Via alla quarta edizione di “RUNNING VANVITELLI: Correndo verso la sostenibilità, l’inclusione e la parità di genere”

 

Domenica 26 aprile 2026, il Comune di Aversa ospiterà la quarta edizione della “Running Vanvitelli”, gara podistica su strada di 10 km con partenza e arrivo in via Roma.

 

L’evento si svolgerà sotto l’egida della FIDAL Campania ed è regolarmente inserito nel calendario regionale. La manifestazione, che unisce sport, socialità e valori civili, promuove sostenibilità ambientale, inclusione e parità di genere, offrendo un’occasione di partecipazione e aggregazione per atleti e cittadini di ogni età.

 

PROGRAMMA

Ore 07.00 – Ritrovo presso via Roma, nei pressi del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, luogo di partenza.

 

Ore 08.30 – Partenza gara competitiva di 10,00 km.

Tempo limite per completare la gara: 1,30 h.

 

Ore 11.00 – Premiazioni “RUNNING VANVITELLI: correndo verso la sostenibilità, l’inclusione e la parità di genere”.

 

PERCORSO

Il percorso stradale di 10 km, completamente pianeggiante, si svilupperà per le strade di Aversa (CE).

Per l’occasione la viabilità sarà chiusa al traffico.

 

PREMIAZIONI

Saranno premiati:

 

i primi 150 atleti uomini

le prime 70 donne giunte al traguardo

le prime 10 società con almeno 25 atleti giunti al traguardo

i primi tre assoluti maschili e le prime tre assolute femminili

Saranno premiati inoltre i primi tre delle categorie:

MM 60 – 65 – 70 – 75 – 80

 

ISCRIZIONI

Per tutte le informazioni clicca qui https://cuscaserta.it/2026/04/08/iv-running-vanvitelli/

 

Locandina

L’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” presenterà ufficialmente al pubblico e alla stampa il nuovo Centro di Ricerca Universitario per l’Inquinamento Ambientale e le Malattie Cardiovascolari (CIAMC) nel corso di un evento scientifico e divulgativo che si terrà mercoledì 8 aprile 2026 dalle ore 9:00 alle 13:00 presso l’Aula degli Affreschi del Complesso Sant’Andrea delle Dame a Napoli,

Il centro nasce con l’obiettivo di studiare uno dei temi emergenti più rilevanti per la salute globale: l’impatto degli inquinanti ambientali – in particolare microplastiche e nanoplastiche – sul sistema cardiovascolare.

Negli ultimi anni numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che le microplastiche sono ormai presenti nell’ambiente, negli alimenti e perfino nei tessuti umani. Studi recenti suggeriscono che queste particelle possano contribuire a processi infiammatori e a patologie cardiovascolari come infarto e ictus.

Il nuovo centro della Vanvitelli rappresenta uno dei primi poli di ricerca al mondo dedicati specificamente allo studio del ruolo delle micro- e nanoplastiche nelle malattie cardiovascolari, integrando competenze di medicina clinica, biologia molecolare, imaging cardiovascolare e tecnologie avanzate di spettroscopia.

Il progetto è supportato da importanti risultati scientifici già pubblicati su riviste internazionali di alto impatto e ha ricevuto un ampio riscontro sui media internazionali, testimoniando l’interesse crescente verso questo nuovo campo della medicina ambientale.

Durante l’evento verranno presentati:

  • gli obiettivi scientifici del Centro
  • le principali linee di ricerca
  • i risultati scientifici già pubblicati
  • i progetti futuri di prevenzione cardiovascolare legati all’inquinamento ambientale

L’iniziativa è rivolta non solo alla comunità scientifica ma anche alla società civile, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui nuovi fattori ambientali che possono influenzare la salute cardiovascolare.

La presenza dei rappresentanti dei media sarà fondamentale per diffondere queste conoscenze e favorire un dibattito pubblico su un tema destinato ad avere un impatto crescente sulla salute globale.

 

Locandina

Caivano, 27 marzo 2026 – Un luogo restituito alla formazione e alle nuove generazioni che porta il nome di chi ha fatto della conoscenza una responsabilità pubblica: è stata intitolata oggi a Luigi Nicolais l’Aula Magna del Polo Universitario di Caivano, alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del commissario straordinario di Governo per le periferie, Fabio Ciciliano.

La cerimonia si è svolta nell’area “ex Case Bianche”, al centro di un più ampio intervento di riqualificazione, e ha rappresentato un momento di forte valore simbolico per il territorio. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il prorettore vicario dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Italo Francesco Angelillo, e il Sindaco di Caivano, Antonio Angelino.

Accademico e scienziato di fama internazionale, Luigi Nicolais è stato una figura di riferimento per la ricerca italiana. Ingegnere chimico e tra i maggiori studiosi nel campo dei materiali compositi, ha lavorato per sviluppare una ricerca sempre più vicina alle applicazioni concrete, contribuendo a rafforzare il dialogo tra università, innovazione e sistema produttivo.

Nel corso della sua carriera ha affiancato all’attività accademica un impegno istituzionale di primo piano: è stato assessore nella giunta regionale della Campania, Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, parlamentare e, dal 2012 al 2016, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, contribuendo a rafforzare il ruolo della ricerca nelle politiche pubbliche. Ha inoltre svolto il ruolo di Consigliere per le Politiche della Ricerca per diversi Ministri dell’Università e della Ricerca, tra cui Anna Maria Bernini. Nicolais è scomparso lo scorso 12 gennaio, all’età di 83 anni.

“Intitolare l’Aula Magna a Luigi Nicolais – ha dichiarato il Ministro Bernini – significa rendere omaggio a uno scienziato e a un uomo delle istituzioni che ha saputo unire rigore accademico e visione pubblica. Nicolais ha sempre creduto nella forza trasformativa dell’università ed è esattamente questa visione che prende forma qui: il Polo di Caivano è un presidio di conoscenza e legalità, dove la formazione diventa strumento concreto di opportunità per le nuove generazioni”.

Il Polo Universitario di Caivano, inaugurato nel dicembre 2024, si estende su un’area di oltre 3.800 metri quadrati e ospita aula magna, uffici, biblioteca e spazi comuni, realizzati con tecniche costruttive a impatto zero. Tra i corsi già attivati, Infermieristica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, capofila del progetto, e Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.

A Capodimonte per scoprire i segreti 'Nella bottega di Colantonio', la più celebre della Napoli del primo '400 che attirò nella capitale angioina anche il giovane Antonello da Messina. Dal 23 al 27 marzo, 'Officina Capodimonte ' apre ai visitatori un cantiere diagnostico nelle sale 67 e 68 del secondo piano allestito di fronte al dipinto del San Girolamo nello studio di Colantonio. Sarà utilizzato lo scanner MacroXRF, sviluppato dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR che si avvale della tecnica di imaging avanzata di fluorescenza a raggi X, in grado di documentare in immagini ad alta risoluzione la distribuzione dei singoli elementi chimici presenti negli strati pittorici. Lo studio permetterà di ricostruire sia la tavolozza, sia il processo compositivo, le modifiche in corso d’opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell’introduzione in Italia della pittura a olio. La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al San Francesco consegna la regola di un unico polittico completato da due serie di tavolette con Beati francescani, disposte verticalmente ai due lati gioiello della chiesa di San Lorenzo a Napoli. La cosiddetta Cona degli Ordini fu precocemente smembrata e i due pannelli principali sono stati riuniti al Museo di Capodimonte nel 1957. Ad essi si sono aggiunti due Beati francescani, recentemente acquisiti grazie al  Ministero della Cultura.

L'iniziativa va a completare uno studio condotto all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN “SHARING”), attraverso il quale si è avviata la collaborazione continuativa tra i ricercatori e le ricercatrici– UniCampania – CNR-ISPC e SCITEC– INFN - LNS e i conservatori e storici dell’arte del Museo, ora riuniti nel laboratorio congiunto “Officina Capodimonte”.

Gli esiti di quella ricerca – già completata per quanto concerne il San Francesco consegna la regola – verranno in questa occasione presentati al pubblico con una postazione allestita a fianco del San Francesco, recentemente restaurato grazie al programma “Restituzioni' di  Intesa Sanpaolo. Le indagini hanno permesso di confermare l’appartenenza delle due tavole a un unico retablo - a dispetto di dubbi tuttora avanzati da alcuni studiosi - e soprattutto di approfondire la conoscenza del modus operandi di un maestro di importanza cruciale per la diffusione del Rinascimento nell’Italia meridionale, del quale sfortunatamente pochissime opere certe ci sono pervenute.  Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa),  figura chiave del Rinascimento meridionale, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, sotto l’influenza dei grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza

In particolare martedì 24 e giovedi 26 marzo alle h.11 sulla scorta delle analisi e dei dati raccolti sono previsti incontri con il pubblico, con studiosi e studenti  alla presenza di ricercatori del team di Officina Capodimonte.

 Costanza Miliani: «Un laboratorio dentro al museo non è solo una questione logistica: è una scelta scientifica e culturale. Significa che la ricerca nasce di fronte all'opera, si nutre della sua presenza e ne restituisce al museo, e al pubblico, una conoscenza più profonda. Officina Capodimonte realizza qualcosa di raro: un luogo dove scienza, conservazione e storia dell'arte si interrogano insieme, di fronte all'opera stessa. È la condizione ideale per uno studio dei materiali e delle tecniche esecutive davvero interdisciplinare e per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi, e il modello che come CNR-ISPC vogliamo portare avanti»

Marco Cardinali: «Sono passati più di 90 anni dal primo tentativo di creare a Napoli un laboratorio scientifico museale. Accadde alla pinacoteca del Museo Nazionale per volere di Sergio Ortolani. E sono passati 70 anni dall’iniziativa ben più strutturata di Bruno Molaioli per ricrearlo al Museo di Capodimonte. Officina Capodimonte nasce con la stessa determinazionecui si aggiunge la consapevolezza che il successo può essere garantito soltanto dall’alleanza e dalla convergenza tra i diversi approcci disciplinari e tra le mission delle diverse istituzioni coinvolte: ricerca scientifica, didattica e alta formazione, conservazione e promozione culturale. Grazie all’apertura dell’Università della Campania verso la metodologia della Technical Art History, la prospettiva storico-artistica è una delle pietre angolari del nuovo laboratorio congiunto»

Officina Capodimonte è il laboratorio congiunto del Real Bosco e Museo di Capodimonte, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, e Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.

 

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L'Ateneo Vanvitelli partecipa al MEET Italian brands. Si tratta della quarta edizione del progetto che vede la partecipazione di 80 aziende di moda campane e circa 80 buyer internazionali grazie al supporto di ICE e Unione Industriali . L'apertura del 23 marzo avverrà alla Mostra d'Oltremare con la partecipazione del Presidente della Regione, Roberto Fico e del Rettore della Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti .

Nell'ambito di MEET, il 23  si terrà una tavola rotonda sull'internazionalizzazione della moda con università del mediterraneo, a cura di Rosanna Veneziano, mentre il 24 la giornata sarà dedicata ai talenti creativi. In questa occasione si terrà la sfilata di una ex studentessa dell'Ateneo Vanvitelli, Pina Pirozzi, ora docente a contratto dei corsi di laurea in Design per la moda, che presenterà 20 outfit del suo brand APNOEA già vincitore del fashion hub di camera nazionale della moda italiana nel 2019. Sempre nella giornata del 24, alle ore 16, al Real Albergo dei Poveri avrà luogo una mostra con studenti del corso di laurea in Design per la moda dal nome “Super Ta(Y)loring: dalla tradizione sartoriale alla sperimentazione ecosostenibile” a cura di Roberto Liberti e Antonella Di Pietro. 

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