raccontare una storia di ribellione, di reazione all’abuso di potere. In nome del diritto al lavoro e in difesa della dignità umana”.
“La violenza contro le donne è oggi una delle violazioni dei diritti umani più invasiva e diffusa e, in molti casi, la più nascosta – sostiene Andreana Esposito - Gli omicidi sono solo la punta di un iceberg, fatto da lividi e ferite spesso celate dietro bugie dette per paura, terrore o vergogna. La punta di un iceberg fatto di umiliazioni, deprivazioni, linguaggio e ironia sessista. Forme non visibili ma non per questo meno dolorose di violenza. Ed è per questo che continua a essere necessario parlare, illustrare, discutere e, in definitiva, operare, forse sconvenientemente, assumendo una visuale, non oggettiva ma reale, provando a rappresentare le cose come stanno: ebbene, esiste ancora una realtà in cui gli uomini sono soggetti e le donne oggetti, ci sono fatti a mostrare che il genere decide in tutte le società umane, sulla base del sesso, subordinazione delle une e dominio degli altri”.
“La giornata rappresenta un'altra tappa di un percorso educativo ambizioso, che impegna ormai da diversi anni l’Ateneo, grazie anche al supporto delle Istituzioni del territorio, in continue attività e riflessioni - afferma la prof. Marianna Pignata, delegata alle pari opportunità - Ci sono parole e condotte che possono aiutare le donne a liberarsi da una gabbia e denunciare violenze e sopraffazioni ma ci sono anche comportamenti che possono provocare danni gravissimi. C’è una responsabilità collettiva di fronte al problema culturale sotteso al fenomeno. Ed è su questo fronte che l’Ateneo gioca un ruolo centrale sul piano culturale e della formazione specifica dei futuri operatori, insieme a tutta la comunità studentesca soprattutto sul piano della sensibilizzazione alla cultura della non violenza”.

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Un app per ripartire in sicurezza. Alla Vanvitelli riprendono i corsi in presenza, in modo sicuro e distanziato. Misurazione della temperatura, distanziamento e mascherine le misure anticovid alla base del rientro, per la tutela di circa cinquemila studenti prenotati in aula secondo turnazione.

"La modalità di didattica che abbiamo scelto per la nostra università è molto sicura - commenta Vincenzo Nigro, delegato del Rettore per l'area Didattica di Ateneo e docente alla Vanvitelli - perchè consente agli studenti di aderire alle lezioni su base volontaria e all'Ateneo di conoscere perfettamente il numero di studenti presenti in aula, per cui il distanziamento è perfettamente garantito. Anche i corsi a bassa numerosità sono stati suddivisi in più sottogruppi, contrassegnati da colori differenti. Se ci fosse una recrudescenza pandemica, con questo tipo di organizzazione potremmo contrastarla mantenendo le lezioni in aula".

Per le lezioni in presenza, attive in quasi tutti i Dipartimenti, è stata data priorità agli immatricolati alle lauree triennali e magistrali a ciclo unico, garantendo la possibilità di seguire i corsi anche ai preimmatricolati. Il Distabif partirà con le lezioni in aula a partire dal 12 ottobre. "I numeri dei prenotati ai corsi in aula salgono di giorno in giorno. Con il meccanismo della turnazione gli studenti scelgono settimanalmente a quale corso di studi partecipare. In questo modo coniughiamo la richiesta di flessibilità da parte degli studenti con buona tenuta nei confronti della epidemia di covid" - conclude il docente.


reSTART, prenota il tuo colore per seguire le lezioni in aula

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Al via l'edizione 2020 della Notte Europea dei Ricercatori a Caserta. Quest'anno l'evento sarà in diretta streaming dalla Sala degli Incontri d'Arte della Reggia di Caserta venerdì 27 novembre dalle 19 alle 21.

Un vero e proprio viaggio virtuale per andare dallo spazio profondo agli abissi marini, alla storia dei Borbone alla storia dell'uomo moderno che modifica l'ambiente in cui vive e se stesso, lasciando tracce indelebili. Un viaggio attraverso cui sarà possibile esplorare luoghi inaccessibili e mondi tanto diversi quanto collegati. Un unico filo rosso attraverserà la serata per regalarvi attimi di magia e conoscenza.

La mattina del 28 novembre la Notte Europea dei Ricercatori si aprirà alle scuole secondarie della Campania. Il lavoro dei ricercatori sarà raccontato con una serie di percorsi tematici: dalla matematica al Data Science, dalla Robotica all’Intelligenza Artificiale.

Nella prima parte, ogni ricercatore per area tematica racconterà la propria attività con un seminario interattivo dalla durata di 20 minuti. Attraverso modelli, problemi, esempi e dati reali, si condurrà gli studenti a comprendere l’importanza ed il valore della ricerca nel mondo moderno dell’automazione. Nella seconda parte la scena sarà lasciata ad alcune scuole secondarie della regione che presenteranno delle attività sviluppate a seguito di collaborazioni con Ricercatori e Docenti dei Dipartimenti dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”.

Nella diretta del 27 novembre saranno trasmesse 16 video-pillole relative alle attività di ricerca. I presentatori ci guideranno attraverso le video-pillole seguendo un percorso immaginario. Utilizzando un video
proiettore e una piattaforma per video-conferenze i ricercatori coinvolti in tutte le attività saranno presenti “da remoto” per presentare i loro video e rispondere alle domande che il pubblico da casa ci farà sotto forma di commenti Facebook/YouTube e chat.

Vi aspettiamo il 27 Novembre dalle 19 alle 21 in diretta su Notte Europea dei Ricercatori Caserta


PERCORSO:


1. Lavori di restauro degli arredi storici, dei tessuti e della pavimentazione degli appartamenti reali della reggia di Caserta: le analisi diagnostiche a supporto dei lavori
Nelle delicate e accurate attività di manutenzione che sono in atto alla reggia, si sta procedendo al restauro di tutto il lato ottocentesco degli appartamenti reali. Nello specifico vengono riportate alla luce le dorature originali dei portelloni lignei, si studiano i pregiati e delicati tessuti in seta in parte consunti dei letti reali e si recupera, ove possibile, il prezioso pavimento in cotto dipinto. La diagnostica ci fornisce un valido aiuto per procedere in maniera sicura nei lavori e per arricchire la conoscenza del patrimonio della Reggia, mettendo in luce la peculiarità della tecnica esecutiva degli artigiani del tempo.

2. Questione di sguardi
Lo sguardo è il primo e più diretto canale di cui disponiamo per entrare in contatto con la realtà che ci circonda. Guardare per comprendere ciò che un ‘oggetto’ del nostro patrimonio
culturale – ciò che resta di un'antica città, un reperto archeologico, un’iscrizione, un papiro, un manoscritto, un’opera artistica o un’architettura – è in grado di raccontare di sé, delle
persone e dell’epoca che l’ha prodotto. Questo è il compito dell’archeologo, del filologo, dello storico dell’arte o dell’architettura. Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica e digitale ha
offerto agli specialisti nel campo delle Humanities nuovi strumenti non soltanto per la schedatura e l'archiviazione di dati ottenuti da un’indagine tradizionale, ma anche nel processo
stesso di rilievo e di analisi dell’oggetto di studio. I ricercatori del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania illustreranno alcune possibilità di applicazione
delle nuove tecnologie nei numerosi ambiti dei Beni Culturali, da tempo in atto nei loro diversi laboratori.

3. Raggi X per Beni Culturali
Scrutare pigmenti di affreschi e di dipinti e leghe di monete antiche per valutarne il periodo storico e l’autenticità, utilizzando la tecnica di fluorescenza a raggi X (XRF), per misure
puntuali e per scansioni areali.

4. Datazione 14C di opere d’arte
Racconteremo la storia della lavorazione di un campione tra i più celebri tra le diverseapplicazioni effettuate per la datazione nell’ambito dei beni culturali ed archeologici. Il racconto comprenderà anche una parte introduttiva e conclusive della tematica e farà da sfondo ad approfondimenti tecnico-metodologici.

5. Sulla scena del crimine con la Polizia Scientifica
Oggi saremo sulla scena del crimine con la Polizia Scientifica. Vedremo in un video tutte le attività compiute in sede di sopralluogo e le successive attività svolte dai laboratori di Polizia Scientifica sui reperti prelevati dalla scena del crimine. Ci metteremo sulle tracce degli autori di delitti, attraverso indagini di genetica forense, di impronte latenti, balistiche, elettroniche ed altre attività di Polizia Scientifica.

6. Acceleratore per Astrofisica Nucleare
Esperimento con un prototipo Pelletron in scala di per illustrare il funzionamento di una macchina elettrostatica da 3 milioni di volt. Come aiutano gli acceleratori di particelle allo studio dell’evoluzione stellare? Breve tour delle linee dell’acceleratore di particelle del laboratorio CIRCE utilizzati per lo studio di reazione nucleari nelle stelle.

7. Un telescopio sottomarino alla scoperta dei misteri del Cosmo
Dagli abissi del Mar Mediterraneo ai confini dell’Universo: l’esperimento KM3NeT sta costruendo il più grande telescopio sottomarino al mondo per l’osservazione dei neutrini cosmici di altissima energia. Un viaggio attraverso le numerose sfide tecnologiche di una collaborazione scientifica di dimensioni mondiali, in cui il gruppo Unicampania ed INFN Napoli ricopre il ruolo cardine di principale centro di integrazione, calibrazione e test.

8. Il Cielo come laboratorio: Telescopi puntati sul Sole, Pianeti, Luna e Galassie.
Osservazione Solare con diverse tecniche sia dirette che in proiezione e utilizzando Telescopi dedicati.

9. Nuove frontiere aerospaziali
Fondamenti della New Space Economy sono la semplificazione delle modalità di accesso e rientro dallo spazio nonché la drastica riduzione dei costi di sviluppo, realizzazione e mantenimento dei sistemi utilizzati. Il CIRA è impegnato nello sviluppo di protezioni termiche ceramiche riutilizzabili per la futura navetta spaziale dell’ESA, Space Rider. Un percorso tutto italiano dalla progettazione alla realizzazione di componenti spaziali passando attraverso una lunga serie di test in condizioni estreme.

10. Gli occhi come rivelatori dello spazio visibile dall’inizio dell’umanità
La Reggia conserva alcuni interessanti strumenti scientifici, alcuni nel percorso espositivo degli Appartamenti Storici, altri in deposito. Da chi furono costruiti? Quando? chi li commissionò? Sarà possibile scoprirne la storia e qualche segreto.

11. La biodiversità sta cambiando
Il tema verterà sull'accresciuta importanza delle ricerche sulle microcomunità biologiche nelle aree Polari in tempi di cambiamenti climatici globali. In particolare verranno illustrati in modo
semplice, i risultati scientifici ottenuti del progetto internazionale pluriennale “Biodiversity of epibenthic diatom communities in polar areas: a taxonomical and ecological analysis”,
coordinato dal relatore, e che mira alla comprensione del ruolo ecologico delle microcomunità algali bentoniche (colonizzanti i fondali marini e il ghiaccio) in relazione ai cambiamenti
globali che stanno investendo con particolare aggressività le aree polari.

12. Cambiamenti nel mare
Effetti dei cambiamenti ambientali e climatici sui fondali marini. I fondali marini sono in costante mutamento. Grazie alle diverse metodologie di indagine sottomarina possiamo studiare e cercare di comprendere questi cambiamenti. Siano naturali o legati all’attività umana, percorreremo un viaggio ideale dalle zone più superficiali a quelle più profonde alla scoperta degli affascinanti segreti che si celano sui fondali marini e della loro storia.

13. L’investigazione spettroscopica al servizio della climatologia
Raffinati esperimenti di spettroscopia laser consentono di quantificare la capacità di alcune molecole, presenti nell’atmosfera terrestre, di assorbire e riemettere radiazione infrarossa,
contribuendo in tal modo all’effetto serra.

14. Cambiamenti straordinari
L’attività proposta dal Dipartimento di Economia persegue un obiettivo principale: sensibilizzare le persone circa l’impatto che gli eventi (straordinari) hanno sul mondo delle imprese. In particolare, in occasione dell’evento ERN 2020, si analizzerà l’impatto del covid19 dal punto di vista dell’innovazione, degli scambi internazionali e della tutela dei dati personali. L’intervento ha un finale aperto dato che ad oggi non è possibile sapere se e quali altri cambiamenti straordinari potranno riguardare le imprese nel prossimo futuro.

15. L’uomo non solo cambia l’ambiente, ma cambia anche sé stesso
Tatuaggi, piercing, interventi di chirurgia plastica, body building, fitness, diete dimagranti, scarificazioni e automutilazioni sono pratiche che, nell'ultimo decennio, hanno riscontrato una
crescente diffusione. Il corpo sembra sia diventato un oggetto da decorare, trasformare secondo forme debitamente architettate o un fardello di carne da umiliare e mortificare. I ricercatori intendono far riflettere il pubblico su tali tematiche, presentando le principali attività svolte dall’Osservatorio sui Disturbi Alimentari. Sarà l’occasione per imparare qualcosa anche su sé stessi.

16. FREIT – Profili sociali della ricerca frenologica in Italia
Il Giudice chiese a Miraglia: “cosa distingue un pazzo da una persona normale?” Viaggio nel pensiero dei frenologi napoletani, del trattamento della follia, dei luoghi della follia e dei resti di un’epoca, per capire il contributo dato alle moderne scienze psicologiche, giuridiche e sociali.

 

Pre-EVENTI

GLI ALBERI HANNO STORIE DA RACCONTARE
sabato 21 novembre ore 11

Letture #abassavoce con i volontari di Nati per Leggere Campania e laboratori a cura dei comunicatori della scienza de le Nuvole impastiamo Natura e seminiamo Lettura:
racconti e laboratori improntati ai 5 sensi che coinvolgeranno anche i più grandi col sapore della terra e i profumi della natura (per tutti, dai 3 anni).

locandina

 

ACQUA.TERRA.ARIA

Martedì 24 novembre ore 16,30

Il territorio della Provincia di Caserta è caratterizzato da molteplici emergenze ambientali, venute alla ribalta grazie alle indagini di polizia giudiziaria di questi ultimi anni alle quali ARPAC ha sempre garantito il supporto tecnico-scientifico richiesto.
Due brevi seminari in diretta streaming per discutere dei seguenti temi:

• la foce dei Regi Lagni dove accadono “strane cose” : stazioni di monitoraggio ubicate a mare in aree essenzialmente contigue, forniscono esiti analitici profondamente diversi…cercheremo di spiegare il perché mediante un’analisi statistica preliminare dei dati;
• gli incendi di rifiuti nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”: l’analisi dei fenomeni di combustione ha permesso di evidenziare le principali tipologie, le aree interessate e gli inquinanti sviluppati.

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Sono aperte le iscrizioni per Il Monello Centro per l’Infanzia d’Ateneo per l’anno educativo 2020/2021, riservate ai figli dei dipendenti dell’Università e agli studenti.

La novità innovativa è quella dei Poli per l’infanzia, che accolgono in un unico edificio o in edifici vicini, strutture sia del segmento 0-3 sia del segmento 3-6 per un migliore utilizzo delle risorse attraverso la condivisione di servizi, spazi e risorse.

L'asilo della Vanvitelli, fornisce servizi all’infanzia dai tre mesi ai sei anni strutturando le seguenti ricettività:

  • micronido per un massimo di 15 bambini;
  • sezione primavera per 10 utenti 24-36 mesi;
  • scuola infanzia per 24 bimbi in età compresa tra i 3-6 anni;

tutte autorizzate con cucina per mensa interna.

Hanno diritto di accesso a Il Monello Centro per l’Infanzia d’Ateneo i figli delle seguenti categorie:

  • Personale docente e ricercatore
  • Personale tecnico-amministrativo di ruolo
  • Titolari di assegno di ricerca
  • Titolari di contratto a tempo determinato
  • Dottorandi
  • Titolari di borsa di studio post Laurea o Post doc.
  • Studenti

Le domande di ammissione e di preiscrizione devono pervenire entro la data del 30/09/2020 al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o consegnata a mano presso la Ripartizione Patrimonio e Appalti di Beni e Servizi – Ufficio Contratti dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.30.

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Ha riaperto a gennaio scorso, con una nuova gestione, l’asilo nido di Ateneo dell'Università Vanvitelli. Il nido è oggi gestito da “ Il Monello” Società Cooperativa operante nei servizi all’infanzia sul territorio del Comune di Caserta da oltre 30 anni.

La struttura dell’Asilo, situato presso il complesso di Viale Ellittico di Caserta, di fronte alla nuova sede del Rettorato, è di nuova realizzazione ed è un ambiente luminoso, allegro e accogliente nel quale i bambini sono circondati da segni, oggetti e personaggi a loro familiari.

Gli ambienti e gli spazi sono predisposti per promuovere l'intreccio di relazioni e incontri tra adulti e bambini, tra bambini e bambini, tra adulti e adulti e sono organizzati per permettere ai piccoli di muoversi in modo autonomo e di sperimentare attivamente le proprie competenze.

L'ambiente è concepito e vissuto come interlocutore educativo che, con le sue opportunità e con i suoi spazi semi-strutturati, sollecita le bambine e i bambini a esperienze di conoscenza, di gioco, di scoperta e di ricerca.

Gli insegnanti dell’Asilo nido è attentamente selezionato perché rispondano ad elevati target di qualifica, competenza e aggiornamento e saranno affiancati da una serie di collaboratori esterni che gestiscono e organizzano le attività extracurricolari, ognuno per la parte di sua competenza: insegnanti di danza, lingue straniere, di musica, di pittura, di psicomotricità e altri, ma anche da docenti di Ateneo al fine di organizzare momenti di incontro e condivisione a supporto della genitorialità.

L’asilo contribuirà  a migliorare la qualità della vita dei dipendenti e degli studenti in un'ottica di conciliazione lavoro-vita familiare, di realizzazione di pari opportunità e di sostegno alla genitorialità.

Per monitorare e valutare la soddisfazione dell’utenza e per garantire un costante miglioramento della programmazione degli interventi educativi, saranno organizzati frequenti incontri con i genitori che utilizzano il servizio.

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