Un bando fotografico e una mostra per raccontare la forza delle donne che hanno affrontato e superato il cancro. Il 16 febbraio 2026, alle ore 11.00, presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, in Viale Ellittico 31, Caserta, sarà inaugurata la mostra/evento quale momento conclusivo del concorso fotografico “Il Coraggio delle Donne: la vita al di là del cancro”, allo scopo di promuovere una riflessione sulla resilienza femminile attraverso l’arte fotografica.

Per i saluti istituzionali saranno presenti, insieme al Rettore, Prof. Gianfranco Nicoletti, il Ministro della Salute, On.  Orazio Schillaci e il Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.

Gli interventi saranno tenuti dalla dottoressa Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute e dalla dottoressa Clementina Moschella, Direttore Centrale di Sanità della Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno

L’evento sarà moderato dalla giornalista Claudia Conte.

Locandina

Il concorso fotografico, riservato alla comunità accademica della Vanvitelli, si è concluso nell’estate 2025 ed ha visto la partecipazione di circa 70 fotoamatori con un totale di circa 150 immagini presentate che saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’Ateneo.

Saranno premiate il 16 febbraio le cinque opere fotografiche selezionate dalla giuria, che faranno parte, con altre immagini ritenute particolarmente significative, di una mostra fotografica presso il Rettorato di Caserta della Vanvitelli.

Una mostra per dare spazio a volti, gesti e storie di rinascita, per promuovere un messaggio di speranza e allo stesso tempo rafforzare l’impegno nella Terza Missione dell’Ateneo che, aprendosi al territorio, diventa luogo di incontro tra conoscenza, cura e umanità.

Attraverso questa iniziativa, l’Ateneo intende rafforzare il proprio impegno nella Terza Missione, aprendo le proprie competenze e sensibilità al territorio e alla comunità. Con questo concorso, infatti – afferma il Rettore Gianfranco Nicoletti intendiamo veicolare un messaggio importante: la malattia non spegne la luce delle persone, le donne protagoniste di questi scatti rappresentano, difatti, il coraggio, la dignità e la possibilità concreta di una vita che ricomincia. L’Università, in quanto Presidio di sapere e di cittadinanza attiva, ha il dovere di contribuire alla costruzione di narrazioni che ispirano consapevolezza e vicinanza, anche nella “medicina di genere”, ambito di crescente rilievo scientifico che analizza e approfondisce le differenze con cui le patologie si presentano, evolvono e rispondono alle terapie nei due sessi.

Tali differenze includono, tra l’altro, la variabilità nella tossicità dei farmaci e nella loro efficacia terapeutica. Si tratta di un approccio imprescindibile per una medicina più equa, personalizzata e consapevole delle specificità biologiche e sociali di ciascun individuo. Il bando fotografico era riservato ai componenti della Comunità Accademica “Vanvitelli” che hanno voluto raccontare l’identità e la trasformazione di donne che, pur segnate dalla malattia, hanno scelto di mostrarsi, per testimoniare e vivere pienamente la propria rinascita. Non cercavamo foto perfette, ma immagini che emozionano, capaci di trasmettere empatia, vicinanza, dignità: la fotografia come carezza, come verità, come racconto. L’esposizione che seguirà alla premiazione vuole essere non solo un’espressione artistica, ma anche civile e collettiva: un invito a guardare con occhi nuovi la malattia e chi l’ha attraversata.”

 

In Campania, ogni anno circa 17.000 donne ricevono una diagnosi di tumore. I più frequenti sono quelli al seno, alla tiroide, al colon-retto e all’utero. Ma i progressi della medicina, della prevenzione e delle cure hanno aumentato significativamente le possibilità di sopravvivenza. Molte donne (oltre 180.000 nella sola Campania) vivono oggi dopo una diagnosi oncologica, testimoniando ogni giorno la forza della rinascita.

Il progetto della Vanvitelli si inserisce in un percorso più ampio volto a costruire un Ateneo sempre più attento al benessere delle persone, dentro e fuori le proprie aule.

È online il nuovo Calendario di Ateneo!
Un progetto nato da un’idea degli studenti vincitori del bando part-time 2023/2024 presso il Centro di Comunicazione di Ateneo: Elena, Giulia, Ilaria Giuseppa, Maria Diletta, Maria Vittoria C., Maria Vittoria S., Maria Vittoria L. e Mario.

Gli studenti hanno proposto di affiancare gli scatti fotografici realizzati all’interno dei nostri Dipartimenti a motti di artisti, scienziati e storici che hanno lasciato un segno nella storia.

Un ulteriore ringraziamento va inoltre a tutti gli studenti, ai docenti e al personale del nostro Ateneo che hanno collaborato all’organizzazione delle sessioni fotografiche e a chi ha prestato il proprio volto, contribuendo alla realizzazione di questo progetto.

 

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Gennaio - Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre - Ottobre - Novembre - Dicembre

Il MUSA – Museo Universitario delle Scienze e delle Arti dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” comunica la proroga della mostra “Anatomia delle qualità”, dell’artista Pablo Lapadula, progetto espositivo a cura di BIENALSUR 2025 fino al 27 febbraio 2026.

La mostra, ospitata negli spazi del MUSA dal 3 ottobre e inizialmente prevista fino al 30 gennaio, prosegue oltre la data di chiusura programmata in considerazione dell’interesse suscitato e del valore culturale del progetto, che si inserisce pienamente nella Terza Missione di Ateneo.

“Anatomia delle qualità” propone una riflessione articolata sul rapporto tra corpo, materia e percezione, mettendo in dialogo il linguaggio dell’arte contemporanea con il contesto scientifico e museale. Le opere di Pablo Lapadula si confrontano con gli spazi e le collezioni del MUSA, attivando nuove chiavi di lettura e stimolando un’esperienza di visita che integra ricerca artistica e patrimonio universitario.

La collaborazione con BIENALSUR 2025, biennale internazionale dedicata all’arte contemporanea, rafforza il ruolo del MUSA come luogo di sperimentazione e di connessione tra saperi, confermando l’impegno dell’Università Vanvitelli nella promozione di progetti culturali di respiro internazionale.

Un nuovo impulso alla ricerca scientifica contro i tumori cerebrali arriva dalla collaborazione tra terzo settore e mondo accademico. La Fondazione Bartolo Longo III Millennio Onlus ha conferito due assegni di ricerca all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, sostenendo progetti di elevato valore innovativo dedicati allo studio del glioblastoma, una delle neoplasie cerebrali più aggressive e complesse da trattare.

Il finanziamento è stato assegnato al prof. Giovanni Cirillo, afferente al gruppo di ricerca del Laboratorio di Morfologia delle Reti Neuronali e dei Sistemi Biologici Complessi, coordinato dal prof. Michele Papa, e al laboratorio della prof.ssa Lucia Altucci, entrambi operanti presso il medesimo Ateneo. L’iniziativa conferma la centralità di un approccio multidisciplinare e integrato allo studio delle basi biologiche e molecolari delle neoplasie cerebrali, ambito di ricerca di grande rilevanza scientifica e clinica.

Il progetto, che sarà sviluppato presso l’Università Vanvitelli, si inserisce in un filone di ricerca di frontiera, volto ad approfondire i meccanismi biologici alla base del glioblastoma e a contribuire allo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche. Un impegno che rafforza ulteriormente il ruolo dell’Ateneo campano nel panorama della ricerca biomedica nazionale e internazionale.

La Fondazione Bartolo Longo III Millennio Onlus, ispirata alla figura di Bartolo Longo, Santo di Pompei recentemente canonizzato, opera con l’obiettivo di tradurre i valori di solidarietà, attenzione alla persona e impegno sociale in azioni concrete orientate al futuro. In questa prospettiva, il sostegno alla ricerca scientifica rappresenta una delle espressioni più significative della sua missione, riconoscendo nella scienza uno strumento fondamentale di progresso, cura e speranza.

L’iniziativa costituisce un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo accademico e terzo settore, dimostrando come sinergie fondate su valori condivisi possano generare un impatto concreto nella lotta contro patologie ad elevato impatto clinico e sociale, e contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Nell’ambito delle iniziative volte ad ampliare l’offerta della Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza, è stata acquisita una risorsa non strettamente giuridica con l’obiettivo di affiancare alle risorse scientifiche, incluse quelle giuridiche, un’offerta di lettura più ampia, a beneficio della comunità accademica

L’intento è quello di affiancare alle risorse prettamente giuridiche una vera e propria biblioteca di lettura, capace di favorire un’esperienza culturale più ampia e trasversale. In questa prospettiva si inserisce l’adesione a MLOL (MediaLibraryOnLine), piattaforma digitale che mette a disposizione ebook, quotidiani, riviste e altri contenuti culturali.

MLOL (MediaLibraryOnLine)

MLOL è la principale piattaforma italiana per il prestito digitale, che permette di accedere a una vasta gamma di contenuti multimediali — e-book, quotidiani, riviste, audiolibri e banche dati — disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7 da qualsiasi dispositivo (PC, smartphone e tablet).

 

Cosa puoi consultare e prendere in prestito

  • E-book: titoli in formato EPUB o PDF con possibilità di prenotazione.
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La piattaforma prevede un sistema di prenotazione, cioè la possibilità di prenotare e-book già in prestito, come in una biblioteca fisica.

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Si chiama OrchiDee ed è il volume appena pubblicato in casa Vanvitelli che raccoglie le creazioni artistiche di pazienti oncologici  frutto di un percorso di arteterapia promosso dall’Ambulatorio di Psico-Oncologia.

Abbiamo approfondito il progetto OrchiDee con Francesca Fiore, Responsabile Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa dell’Ambulatorio dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliera Regionale della SIPO Campania (Società Psiconcologia)  e referente del laboratorio “Mettiti in scena” da cui è nata la pubblicazione. 

OrchiDee è un progetto che trasforma la malattia attraverso l’arte in una scoperta di sé.

Un laboratorio tutto al femminile?

OrchiDee è un progetto che trasforma il soggetto andando oltre la malattia, lo fa attraverso il desiderio di cambiamento e la creatività dell'attività artistica. un laboratorio prevalentemente composto da donne, ma non solo. è un laboratorio che ha spinto sul femminile quale carattere che è presente in ogni individuo.

Qual è il motivo che vi ha spinto a pubblicare questo libro?
«Il progetto editoriale OrchiDee nasce dall’esperienza delle partecipanti in un viaggio espressivo e introspettivo durato un anno: attraverso la parola poetica e il gesto artistico, attraverso il linguaggio essenziale dell’haiku e il segno dell’incisione, ogni paziente ha potuto esplorare la propria storia personale, superando l’identificazione con la malattia e riscoprendo – o reinventando – nuove forme di rappresentazione di sé e della propria vita».

Possiamo spiegare questi concetti ai non addetti ai lavori? Perché sono importanti dal punto di vista psicologico?
L’haiku è una forma di scrittura estremamente breve e strutturata che favorisce la messa a fuoco dell’esperienza emotiva, lavorando sul qui e ora. In contesti terapeutici, soprattutto con pazienti oncologici, permette di esprimere emozioni complesse senza doverle spiegare o giustificare, favorendo una presa di distanza dalla malattia e restituendo continuità all’identità della persona.
Il segno dell’incisione è invece un gesto corporeo e simbolico insieme. In ambito terapeutico favorisce il contatto con emozioni profonde, spesso non verbalizzabili, e aiuta a rielaborare il tema del corpo, della ferita e del limite in modo simbolico e non traumatico.

In che modo hanno lavorato le pazienti? Con che frequenza si è svolto il progetto?

 Il laboratorio si è articolato in incontri quasi sempre mensili, durante i quali si è cercato di mettere in moto la potenza del desiderio attraverso l'espressione artistica, prima facendo emergere che ognuno è artista a suo modo, tramite le sue passioni e poi, condividendo le forme della poesia e dell'incisione.

Per lo svolgimento del laboratorio è stata necessaria la figura dello psico-oncologo o anche altre figure professionali?

il laboratorio trova quale utero generativo la Psiconcologia che, ancor più con la Legge Regionale del 16 ottobre 2025, si configura quale spazio necessario, fondamentale e fondante per affermare un Diritto di Civiltà Sanitaria.  La cura psicologica in ambito onco-ematologico non è accessoria, ma parte integrante del percorso terapeutico, gli interventi degli psiconcologi  si configurano quale componente essenziale e standardizzata del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale), a garanzia che tutti i bisogni emotivi, cognitivi e relazionali dei pazienti oncologici sono intercettati ed oggetto di cura ed attenzione da parte di professionisti adeguatamente formati.

 Come hanno accolto le pazienti questa proposta?

Con grande entusiasmo, anzi le persone hanno chiesto di aggiungersi anche quando il progetto volgeva quasi al termine.

Qual è stato, secondo lei, il beneficio a breve termine per le pazienti? E quello a lungo termine?

 Le persone parlano tra loro di poesia e pittura, mai avrebbero pensato di farlo un anno fa. a lungo termine direi che prevale l'insegnamento che: nulla è determinato e che un incontro può cambiare un corso o far sì che ci si apra ad un percorso. Oltre che esserci un incontro o re- incontro con parti di sé non prima conosciute.

Le orchidee sono dei fiori meravigliosi ed accostarle a pazienti oncologiche intitolando la pubblicazione  “OrchiDee” è emotivamente segnale simbolico di grande forza e rinascita, di una bellezza che va oltre ogni forma di malattia, e che si ritrova anche nella malattia. Ma forse ancora non bastava, ricalcare la parola “Dee” è stato il vero tocco di classe!
OrchiDee è frutto di questo percorso, di conoscenza riflessione, intuito e creatività: quando si legge il titolo ci si concentra sulle Dee ma non ci si accorge che prima delle Dee ci sono gli orchi che le hanno generate, e gli orchi potrebbero essere metaforicamente intesi come le lesioni tumorali.

OrchiDee è un’espressione di arte, ma anche altro. Che cosa rappresenta realmente questo volume?
OrchiDee testimonia non solo la qualità e la profondità dei risultati artistici raggiunti, ma anche la rinascita di un desiderio spesso sopito: il desiderio di raccontarsi, di creare, di tornare a immaginare, a ri-vivere.

Quanto è importante che realtà pubbliche, come un’azienda ospedaliera universitaria, offrano supporto psicoterapico anche attraverso l’arte?
Il volume rappresenta un tassello significativo all’interno delle attività rivolte alla cura e al benessere psicologico delle pazienti afferenti all’Ambulatorio di Psico-Oncologia.

Da anni l'Ambulatorio di Psiconcologia si fa promotore di iniziative come quelle di laboratori teatrali amatoriali, gruppi esperienziali con pazienti in follow-up oltre che aderire al progetto di laboratori itineranti di make up promosso dall’Associazione WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne contro il tumore al polmone in Europa), “Come star meglio con un “trucco”, ospitato per la prima volta presso l’Aula Magna del Complesso Santa Patrizia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria della Campania “Luigi Vanvitelli”, inaugurando il laboratorio permanente di make up gratuiti dedicati a donne di tutte le età che abbiano effettuato o stiano effettuando cure oncologiche, per aiutarle ad affrontare meglio le terapie. 

Data la grande richiesta e l'enorme entusiasmo manifestato dalle autrici/autori già si sta lavorando ad un nuovo ed ulteriore laboratorio di arteterapia per il prossimo anno. 

 

La ricerca dell’Università Vanvitelli e del Policlinico Universitario, pubblicato su una rivista internazionale del gruppo Nature, individua le basi molecolari

  Il meccanismo con cui prende energia il tumore del pancreas è una variabile determinante per la risposta alle terapie. Lo rivela uno studio condotto di ricercatori del Dipartimento di Medicina di Precisione dell’Ateneo Vanvitelli pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, rivista del gruppo Nature con un impact factor di circa 52, tra i più elevati nel panorama internazionale delle scienze biomediche.

«Questo lavoro nasce dall’esigenza di comprendere in modo più profondo perché il tumore del pancreas sia così aggressivo e resistente alle terapie – spiega Ugo Chianese, ricercatore dell’Ateneo - Ci siamo concentrati sul metabolismo tumorale, un ambito che sta emergendo come cruciale per spiegare il comportamento biologico di queste neoplasie».

Insieme a Rosaria Benedetti, Professore Associato dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, il gruppo di ricerca ha fatto luce su uno dei principali nodi irrisolti della ricerca sul carcinoma pancreatico, una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole. Lo studio dimostra infatti che il tumore del pancreas presenta una marcata eterogeneità metabolica, in particolare nei processi di glicolisi, il meccanismo cellulare che utilizza il glucosio come fonte energetica.

«Abbiamo osservato che non tutti i tumori pancreatici utilizzano il glucosio allo stesso modo - sottolinea professoressa Benedetti - Questa variabilità metabolica si riflette in differenze clinicamente rilevanti tra i pazienti e può spiegare, almeno in parte, la diversa risposta alle terapie».

Grazie a un approccio altamente innovativo, che integra tecnologie di sequenziamento spaziale a singola cellula con l’analisi di metaboliti e proteine, i ricercatori hanno ricostruito una vera e propria mappa metabolica del tumore pancreatico. Lo studio ha utilizzato diversi modelli di laboratorio, dai sistemi cellulari agli organoidi ottenuti da pazienti fino ai modelli in vivo, analizzando un numero significativo di campioni e permettendo di individuare i principali percorsi con cui le cellule tumorali utilizzano il glucosio come fonte di energia. «Per la prima volta siamo riusciti a collegare l’organizzazione spaziale delle cellule tumorali con il loro comportamento metabolico - aggiunge il dottor Chianese - Questo ci ha permesso di identificare specifiche traiettorie glicolitiche associate all’evoluzione della malattia». L’analisi ha consentito di stratificare i pazienti e di predire l’andamento clinico del tumore, aprendo la strada a una nuova classificazione metabolica con potenziali ricadute di grande rilievo in ambito clinico.

«I nostri risultati suggeriscono che i tumori con un’elevata attività glicolitica potrebbero essere particolarmente sensibili a strategie di inibizione metabolica - conclude Benedetti - Si tratta di un passo importante verso terapie sempre più personalizzate, in una patologia che oggi rimane tra le più difficili da trattare».

 

 

Giovanni Francesco Nicoletti, Rettore dell’Università della Campania” Luigi Vanvitelli”, è stato confermato, per la terza volta, segretario generale della Crui presieduta, a partire da settembre scorso, da Laura Ramaciotti (Università di Ferrara).

“A tutti i colleghi, nuovi componenti della giunta, auguro buon lavoro” ha detto il Rettore Nicoletti, che oggi è l’unico rappresentante, in giunta, degli atenei campani, nell’associazione delle università statali e non statali.

Tre i vincitori e premio speciale a Edoardo De Angelis

Tre film premiati e cinque menzioni speciali su 182 pellicole. Si sono ufficialmente concluse le attività della prima edizione del Caserta History Film Festival, prodotto dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che ha celebrato il documentario ed il cinema come strumento di racconto, analisi e memoria della storia, registrando una partecipazione straordinaria di pubblico, caratterizzata da una forte presenza di opere e autori internazionali.

La manifestazione ha raccolto 182 opere provenienti da oltre 50 Paesi di tutto il mondo. Dopo un attento lavoro di selezione, 8 film finalisti sono stati ammessi alla fase conclusiva del concorso, che ha previsto l’assegnazione di tre premi ufficiali e cinque menzioni speciali, coinvolgendo giurie differenti e rappresentative di diverse generazioni.

Il programma del festival è stato arricchito da tre eventi speciali ospitati presso l’Archivio di Stato di Caserta e la Reggia di Caserta, luogo simbolo del patrimonio storico e culturale del territorio. Momento particolarmente significativo è stato inoltre il conferimento del premio speciale al regista Edoardo De Angelis per il film Comandante”, assegnato nel corso di un incontro pubblico tenutosi al Cinema Teatro di Pace di Caserta.

La serata è stata condotta dalla giornalista Martina Orecchio. Hanno illustrato il progetto e le sue prospettive future Lucia Monaco, Presidente del Comitato scientifico e Delegata del Rettore per la Terza Missione, il regista Luca Gianfrancesco, Direttore artistico della manifestazione, il giornalista Gianrolando Scaringi, responsabile del settore educational.

Per quanto riguarda i premi ufficiali, la Giuria Tecnica ha assegnato il riconoscimento per il Miglior Film a “Faggin, l’uomo che vide il futuro” di Marcello Foa, per la capacità di raccontare con rigore e profondità una figura centrale della storia dell’innovazione contemporanea.
Il premio per il Miglior Film – Giuria Giovani è stato attribuito a “Una vita all’assalto” di Paolo Fazzini e Francesco Principini, apprezzato per l’efficacia narrativa e il dialogo con le nuove generazioni.
Il premio per il Miglior Film – Giuria degli studenti dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” è andato a “Roberto Bracco” di Bruno Oliviero, per la sensibilità con cui restituisce una figura dimenticata della cultura italiana.

 

Sono state inoltre assegnate le Menzioni Speciali:

  • Per la ricerca storica a “Storia delle Resistenze” di Isabella Insolvibile, regia di Alessandro Arangio Ruiz;
  • Per l’uso delle fonti d’archivio a “16 mm alla Rivoluzione” di Giovanni Piperno;
  • Miglior film straniero a “War on Education” di Stefano Di Pietro;
  • Per la storia del secondo Novecento a “Zemlja” di Tatjana Dordevic e Joshua Evangelista;
  • Per la fotografia a “Nado” di Daniele Farina.
  •  

I premi sono stati consegnati da Elena Manzo, Presidente del Presidio di qualità dell’Ateneo, Marianna Pignata, Delegata del Rettore alle pari opportunità, Maria Dolores Morelli, coordinatrice del corso di laurea in Design e comunicazione, Francesco Tufarelli, Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Angelone, storico delle fonti audiovisive, Rosa Pecovela, studentessa in Storia dell’arte, Francesco Pio Di Caterino, studente dell’istituto Giordani di Caserta.

Con la serata conclusiva, il Caserta History Film Festival chiude un’edizione d’esordio che ha saputo coniugare qualità cinematografica, rigore storico e valorizzazione dei luoghi della cultura, ponendo le basi per un progetto destinato a crescere e a diventare un punto di riferimento nel panorama dei festival dedicati al documentario e al cinema storico.

Il progetto continuerà nei prossimi mesi, con incontri, proiezioni dei film finalisti e dibattiti nelle scuole del territorio, in attesa della prossima edizione 2026

 

 

L’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” acquisisce al patrimonio dell’Ateneo la Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua.

Il Monastero, adiacente alla sede del Dipartimento di Economia dell’Ateneo campano, è stato consegnato oggi, 19 gennaio 2026, al Rettore, Gianfranco Nicoletti, alla presenza del delegato all’edilizia, Gianfranco De Matteis, del Sindaco di Capua, Adolfo Villani, del Vicesindaco ed Assessore alla Pubblica Istruzione, Marisa Giacobone e della Responsabile del Servizio Patrimonio del Comune, Raffaella Esposito.

L’acquisizione, realizzata mediante donazione modale da parte del Comune di Capua, è vincolata all’onere di destinare l’immobile alle attività proprie dell’Università, per l’accrescimento culturale dei giovani nonché per importanti iniziative di elevato livello culturale e sociale di interesse della comunità locale.

L’obiettivo è la valorizzazione della Chiesa, attualmente in disuso, attraverso la realizzazione di una sala di rappresentanza dell’Ateneo per lo svolgimento di eventi pubblici ma anche di attività specifiche a supporto del Dipartimento di Economia.

La Chiesa conventuale, conosciuta come Santa Maria delle Dame Monache, è un gioiello di architettura medievale, ubicata ad est del Corso Gran Priorato di Malta, un tempo, al di fuori della porta urbica definita Sant’Angelo.

La sua costruzione, secondo alcuni, si farebbe risalire all’871, mentre altri studiosi la posticipano al 943, quando venne distrutto il convento di Alife in seguito ad un’incursione saracena, facendo trasferire le monache in sede capuana.

L’edificio attuale presenta una pianta a croce greca a cinque navate, con bracci a terminazione curva e un portico a tre campate voltate a botte, sorretto da capitelli corinzi. La facciata è scandita da tre serliane e sormontata da un elegante fastigio barocco. Importanti ampliamenti furono realizzati tra il basso medioevo e l’età moderna: il refettorio, il dormitorio, il chiostro, il coro e il campanile (intorno al 1174); la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nel 1494; e nel XVI secolo un riassetto generale del monastero benedettino ad opera di Benvenuto Tortelli, che lo trasformò in una sorta di “insula” delimitata da vie pubbliche.

“In The Green Future” si conferma piattaforma nazionale di riferimento per l'innovazione sostenibile e assegna a BBB il riconoscimento 2025 per il bio pannello isolante realizzato con materiale di scarto

All'Università Vanvitelli, sede della seconda edizione, il Premio ha confermato il proprio ruolo di hub nazionale per ricerca, impatto e transizione ecologica

 

Si è svolta presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, la seconda edizione del Premio “In The Green Future 2025”, riconoscimento nazionale dedicato alle tecnologie pronte per il mercato nei settori dell’innovazione sostenibile e della transizione ecologica. L’iniziativa ha visto confrontarsi 15 progetti finalisti selezionati tra le oltre 80 candidature pervenute da startup, spin-off e team di ricerca di tutta Italia. Una partecipazione che conferma la capacità di In The Green Future di attrarre progettualità di alto profilo da tutto il Paese.

La giuria, composta dai rappresentanti dei partner, ha assegnato il premio 2025 a BBB, rappresentata dal Ceo Marco Citro“Bio Building Block è un biopannello isolante fatto da materiali di scarto quali trucioli di legno, cartone riciclato e proteine, che gli conferiscono una struttura solida e resistente al fuoco oltre i 2000 gradi”, ha spiegato Citro. La selezione riflette l’impronta metodologica definita nell’ambito della direzione strategica di In The Green Future e del suo fondatore.

Accanto al premio principale sono state attribuite menzioni speciali che daranno accesso a servizi di accompagnamento allo sviluppo d’impresa: Premio Università Vanvitelli a Oncomind; Premi Invitalia a Ipazia Space e Pecus Chain; Premio iCERM a 20energy; Premio Lega Navale Italiana a Northern Light; Premio Coni ad Amp Stay Wind Energy. start up innovativa di Vienna (Austria). Le menzioni testimoniano la capacità del Premio di creare un ponte concreto tra visione, soluzioni tecnologiche e accelerazione reale.

Nel corso della giornata si sono alternati interventi istituzionali e momenti di confronto dedicati al ruolo dei diversi attori dell’ecosistema dell’innovazione. Furio Cascetta, Pro Rettore dell’Università Vanvitelli, ha richiamato “il lavoro che la Campania sta svolgendo in prima fila sui temi dell’innovazione e della sostenibilità. L’impegno del sistema universitario nel mettere a sistema competenze scientifiche, ricerca applicata e sviluppo territoriale, è importante e costante e siamo pronti a portarlo avanti nel migliore dei modi”. A rappresentare il Dipartimento di Ingegneria era presente il direttore Alessandro Mandolini che ha richiamato il ruolo del Dipartimento nel sostegno alla ricerca e all’innovazione, evidenziando il valore dell’iniziativa in continuità con le attività scientifiche e progettuali sostenute dalla struttura.

“Impatto è la parola che ci ha guidato fin dall’inizio di questo percorso”, ha affermato Raffaello Dinacci, ideatore, fondatore e guida strategica di “In The Green Future”, presentando l’incubatore digitale nato come laboratorio di idee condiviso da università, imprese e istituzioni. “L’iniziativa si propone come piattaforma permanente per lo sviluppo di progetti ad alto valore aggiunto, nel segno della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Per un sistema Paese che guardi sempre più all’innovazione in chiave internazionale”.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo degli strumenti finanziari e dei servizi di accompagnamento. “Invitalia è partner strategico del Premio “In The Green Future” per rafforzare il proprio ruolo di acceleratore istituzionale della nuova imprenditorialità sostenibile”, ha commentato Massimo Calzoni, responsabile Promozione Servizi e Accompagnamento di Invitalia, ricordando che “l’Agenzia mette a disposizione un ecosistema integrato di incentivi, servizi e networking a supporto delle imprese innovative che rispettano l’ambiente e generano impatto sociale”. Un ruolo che conferma l’impegno di Invitalia come riferimento nazionale per la crescita dell’imprenditorialità innovativa.

Nel corso della giornata, nella sessione dedicata a “Innovazione e trasferimento tecnologico nelle istituzioni” sono intervenuti, tra gli altri, Margherita Ferrante dell’Università di Catania, Corrado Schenone, direttore DIME dell’Università di Genova, Luigi Zeni, delegato per il Trasferimento tecnologico dell’Università Vanvitelli, e Sergio Nardini, delegato per il trasferimento tecnologico del Dipartimento e direttore di iCERM. Gli interventi hanno ribadito la centralità del rapporto tra università e imprese e la necessità di costruire ponti stabili tra chi sviluppa nuove tecnologie e chi è chiamato a trasformarle in prodotti, servizi e politiche pubbliche. Tra gli interventi anche quelli del contrammiraglio Maurizio Trogu della Lega Navale Italiana in rappresentanza del presidente Donato Marzano e Agostino Felsani del Coni Campania, che hanno rimarcato il valore dello sport e della formazione declinato in chiave di sostenibilità. La presenza congiunta e qualificata degli atenei di Catania e Genova ha ampliato la dimensione nazionale del confronto, rafforzando il ruolo delle università italiane come pilastro del trasferimento tecnologico. Il dialogo tra atenei e imprese trova in In The Green Future un contesto operativo che ne potenzia continuità e applicazione pratica. In questa sessione è stata inoltre richiamata la partecipazione di Massimo Calzoni (Invitalia), confermando il ruolo istituzionale dell’Agenzia nei processi di accompagnamento e accelerazione valorizzati da In The Green Future.

“In The Green Future” un ecosistema che riunisce il partner strategico Invitalia, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, iCERM – Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Gestione Sostenibile delle Risorse Energetiche, ’Università di Genova – DIME, Lega Navale Italiana, CONI e altri partner industriali e istituzionali. Attorno al Premio annuale si è consolidata una rete pubblico-privata che si propone come best practice nazionale nei campi dell’innovazione sostenibile e della transizione ecologica, con l’obiettivo di accompagnare progetti e imprese dalla definizione dell’idea alla realizzazione sul mercato o all’interno delle politiche pubbliche. Un modello che valorizza le relazioni costruite negli anni e che oggi rappresentano uno dei principali asset distintivi della piattaforma.

 

nella foto: Da sinistra: Raffaello Dinacci, Marco Citro e Sergio Nardini;