Dal 22 al 24 ottobre 2025, Officina Vanvitelli, nel suggestivo Real Sito del Belvedere di San Leucio a Caserta, ospiterà la seconda edizione dei deMIT Days, l’evento dedicato al design applicato al Made in Italy, organizzato dal Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale (DADI) dell’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli.

In occasione delle relazioni di passaggio dei dottorandi del 39° e 40° ciclo del Dottorato Nazionale in Design per il Made in Italy, deMIT Days, con dibattiti e tavole rotonde, rappresenta un’opportunità di confronto tra mondo accademico, professionisti e imprese, mostrando come il design sia uno strumento strategico per il futuro del Made in Italy.
La prima giornata, il 22 ottobre, sarà incentrata sul rapporto tra il Dottorato Nazionale e i principali cluster italiani del settore. Verrà discusso l’accordo recentemente siglato tra il dottorato nazionale Design per il Made in Italy e il Cluster Nazionale Made in Italy, finalizzato a creare connessioni, promuovere innovazione e valorizzare le eccellenze locali. Saranno presentati esempi concreti di collaborazione tra università e imprese, come i progetti del Cluster Basilicata Creativa, la collaborazione con Fondazione Ferrovie dello Stato e iniziative di borse industriali con l’Università IUAV di Venezia. Il dibattito metterà in luce come sinergie tra ricerca e impresa possano generare nuove opportunità, sostenere la digitalizzazione e contribuire allo sviluppo di strategie innovative per il Made in Italy, offrendo spunti concreti su come progettare il futuro del settore.
Il 23 ottobre sarà dedicato ai progetti dei dottorandi del 39° ciclo. Attraverso “Follow Up”, i partecipanti condivideranno i risultati, metodologie e riflessioni sulle ricerche sviluppate durante il percorso di studio.
L’ultima giornata, il 24 ottobre, sarà incentrata sulle prospettive future del Made in Italy, con particolare attenzione alle collaborazioni con Fondazione Symbola e alla chiamata “100 idee per il futuro del Made in Italy”, un’iniziativa che invita giovani designer e ricercatori a proporre progetti e soluzioni in grado di unire sostenibilità, tecnologia e tradizione, innovando senza perdere l’identità del patrimonio italiano.


I deMIT Days si confermano così un momento di incontro e scambio tra università, imprese e istituzioni, in cui ricerca, creatività e impresa dialogano e collaborano per rafforzare competitività e innovazione. Tre giornate che puntano a formare una nuova generazione di designer consapevoli e preparati ad affrontare le sfide contemporanee, promuovendo al contempo il valore e la sostenibilità del design e del Made in Italy.

 

Programma

Presentati ad Officina Vanvitelli, nel complesso del Belvedere di San Leucio, i dieci progetti e le realizzazioni dei borsisti che sono impegnati nello spazio di sperimentazione e innovazione della Moda del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Ateneo Vanvitelli.

"La Conscious Leather Design Academy è una realtà importante del nostro Ateneo - ha affermato il Rettore, Gianfranco Nicoletti - perchè insieme a Lineapelle e Officina Vanvitelli ha realizzato un modello formativo che vede protagonisti design e settore produttivo, improntando questa collaborazione ad approccio green e orientato alla sostenibilità".

Il progetto International Conscious Leather Academy, proposta da Officina Vanvitelli, con Lineapelle, di cui i responsabili scientifici sono i docenti Patrizia Ranzo, Alessandra Cirafici e Roberto Liberti, è pensato con l’obiettivo di sviluppare un modello formativo avanzato relativo al rapporto tra design e pelle, caratterizzato dall’approccio green e dal basso impatto ambientale delle produzioni conciarie italiane. In particolare l’Academy, in collaborazione con le aziende del lusso partner del progetto, sperimenta briefs di progetto innovativi basati sulla ricerca, che gli studenti del programma internazionale hanno sviluppato in prodotti - calzature, abbigliamento, pelli - grazie al supporto scientifico e tecnico di Officina Vanvitelli.
Ecco alcuni dei prodotti in pelle presentati nel corso dell'esposizione.

"Muta" di Chiara Caropreso, designer presso la Conscious Leather Academy della Vanvitelli per Russo di Casandrino.

"Contemporary Zen"di Maria Rosaria Serra, designer presso la Conscious Leather Academy della Vanvitelli per LINEAPELLE

"Meta-Corpo" di Samuel Esposito, designer presso la Conscious Leather Academy della Vanvitelli per KITON



L’Academy è in collaborazione con: Lineapelle; Ciro Paone SpA, Kiton; Mario Valentino; Stazione Sperimentale per l’industria delle pelli e delle materie concianti; Russo di Casandrino, Dean Industria Conciaria Pelli; L’Officina, Chimica in Movimento; Mc2 Solofra; Angela calzature srl, COSMIND.
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I borsisti sono:
Emanuela Capasso (LINEAPELLE), Maria Rosaria Serra (LINEAPELLE), Claudia Luisi (LINEAPELLE), Chiara Caropreso (RUSSO DI CASANDRINO), Erica de Filippo (LINEAPELLE), Modia Romano (SSIP), Antonio Cesaro (ANGELA srl), Samuel Esposito (KITON), Eleonora Cecere (MARIO VALENTIMO), Filomena Antonucci (DEAN) - Projects supervisor Chiara Scarpitti.
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Un hub per l'innovazione ed un centro studi per la filiera orafa campana. Questo l'obiettivo del progetto tra Officina Vanvitelli ed il Distretto Orafo campano che verrà presentato domani 25 settembre alle ore 10.00 presso il Belvedere di San Leucio. L'accordo rappresenta un passo decisivo verso la creazione di un ecosistma creativo e produttivo, dove università, istituzioni imprese e territori lavorano insieme per definire metodologie, materiali e tecnologie innovative.

 

Il programma si articolerà con una sezione istituzionale, alla quale parteciperanno il Rettore Nicoletti, l’Assessore regionale Antonio Marchiello e il presidente Giannotti, ed una di carattere tecnico, introdotta dalla Direttrice del Dipartimento di Disegno industriale Ornella Zerlenga, dalla responsabile del Dottorato di interesse nazionale su Design del Made in Italy Alessandra Cirafici e della Responsabile del progetto Daniela Piscitelli. La giornata proseguirà con i workshop degli studenti, dottorandi e professori impegnati nello sviluppo dei brief dedicati a Brand identity, Design e Modello di hub innovativo.

Calzature, borse e pelli sperimentali realizzate con alcune delle aziende del settore più note del territorio campano. Saranno presentati martedì, alle ore 10 presso Officina Vanvitelli, nel complesso del Belvedere di San Leucio, i dieci progetti e le realizzazioni dei borsisti che sono impegnati nello spazio di sperimentazione e innovazione della Moda del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Ateneo Vanvitelli.

Il progetto International Academy, proposta da Officina Vanvitelli, con Lineapelle, di cui i responsabili scientifici sono i docenti Patrizia Ranzo, Alessandra Cirafici e Roberto Liberti,  è pensato con l’obiettivo di sviluppare un modello formativo avanzato relativo al rapporto tra design e pelle, caratterizzato dall’approccio green e dal basso impatto ambientale delle produzioni conciarie italiane. In particolare l’Academy, in collaborazione con le aziende del lusso partner del progetto, sperimenta briefs di progetto innovativi basati sulla ricerca, che gli studenti del programma internazionale svilupperanno grazie al supporto scientifico e tecnico di Officina Vanvitelli.

L’Academy è in collaborazione con: Lineapelle; Ciro Paone SpA, Kiton; Mario Valentino; Stazione Sperimentale per l’industria delle pelli e delle materie concianti; Russo di Casandrino, Dean Industria Conciaria Pelli; L’Officina, Chimica in Movimento; Mc2 Solofra; Angela calzature srl, COSMIND.

I borsisti sono:

Emanuela Capasso (LINEAPELLE), Maria Rosaria Serra (LINEAPELLE), Claudia Luisi (LINEAPELLE), Chiara Caropreso (RUSSO DI CASANDRINO), Erica de Filippo (LINEAPELLE), Modia Romano (SSIP), Antonio Cesaro (ANGELA srl), Samuel Esposito (KITON), Eleonora Cecere (MARIO VALENTIMO),

Filomena Antonucci (DEAN) - Projects supervisor Chiara Scarpitti

Locandina

Capi invenduti recuperati e riportati a nuova vita. Sono cinque i migliori progetti realizzati dagli studenti del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Ateneo Vanvitelli premiati oggi presso l’Aula Magna Alfonso Gambardella del dipartimento DADI.

I 5 gruppi di studenti dei Corsi di Laurea Triennale in Design per la Moda e curriculum Fashion Eco Design della Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione hanno partecipato al progetto YAMAMAY RELOADED, nato dal recupero di stock invenduti di Yamamay e riportati a nuova vita, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale provocato dalla produzione di nuovi capi.

RELOADED cerca di comprendere la nuova direzione della moda conscious dando una nuova vita a qualcosa che in realtà normalmente creerebbe un problema di smaltimento. Per tale ragione Yamamay ha donato circa 600 capi a circa 70 team di studenti (420 studenti) che, con la supervisione di un progetto didattico pilota curato dal coordinatore del CdS in Design per la Moda, Roberto Liberti, e dieci diversi corsi delle lauree Triennali e Magistrali in Moda della Vanvitelli, hanno contribuito a creare circa 150 collezioni di moda ognuna progettata secondo principi del fashion Eco design e della manifattura slow.

In tal senso sono state utilizzate tecniche tradizionali per la ritintura dei capi e per la manifattura stessa. Il progetto si è concluso con la premiazione di Barbara Cimmino Head of CSR & Innovation Yamamay e alla presenza di Carlo Palmieri (Vicepresidente Pianoforte Holding Spa Carpisa/Yamamay) dei 5 migliori gruppi di studenti. Si sta analizzando inoltre la possibilità di messa in produzione dei capi premiati dall’Etichal Fashion Brand PRISM che lavora in stretta connessione con sartorie sociali per far proseguire il progetto anche verso la produzione etica.

“La nostra azienda collabora da anni con istituti accademici con lo scopo di accompagnare gli studenti nel mondo delle professioni – ha detto Barbara Cimmino – Head of CSR & Innovation at Yamamay - dando loro la possibilità di esprimere la creatività in modo completo, strutturato, contemporaneo ed oggi, più che mai, sostenibile. ‘Yamamay Reloaded’ è un esempio virtuoso di come la rimanenza, in questo caso proveniente dai capi invenduti di stagioni passate non più adatti alla vendita, possa trasformarsi, in un’opportunità, in valore generativo di nuove visioni. ‘Riutilizzare’ - trasformando quindi i rifiuti tessili in risorsa - è inoltre uno dei principi fondamentali alla base dell’economia circolare, su cui si basa il futuro del tessile. Colgo questa occasione per ringraziare nuovamente i professori  Roberto Liberti e Ornella Zerlenga e gli studenti che hanno partecipato al progetto per le idee stimolanti emerse durante il percorso”.

Il progetto si concluderà il giorno 16 luglio con una grande sfilata che si terrà presso il chiostro di San Lorenzo ad Septimum di Aversa in cui sfileranno i capi di collezione grazie alla struttura organizzativa del FASHION SHOW VANVITELLI denominato quest’anno YAMAMAY RELOADED.

Alla premiazione hanno preso parte Ornella Zerlnega, direttrice del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Roberto Liberti, Presidente del Corso di Laurea in Design per la Moda, Barbara Cimmino, Vicepresidente Confindustria - Vicepresidente Euratex - Board Member Italian Trade Agency e Head of CSR & Innovation Yamamay, Carlo Palmieri, Vicepresidente Pianforte Holding Spa (Carpisa/Yamamay) - Presidente Gruppo Moda Assolombarda e Vicepresidente Confindustria Napoli, Laura Rivas Llorens, R&D Innovation Developer & Colour Specialist Yamamay e Giovanni Lucchesi, CEO, Prism Ethical Fashion.

  I progetti vincitori

 

Un approccio diverso al fenomeno moda, riletto in collegamento con la città che ne costituisce non solo lo sfondo, ma il laboratorio, il bacino di diffusione e di risonanza. Nel libro di Ornella Cirillo, che sarà presentatoil prossimo 4 giugno alle ore 16.30 nella sala degli Affreschi del Chiostro di Sant'Andrea delle Dame in via De Crecchio 7 a Napoli, la narrazione critica complessiva, testuale e visiva, ‘riammaglia’ il lento evolversi di una vicenda che parte dalla Napoli post-borbonica, snodo storico in cui la modernità urbana collabora alla di usa estetizzazione dello stile di vita e all’omologazione dei comportamenti, dando prova della sua partecipazione alla competizione culturale, sociale e politica con altre metropoli europee.

Il libro della Cirillo, docente del Dipartimento di Archiettura e Disegno Industriale, intitolato "Città e moda, luoghi e protagonisti a Napoli tra fine ‘800 e metà ‘900, arte" , giunge nella sua elaborazione fino alla metà del Novecento, stagione nella quale l’ottimismo del ‘miracolo economico’ induce gli italiani a una crescente attenzione verso l’acquisto del ‘nuovo’ e i luoghi del commercio assumono una rilevanza molto significativa nella definizione dell’aspetto della città contemporanea; al suo interno si scoprono suggestive location che uniscono città e moda nell’immagine costruita dai fotografi e nascono organismi che rappresentano in maniera unitaria gli interessi del settore, lanciando nomi e figure che hanno difeso e consolidato la presenza del Made in Naples nella composita geografia della moda italiana.

A presentare il volume saranno Ornella Zerlenga, direttrice del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Vanvitelli, Patrizia Ranzo, Responsabile scientifico di Officina Vanvitelli, Alessandra Cirafici, coordinatrice Dottorato di interesse nazionale in Design per il Made in Italy: Identità, Innovazione e Sostenbilità. Interverranno Fabio Mangone dell'Università di Napoli Federico II e Alessandra Vaccari, dell'Università IUAV di Venezia. Modererà Alessandro Castagnaro dell'Università Federico II di Napoli.

locandina

 

Cento studenti, tutor e dottorandi provenienti dai 18 Atenei italiani per la costruzione di un grande artefatto-mappa sui temi del'inclusione, della bellezza, delle risorse culturali, artigianali, paesaggistiche. Prende vita POT NEED, “NEED_new empathic educational design” , un progetto finanziato coordinato dalla Vanvitelli. Tra i partner: le  Università degli Studi di PERUGIA,  Università degli Studi di GENOVA, Università degli Studi di SASSARI, Università degli Studi "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA,  Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA,  Politecnico di BARI, Università di BOLOGNA, Università degli Studi di CAMERINO, Università degli Studi di FERRARA, Politecnico di MILANO, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Università degli Studi di PALERMO, Università degli Studi di PARMA, Università degli Studi di ROMA "La Sapienza", Politecnico di TORINO, Università degli Studi della TUSCIA, Università degli Studi di FIRENZE, con l'adesione dell'Università degli Studi di San Marino.

Le parole, le emozioni, le relazioni tratte dalle best practices dalle 18 Squadre degli Atenei, partecipanti al progetto POT NEED, hanno costruito una traccia per realizzare un artefatto condiviso, una mappa NEED (New Empatic Educational Design) tattile, funzionale sensoriale, empatica, con l'intento di comunicare la COMMUNITY HOLDER costituita dalle Università, dalle Scuole, Enti, dalle Aziende, dalle Associazioni, dagli Artigiani, che mettono a disposizione le proprie competenze per la comunità.

 

La Campania è la seconda regione italiana per numero di imprese attive nella Moda. Un sistema animato prevalentemente da micro (33%) e piccole aziende (60%), che si conferma una presenza significativa nel panorama del fashion system internazionale.
La filiera regionale del TAC (tessile, abbigliamento, calzature) è la più estesa e articolata, e in più si completa con accessoristica, oreficeria, occhialeria, cosmetici. La concentrazione territoriale in alcune aree determina veri e propri poli specializzati, come avviene per Avellino (conciario), Aversa (calzaturiero), Marcianise (orafo), Caserta (tessile, seterie), area Vesuviana (abbigliamento), Casalnuovo-Arzano (sartoria), Nola (logistica e distribuzione).
Ma è anche un comparto caratterizzato da innovazione e supportato da centri di ricerca e di alta formazione attivi nella sperimentazione di tessuti sostenibili e di abbigliamenti innovativi, attraverso il design di traiettorie tecnologiche in grado di rispondere alle esigenze di qualità nella produzione secondo le aspet-tative dei mercati esteri.
In linea con le strategie individuate dalla Regione Campania e dal Tavolo Regionale della Moda e del Design (MODEC), di cui fa parte l'Università Vanvitelli,per questo settore così strategico per la regione, si terranno a Napoli una serie di eventi il 22, 23, 24 gennaio 2024. Tra questi figura Meet Italian Brands, un fashion event di networking e relazioni con i mercati esteri per rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese campane, per intraprendere percorsi di promozione delle proprie produzioni all’estero e far conoscere la propria offerta produttiva dialogando a livello internazionale. L’evento è dedicato alle aziende del settore abbigliamento total look che distribuiscono un proprio marchio attraverso i canali di vendita Franchising & Retail, ed è promosso da Unione Industriali Napoli, il Cis Interporto ed ITA-ICE. Si svolgeranno incontri B2B tra le aziende selezionate con bando regionale, e i buyer invitati ed ospitati dall’ICE interessati a sviluppare il brand italiano sul proprio mercato, provenienti da 35 Paesi e 4 Continenti , America, Asia, Emirati Arabi, Europa e Africa, È stata inoltre realizzata da ITA-ICE Agenzia una spe-cifica piattaforma internet “365 SMART” promossa presso la rete dei 78 uffici esteri ICE con un sito dedicato sul quale sono state create delle vetrine digitali dedicate ad ogni singola azienda partecipante.
La singolarità dell’iniziativa, che conta sulla Mostra d’Oltremare come soggetto attuatore e su Confindustria Campania e CIS-Interporto Nola come promotori, prevede un format che non è solo “esposizione, contatti e vendita”, ma anche confronto e crescita formativa, tra modelli di innovazione e approfondimento delle radici, in una narrazione unitaria ricca di storia, sviluppo tecnologico sostenibile ed esperienze vive nelle aziende.
Il panel è completato da una conferenza di inaugurazione alla presenza delle autorità, da una serie di talk e da altri eventi autonomi già programmati nel centro storico di Napoli dalla Università degli Studi “Luigi Vanvitelli” e dalla Fondazione Mondragone, che coinvolgeranno la città in una kermesse di cultura e di impresa.
Il progetto dell’evento, realizzato con il contributo determinante dell’Assesso-rato alle Attività Produttive e di ITA, è stato predisposto su iniziativa della Uni-versità degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e vede partecipi: Unione In-dustriali di Napoli, CIS-Interporto, Fondazione Mondragone Museo della Moda.

Programma

Locandina evento Sant'Andrea delle Dame

Locandina evento Mostra d'Oltremare

Inclusione, risorse culturali, artigianali e paesaggistiche raccontate in un grande artefatto-mappa. Questi gli obiettivi del Workshop "POT NEED" che si svolgerà ad OFFICINAV dal 7 al 10 ottobre 2024, al quale parteciperanno docenti, 100 studenti, tutor e dottorandi provenienti dai 18 Atenei italiani.

Il Progetto finanziato POT NEED, “NEED_new empathic educational design”, coordinato dall'Ateneo Vanvitelli, ha come partner le Università degli Studi di PERUGIA, Università degli Studi di GENOVA, Università degli Studi di SASSARI, Università degli Studi "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA, Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA, Politecnico di BARI, Università di BOLOGNA, Università degli Studi di CAMERINO, Università degli Studi di FERRARA, Politecnico di MILANO, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Università degli Studi di PALERMO, Università degli Studi di PARMA, Università degli Studi di ROMA "La Sapienza", Politecnico di TORINO, Università degli Studi della TUSCIA, Università degli Studi di FIRENZE, con la partecipazione della delegazione dell'Università di San Marino.

Vediamo le attività nel dettaglio.

4 ottobre 2024: ogni Ateneo presenterà la propria best-pratices attraverso la elaborati: video, tavole, interviste etc, in modalità online.
7 ottobre - 9 ottobre: presentazione delle attività del workshop.
10 ottobre - dalle 9.30 alle 13.00 la proposta finale sarà illustrata, agli studenti, alle aziende, agli Enti, alle Scuole, in presenza e online.

Tutto pronto ad Aversa per l’evento di presentazione dei lavori e delle collezioni emerse dal progetto Fashion Alive, in programma per il 4 luglio, ore 20, nel chiostro dell’abbazia di San Lorenzo ad Septimun, sede del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli. Ad accompagnare lo show con 50 modelle ci saranno rappresentazioni di videomapping sulla splendida architettura del chiostro e video storytelling con immagini e suoni che raccontano le “storie” da cui sono emerse le capsule collection.

Finanziato dalla Comunità Europea, il progetto Fashion Alive, finalizzato alla diffusione e sperimentazione di pratiche e metodi sostenibili nell'industria della moda, è condiviso con un team internazionale che include Creamodite, Asociación para la constitución y reestructuración de empresas de moda diseño y tecnología, di Madrid, e l’Universidade do Minho, Departamento de Engenharia Têxtil, di Guimarães, in Portogallo. Diversamente dai partner internazionali, che hanno lavorato sullo zero waste e l’upcycling, l’unità della Università Vanvitelli ha affrontato il focus progettuale come occasione per dimostrare ed esprimere la sua attenzione nei confronti della storia e della memoria della propria cultura materiale, un presupposto critico non eludibile, che distingue fortemente l’Italia rispetto alla gran parte del contesto europeo.

In tal senso, il contributo scientifico e progettuale portato avanti dal gruppo di ricerca (Roberto Liberti – responsabile scientifico –, Ornella Cirillo, Vincenzo Cirillo, Chiara Scarpitti), partendo dal presupposto che la sostenibilità non abbia solo a che fare con la produzione materiale dei beni, ma attenga anche alla dimensione culturale dei prodotti, ai loro contenuti immateriali e simbolici, ha prescelto un indirizzo centrato sulla sfera etica del progetto di moda, con un focus che privilegia pratiche di upcycling – riferite a elementi dei corredi tradizionali –, le quali superano il semplice riuso e riciclo materiale del bene, per innescare un processo di upgrade capace di elevarne il valore rispetto all’originale. Nelle molteplici scale di intervento che questa pratica consente, si è dato spazio, infatti, sia a più semplici reimpieghi dei capi, leggermente modificati e migliorati, sia, e soprattutto, a radicali trasformazioni creative che hanno previsto l’utilizzo degli indumenti, o di loro parti, nella realizzazione di oggetti anche molto distanti dall’iniziale destinazione, ma, nobilitati da una traduzione contemporanea della loro provenienza. In tale maniera, disincentivando l’utilizzo di materiali vergini a favore di risorse già disponibili, si è favorito un orientamento metodologico sensibile nei confronti dei valori delle comunità locali, del lavoro dell’uomo e della conservazione delle risorse, inclusi nell’ampio alveo della sostenibilità.

Al contempo, la non ordinarietà del patrimonio tessile recuperato ha innescato indirizzi progettuali eterogenei, che vanno dall’ossequio alla dissacrazione, dal minimo intervento alla radicale manipolazione e ha posto gli studenti di fronte a esperienze progettuali concrete, impostate su un concept progettuale specifico, dalle molteplici finalità etiche e formative.
In sintesi, un progetto inteso come interprete critico della contemporaneità che decostruisce sistemi obsoleti e acquisisce come propri nuovi valori sociali, innovando la tradizione: da un lato, la sostenibilità dell’upcycling e il riutilizzo di tessuti e capi in disuso; dall’altro, approcci disruptive nei confronti dei codici classici, della femminilità, dei generi, delle gerarchie sociali, del matrimonio, della sacralità. Tende, tovaglie, lenzuola, camicie da notte, canovacci, centrini, merletti sono decostruiti e ricomposti sartorialmente attraverso tecniche di folding, drapping, moulage, patchwork, sfilacciamento, stampa digitale o manuale, tintura, biocouture e così via.

Ne è derivato, infine, un lavoro per sua stessa natura artigianale, che amplifica la suggestione dell’oggetto unico realizzato per l'interesse speciale riservato al singolo manufatto di partenza; attualizza e converte il senso della antica pratica del riuso; sovrappone il presente al passato, con un approccio analogo a quello di tanti altri designer contemporanei, contribuendo a sensibilizzare i diversi attori coinvolti verso il rispetto delle risorse e il controllo degli sprechi. Decelerazione, personalizzazione, memoria individuale e collettiva, qualità materiche, valori immateriali, fai-da-te sono stati le componenti principali del processo e il loro travaso nella esperienza progettuale dei tanti studenti il primo traguardo raggiunto.

Alla manifestazione – anticipata da una tavola rotonda che si svolgerà il 3 luglio presso la sede di Officina Vanvitelli, nel Belvedere di San Leucio –, organizzata in collaborazione con l’agenzia di model management 2Rcomunicazioni di Robert Huober, interverranno tutti i docenti e gli studenti dei Corsi di laurea in Design per la Moda e Design per l’Innovazione / curriculum EcoFashion, prestatisi anche in alcuni casi a sfilare orgogliosamente con i sorprendenti abiti creati da colleghi.

locandina 3 luglio

locandina 4 luglio

 

Sfilano le creazioni degli studenti dei Corsi di Laurea in Moda del Dipartimento di Architettura e design industriale dell'Ateneo Vanvitelli. Il fashion show Vanvitelli, che si terrà il prossimo 4 ottobre alle ore 18 nella sede del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale nell'Abazia di San Lorenzo ad Septimum ad Aversa, rappresenta la sfilata di inizio anno che quest'anno vede protagonisti  circa 450 studenti dei Laboratori di Design per la Moda dei Corsi di Laurea che hanno lavorato sul progetto “Mutation Plus”. Progetto che approfondisce una ricerca condotta sugli scenari innovativi nel settore della pelle analizzandone le sue peculiarità “Conscious”. Attraverso una costante ricerca e innova- zione, ridefinisce il modo in cui la pelle viene utilizzata nel design, posizionandola al centro delle attività progettuali per realizzazioni di capsule collection.

Le sperimentazioni materiche offrono nuove prospettive sulle potenzialità di questo materiale, mentre l’attenzione verso pratiche sostenibili e soluzioni innovative lo rende consa- pevole e responsabile. Il progetto si articola in tre principali temati- che: “Hyperhumanism”, focalizzato sulla percezione del corpo e sul rapporto con gli altri esseri viventi; “Hypernature”, che scopre le texture e i pattern naturali; “Hyperminimal”, che crea comples- sità attraverso la semplicità delle forme.

Direzione Scientifica coordnatore del CdS in Design per la Moda Roberto Liberti con Chiara Scarpitti, Caterina Cristina Fiorentino, Simona Ottieri, Maria Antonietta Sbordone. Direzione Artistica Robert Huober e partners: Officina Chimica in Movimento, Angela Capezzuto srl, Unica Vanvitelli e NSS. Segreteria Organizzativa PhD students (Design per il Made in Italy): VALENTINA ALFIERI, ANNARITA BIANCO, LUIGI CHIERCHIA, SILVESTRO DI SARNO, RAFFAELE LA MARCA.

programma

 

 

DReAM -IT SrL, start up della Vanvitelli, è tra i protagonisti del Club Deal di Innovì, primo incubatore per Startup a prevalenza femminile che si è svolto a Vicenza nel mese di aprile.

Tra le 11 Startup provenienti da sette regioni d’Italia c’è anche DReAM -IT SrL, già Spin off accademico dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, il cui team è composto da Antonella Violano del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Monica Cannaviello e Marica Merola. 

DReAM-IT opera nel campo dell’economia circolare e dell’innovazione di processo e prodotto per il settore delle costruzioni e del design, promuove lo sviluppo di materiali innovativi provenienti dal recupero dei materiali di scarto a base biologica, favorendo la nascita di modelli di produzione innovativa e circolare.

 

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