In occasione della quinta edizione di Art Days - Napoli Campania “Voci dall’alveare” dedicata quest’anno alla videoarte, Il MUSA - Museo delle Scienze e delle Arti dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” propone l’apertura straordinaria del Museo Anatomico Sabato dalle ore 9.30 alle ore 14.30, con l’esposizione di arte contemporanea di Pablo La Padula - Anatomia delle Qualità, a cura di Diana Wechsler che rientra nella manifestazione internazionale BIENALSUR2025.

Locandina 

ART DAYS 2025

La quinta edizione di Art Days si svolge dal 1 al 7 dicembre. Creato da un team under-35 di professioniste dell’arte - Martina Campese, Raffaella Ferraro e Letizia Mari - Art Days 2025 è supportato dal Comitato Scientifico composto da Fabio Agovino, Teresa Carnevale ed Adriana Rispoli. Si è aggiudicato per il quarto anno di seguito il contributo della Regione Campania attraverso il Piano di promozione culturale anno 2025. Inoltre ha ottenuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti Contemporanee - museo Madre, il Patrocinio del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli e di Fondazione Italia Patria della Bellezza. L’edizione 2025 ha come Main Sponsor Agricola Bellaria ed è sostenuta da diversi partner come Collezione Agovino, Fondazione Giuseppe Iannaccone, Collezione Fabio Frasca, Fondazione Morra, Accademia di Belle Arti di Napoli, Scuola di Scultura dell’Accademia, Collezione Ettore Rossetta, Fondazione Città della Scienza, Futuro Remoto, Icom Campania, Fondazione Terzoluogo, Napoli Gallery Weekend, Campese, NEOS, Foqus, Quostro. Si conferma anche quest’anno la media partnership con Exibart e L’Essenziale Studio.

L’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” presenterà pubblicamente l’opera dell’artista Christian Leperino, commemorativa del martirio del Beato Rosario Livatino, in occasione di un convegno dal titolo “Rosario Livatino, beato, magistrato… un giovane”, che si terrà il prossimo 2 dicembre presso l’Aulario dell’Ateneo, in via R. Perla 21 a Santa Maria Capua Vetere.

Locandina

Donata dalla Fondazione San Giuseppe dei Nudi, l’installazione permanente del monumento nei locali dell’Ateneo, ambisce ad infondere negli animi dei giovani i fermenti della verità e della giustizia, i valori fondamentali che hanno ispirato la vita del giovane magistrato. 

Interverranno all’evento, per una riflessione viva e profonda sulla vita e sull’operato del giudice Livatino, dopo i saluti introduttivi del Magnifico Rettore, prof. Gianfranco Nicoletti e del Vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino, dott. Domenico Airoma, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Alfredo Mantovano, S.E. l’Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta, mons. Pietro Lagnese. Le conclusioni saranno affidate alla Presidente della Corte d’Appello di Napoli, dott.ssa Maria Rosaria Covelli.

Un uomo di legge che ha servito lo Stato con rigore, equilibrio e professionalità - afferma il Rettore Nicoletti - la sua grandezza risiedeva non solo nella sua competenza giuridica, ma anche e soprattutto nella sua integrità morale e nella sua profonda fede cristiana. Sono particolarmente orgoglioso di ospitare presso il nostro Ateneo questo monumento che sarà fonte di ispirazione per noi e soprattutto per i nostri giovani e che infonderà lo stesso coraggio, la stessa rettitudine e la stessa dedizione al bene comune che hanno caratterizzato la vita del Giudice Beato”.

L’Arcivescovo impartirà, al termine del convegno, la benedizione alla statua. L’evento vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti del mondo accademico, della magistratura e delle istituzioni militari, civili e religiose.

_______________________________

La Fondazione “Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi” (abbreviato: S. Giuseppe dei nudi) nasce nel 2005 con lo scopo di promuovere assistenza e solidarietà alle fasce più povere della popolazione, secondo lo Statuto fondativo del Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi e Vergognosi, costituito nel 1740. Dal 2015 la Fondazione, oltre che proseguire la sua storica vocazione, si è impegnata anche nella promozione della ricchezza culturale e antropologica del suo patrimonio storico.

_______________________________

Il Centro Studi Rosario Livatino costituitosi nel 2015, a 25 anni dal sacrificio del magistrato siciliano, è un gruppo di giuristi – magistrati, avvocati, docenti universitari, notai – che, traendo esempio dal giudice ucciso per mano mafiosa nel 1990 e proclamato beato il 9 maggio 2021, studia temi riguardanti in prevalenza il diritto alla vita, la famiglia, la libertà religiosa, e i limiti della giurisdizione in un quadro di equilibrio istituzionale.

_______________________________

L’Osservatorio su “Enti religiosi, patrimonio ecclesiastico e organizzazioni non profit” è il primo centro di ricerca dell’Ateneo Vanvitelli che realizza il monitoraggio completo delle attività degli enti religiosi. L’Osservatorio opera su due profili: la raccolta e la divulgazione di dati scientifici utili allo sviluppo delle attività degli enti religiosi;l’attività di assistenza e di consulenza agli operatori del settore, al fine di reperire risorse per le attività di ricerca.

_______________________________

Christian Leperino, pittore e scultore, nella sua ricerca intreccia al tema del paesaggio urbano la riflessione sul tempo, la memoria, le trasformazioni dei luoghi e i destini degli individui che li abitano. Nelle sue più recenti sculture alterna al modellato il calco in gesso, traccia di un corpo vivente, di un oggetto, di un frammento d’arte del passato. Sue opere sono presenti in collezioni museali e spazi pubblici: Museo MADRE Napoli; MMOMA-Moscow Museum of Modern Art di Mosca; IICT di Tokyo; Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Suzzara; Stazione Ferroviaria di Mergellina, Napoli.

Si chiama OrchiDee ed è il volume appena pubblicato in casa Vanvitelli che raccoglie le creazioni artistiche di pazienti oncologici  frutto di un percorso di arteterapia promosso dall’Ambulatorio di Psico-Oncologia.

Abbiamo approfondito il progetto OrchiDee con Francesca Fiore, Responsabile Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa dell’Ambulatorio dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliera Regionale della SIPO Campania (Società Psiconcologia)  e referente del laboratorio “Mettiti in scena” da cui è nata la pubblicazione. 

OrchiDee è un progetto che trasforma la malattia attraverso l’arte in una scoperta di sé.

Un laboratorio tutto al femminile?

OrchiDee è un progetto che trasforma il soggetto andando oltre la malattia, lo fa attraverso il desiderio di cambiamento e la creatività dell'attività artistica. un laboratorio prevalentemente composto da donne, ma non solo. è un laboratorio che ha spinto sul femminile quale carattere che è presente in ogni individuo.

Qual è il motivo che vi ha spinto a pubblicare questo libro?
«Il progetto editoriale OrchiDee nasce dall’esperienza delle partecipanti in un viaggio espressivo e introspettivo durato un anno: attraverso la parola poetica e il gesto artistico, attraverso il linguaggio essenziale dell’haiku e il segno dell’incisione, ogni paziente ha potuto esplorare la propria storia personale, superando l’identificazione con la malattia e riscoprendo – o reinventando – nuove forme di rappresentazione di sé e della propria vita».

Possiamo spiegare questi concetti ai non addetti ai lavori? Perché sono importanti dal punto di vista psicologico?
L’haiku è una forma di scrittura estremamente breve e strutturata che favorisce la messa a fuoco dell’esperienza emotiva, lavorando sul qui e ora. In contesti terapeutici, soprattutto con pazienti oncologici, permette di esprimere emozioni complesse senza doverle spiegare o giustificare, favorendo una presa di distanza dalla malattia e restituendo continuità all’identità della persona.
Il segno dell’incisione è invece un gesto corporeo e simbolico insieme. In ambito terapeutico favorisce il contatto con emozioni profonde, spesso non verbalizzabili, e aiuta a rielaborare il tema del corpo, della ferita e del limite in modo simbolico e non traumatico.

In che modo hanno lavorato le pazienti? Con che frequenza si è svolto il progetto?

 Il laboratorio si è articolato in incontri quasi sempre mensili, durante i quali si è cercato di mettere in moto la potenza del desiderio attraverso l'espressione artistica, prima facendo emergere che ognuno è artista a suo modo, tramite le sue passioni e poi, condividendo le forme della poesia e dell'incisione.

Per lo svolgimento del laboratorio è stata necessaria la figura dello psico-oncologo o anche altre figure professionali?

il laboratorio trova quale utero generativo la Psiconcologia che, ancor più con la Legge Regionale del 16 ottobre 2025, si configura quale spazio necessario, fondamentale e fondante per affermare un Diritto di Civiltà Sanitaria.  La cura psicologica in ambito onco-ematologico non è accessoria, ma parte integrante del percorso terapeutico, gli interventi degli psiconcologi  si configurano quale componente essenziale e standardizzata del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale), a garanzia che tutti i bisogni emotivi, cognitivi e relazionali dei pazienti oncologici sono intercettati ed oggetto di cura ed attenzione da parte di professionisti adeguatamente formati.

 Come hanno accolto le pazienti questa proposta?

Con grande entusiasmo, anzi le persone hanno chiesto di aggiungersi anche quando il progetto volgeva quasi al termine.

Qual è stato, secondo lei, il beneficio a breve termine per le pazienti? E quello a lungo termine?

 Le persone parlano tra loro di poesia e pittura, mai avrebbero pensato di farlo un anno fa. a lungo termine direi che prevale l'insegnamento che: nulla è determinato e che un incontro può cambiare un corso o far sì che ci si apra ad un percorso. Oltre che esserci un incontro o re- incontro con parti di sé non prima conosciute.

Le orchidee sono dei fiori meravigliosi ed accostarle a pazienti oncologiche intitolando la pubblicazione  “OrchiDee” è emotivamente segnale simbolico di grande forza e rinascita, di una bellezza che va oltre ogni forma di malattia, e che si ritrova anche nella malattia. Ma forse ancora non bastava, ricalcare la parola “Dee” è stato il vero tocco di classe!
OrchiDee è frutto di questo percorso, di conoscenza riflessione, intuito e creatività: quando si legge il titolo ci si concentra sulle Dee ma non ci si accorge che prima delle Dee ci sono gli orchi che le hanno generate, e gli orchi potrebbero essere metaforicamente intesi come le lesioni tumorali.

OrchiDee è un’espressione di arte, ma anche altro. Che cosa rappresenta realmente questo volume?
OrchiDee testimonia non solo la qualità e la profondità dei risultati artistici raggiunti, ma anche la rinascita di un desiderio spesso sopito: il desiderio di raccontarsi, di creare, di tornare a immaginare, a ri-vivere.

Quanto è importante che realtà pubbliche, come un’azienda ospedaliera universitaria, offrano supporto psicoterapico anche attraverso l’arte?
Il volume rappresenta un tassello significativo all’interno delle attività rivolte alla cura e al benessere psicologico delle pazienti afferenti all’Ambulatorio di Psico-Oncologia.

Da anni l'Ambulatorio di Psiconcologia si fa promotore di iniziative come quelle di laboratori teatrali amatoriali, gruppi esperienziali con pazienti in follow-up oltre che aderire al progetto di laboratori itineranti di make up promosso dall’Associazione WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne contro il tumore al polmone in Europa), “Come star meglio con un “trucco”, ospitato per la prima volta presso l’Aula Magna del Complesso Santa Patrizia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria della Campania “Luigi Vanvitelli”, inaugurando il laboratorio permanente di make up gratuiti dedicati a donne di tutte le età che abbiano effettuato o stiano effettuando cure oncologiche, per aiutarle ad affrontare meglio le terapie. 

Data la grande richiesta e l'enorme entusiasmo manifestato dalle autrici/autori già si sta lavorando ad un nuovo ed ulteriore laboratorio di arteterapia per il prossimo anno. 

 

È stata inaugurata a Caserta, all’esterno del Rettorato dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, una panchina rossa simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Alla cerimonia erano presenti il Rettore Gianfranco Nicoletti, la Prefetta di Caserta Lucia Volpe e il Questore Andrea Grassi.

Ospite d’eccezione il calciatore del Napoli Pasquale Mazzocchi, che ha donato la maglia ufficiale del club con lo slogan “Stop alla violenza contro le donne”, lanciando un forte messaggio di sensibilizzazione.

L’inaugurazione è stata il momento centrale di una serie di iniziative promosse dall’Ateneo in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (tutte le iniziative dell'Ateneo), tra cui la creazione dell’hashtag #AmaConLAnimaNonConIlPugno#, nato con l’obiettivo di promuovere un dialogo costruttivo tra Istituzioni, Società Civile e servizi, rafforzando la rete di interventi condivisi contro la violenza di genere. 

Sempre presso il Rettorato, in viale Ellittico, si è tenuto il convegno “La forza delle alleanze: Istituzioni, Comunità e Servizi contro la violenza di genere”, occasione di confronto e riflessione durante il quale sono state presentate le attività del “Centro di Ateneo dei Servizi Clinici Universitari Psicologici” (SCUP) e del “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG)

«La tematica della violenza sulle donne – ha affermato il Rettore Nicoletti – ci coinvolge come Istituzione e come Comunità. È nostro dovere non solo sensibilizzare, ma anche condividere idee e strategie concrete, affinché la forza delle alleanze diventi un presidio di tutela e di speranza».

Guarda il video

 

Pagina 1 di 34