Sistema moda e lagalità nel Mezzogiorno. Questo il tema del primo incontro di "Open Lectures" di Officina Vanvitelli, la neonata sede per la formazione post-laurea per il Design per la Moda del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli. Si tiene il 20 giugno, alle ore 9.30, presso la sala conferenze del complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, l'incontro che vede protagonisti , dopo i saluti del Rettore Giuseppe Paolisso, Carlo Marino, Sindaco di Caserta, Luigi Giamundo, Coordinatore della Commissione Moda&Fashion Advisory Board di Confindustria Campania e Catello Maresca, magistrato addetto ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e antitetrrorismo, moderati da Maria Antonietta Troncone, Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. 

Programma

Questo evento è parte del vasto programma di Officina vanvitelli che prevede una serie di incontri, mostre, seminari tematici, workshop, sfilate che partiiti da giugno e culmineranno a dicembre con eventi internazionali nei settori della moda e del design.
Nello specifico il programma di Officina sarà articolato su Open Lectures, lezioni magistrali aperte al pubblico sui temi dell’innovazione delle aziende design e fashion oriented, Talents, Manufactures, incontri con aziende, Events, incontri con stilisti, designers e stilisti attraverso mostre e sfilate, e Workshop.
“Officina Vanvitelli – spiega il Rettore Giuseppe Paolisso - fornirà alle imprese un laboratorio di idee ed un potenziale ‘attivatore di innovazione’ che al tempo stesso funzionerà da osservatorio per l’Università. Un osservatorio che consentirà un costante allineamento dei nostri obiettivi alle esigenze del mondo produttivo. Voglio ringraziare anche una volta il Sindaco di Caserta, che ha reso possibile la nascita di questa nuova sede, credendo nel nostro progetto che si propone di essere anche motore di sviluppo e valorizzazione di San Leucio”.

Risale, infatti, a dicembre scorso l’intesa con il Comune di Caserta per la concessione e valorizzazione del sito di San Leucio grazie alla quale la formazione post laurea del Dipartimento di Architettura e Design Industriale dell'Ateneo sarà ospitata nel Belvedere per almeno 10 anni.

 

Dall’Università Vanvitelli alla Royal Academy di Anversa, selezionato da Vogue come talento emergente. Lui è Gennaro Velotti, laureato nel 2014 in Design per la Moda con una tesi sperimentale, “Sacra Dissolution”, realizzando tessuti e una collezione di outfits. Poi l’ingresso alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Belgio. Nel 2017 il diploma alla Scuola di Anversa e un anno dopo la rivista Vogue lo individua come talent emergente.
“Prendere parte a Vogue Talents è stata una sorpresa ed una rivalsa personale – ha detto Genni Velotti - Tornare in Italia ed avere la possibilità di presentare attraverso la mia collezione quello che oggi sono diventato è stata un'esperienza unica e toccante, soprattutto vedere che in qualche modo anche in Italia c'è ancora voglia di dare spazio nuovi designer emergenti”.

Un percorso iniziato all’Università Vanvitelli, con la triennale in Design per la Moda ad Aversa.
“Credo che la Laurea conseguita presso l'Universitá della Campania – racconta - mi ha aiutato ad avere una struttura ed una formazione sistematica, rendendomi abile nel muovermi in diversi fields nel settore moda. La Royal Academy viceversa mi ha aperto un mondo completamente diverso, senza molti schemi che purtroppo può essere pericoloso se non si ha un metodo o una formazione di base precedente. La Royal Academy di Anversa è un'accademia estremamente pragmatica, gli insegnanti hanno un metodo unico che ti spinge a ricercare ed sperimentare molti campi intono alla moda. Sin dall'inizio si é spinti a cercare nuove tecniche e sperimentare diversi media. L'elemento centrale è che si tratta di un metodo orientato a far emergere il carattere del singolo creativo. Per questo motivo é una scuola molto selettiva, si é immersi in un ambiente estremamente stimolante, caratterizzato da una sana competizione. Il metodo universitario al contrario apre a settori disciplinari diversi, l'università mi ha consentito di acquisire conoscenze che nel lungo periodo sono risultante indispensabili per la realizzazione dei miei progetti”.
La permanenza ad Anversa ha significato entrare in contatto con un ambiente internazionale e fare gli incontri giusti.
“L'Accademia è frequentata da studenti provenienti da tutto il mondo- conclude - che hanno voglia di esprimere se stessi attraverso le loro creazioni e far valere le proprie idee, quindi se si è openminded si può imparare da ogni singolo studente”.

Intanto Sara Maino ideatrice e promotrice del format Vogue Talents in scena quest'anno presso la prestigiosa sede di Palazzo Cusani, lo ha scelto tra tanti. E di certo questo non è che l’inizio.

“Il riconoscimento del legame tra arte e storia può essere raggiunto solo attraverso la condivisione di un patrimonio artistico fino ad ora riservato agli occhi di pochi. Carditello, dal 2016 grazie all'acquisizione del sito da parte del Ministero dei Beni Culturali è diventato un luogo pubblico e accessibile avendo così l'opportunità di far parte della memoria collettiva. CHUB crea un ritorno di immagine positiva che mette in luce, agli occhi dei cittadini, l'identità storica ed estetica del territorio e lo proietta verso l'esterno, pianificando uno sviluppo basato sulla valorizzazione del patrimonio culturale.”

Così Adriana Figurato, laureata alla Vanvitelli in Architettura d’ Interni, ha spiegato il suo progetto di tesi dal titolo "CarditelloHub. A strategic project for Crafts Design Culture" in collaborazione con Agenda 21 Fondazione Carditello e Siti Reali Borbonici.
L’idea è chiara: un vero e proprio laboratorio creativo di idee e design campano, che si sviluppa seguendo la vocazione storica dei siti borbonici del nostro territorio, ancora troppo poco conosciuti.

In passato infatti proprio Carditello era sì un sito reale, ma era anche un vero centro produttivo d’eccellenza, infatti era molto conosciuta la mozzarella delle bufale che proprio a Carditello venivano allevate.

Era dunque naturale che il sito pionere del progetto fosse proprio la Reggia di Carditello per poi legarsi ad altri siti d’interesse storico come il Manicomio d’Aversa, storico produttore di canapa e San Leucio a Caserta, primo produttore tessile dalla metà del 700’ in Campania. CHUB riconosce la creatività dei Borbone, si intreccia con il presente e lo collega al futuro. Il progetto prevede il riutilizzo di aree dismesse, adibendo uno spazio-contenitore come allestimento temporaneo e modificabile.
Comunicare i beni culturali in modo innovativo è il filo rosso del progetto. Riabilitare luoghi poco conosciuti, ricreando in essi spazi espositivi del nostro design d’eccellenza, è la mission.
Per permettere ai visitatori di vivere un’esperienza sensoriale senza precedenti sarà possibile visitare I laboratori di Gioielleria e Sartoria progettati da Adriana nello spazio della Reggia di Carditello. Un’attenzione in più è legata agli ipovedenti, che avranno a disposizione una cartella push and pull in braille dell’oggettto esposto. Ciò permetterà l’accesso e la fruizione libera a tutti.In Chub Carditello attraverso questo approccio che unisce produzione manuffatturiera e divulgazione culturale , si sono racchiuse le idee per tessere e sviluppare al meglio I luoghi del terrirorio. Creare artigianalità e creatività made in Italy parte da qui.

Articolo a cura di Linda Maisto, Archeologa, e laureanda Vanvitelli in Archeologia e storia dell'arte. 

Con la sua giacca da uomo stile “dandy metropolitano” ha battuto la concorrenza, composta da studenti provenienti dalle più prestigiose scuole università ed accademie di moda di tutta Italia.
E’ Emanuela Mammalella, classe 1991, studentessa in Design per l'innovazione al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, la vincitrice del Fashion Show di Milano Moda Graduate, manifestazione che premia i migliori prodotti realizzati da talenti della scuole e università di moda Italiane. Il suo capo, una giacca maschile, rivisitata in chiave “dandy metropolitano”, è il risultato finale del corso di Men's tailoring presiduto dal professore Roberto Liberti, nell'ambito del percorso fashion - eco design, in collaborazione con Kiton.

“Cerchiamo di offrire sempre il numero maggiore di opportunità ai nostri studenti, sia attraverso collaborazioni con aziende sul territorio locali e nazionali, che attraverso i nostri percorsi di studi professionalizzanti. in grado di assicurare un rapido inserimento nel mondo del lavoro grazie alla loro immediata spendibilità – spiega Roberto Liberti. – I nostri corsi si pongono in risposta al mercato, cercano di interpretarne prodotti, materiali e immateriali ed il made in Italy, che richiede ogni giorno di più professionisti capaci di gestire sistemi produttivi knowledge based”

Un importante riconoscimento, dunque, per la Vanvitelli, da parte dell’ente che promuove il Made in Italy, della camera nazionale della moda italiana, per una cooperazione sperimentale tra una azienda leader della sartoria maschile a livello internazionale e il mondo accademico. 

"La giacca che ho proposto prende ispirazione dalla tecnica pittorica del cloisonnisme, rappresentata sul capospalla attraverso dei sottili tagli verticali ed orizzontali, studiati direttamente sul cartamodello; la fantasia proposta è minimal e geometrica, ma attentamente studiata per ottenere un capo unico. Il capo è rivolto ad un "dandy metropolitano" di età compresa tra i 25 e i 45 anni, che sappia apprezzare l'eleganza e la sofisticatezza della lavorazione e l'intero progetto è stato studiato nel rispetto della tradizione sartoriale che da anni contraddistingue nel mondo il marchio Kiton - spiega la vincitrice -. Il mio percorso universitario mi ha fornito strumenti di progettazione fondamentali per la mia crescita nel settore moda, consentendomi di relazionarmi con aziende importanti in tutto il mondo, apprezzandone l'unicità. Spero che questo prestigioso riconoscimento apra nuove opportunità di crescita professionale nel settore del fashion design. Ringrazio di cuore il professor Liberti per la sua dedizione e la Kiton per aver aperto le porte dell'azienda al mio progetto" - conclude.

A premiare Emanuela, una giuria di expertise di moda mondiale, e non solo. Renzo Rosso, Anna Zegna, Tomaso Trussardi, Angela Missoni, Alessandra Carra sono solo alcuni dei giudici di gara, a cui si affriancheranno giornalisti delle più prestigiose riviste nazionali e internazionali, come il Financial Times, La Repubblica, Port Magazine, Nowfashion e numerosi buyer, tra i cui nomi c'è Harvey Nicols.

Un protocollo d’Intesa firmato dal Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell’Università Vanvitelli e l’EAV, Ente Autonomo Volturno per il progetto del marchio per la Funivia del Faito. Obiettivo era di costruire per la prima volta l’immagine visiva che avrebbe veicolato un servizio pubblico peculiare, quello del trasporto su fune in uno dei territori di maggiore fascino ambientale della provincia napoletana: la zona compresa fra Castellammare di Stabia e il monte Faito.

"L’occasione - spiega Ornella Zerlenga, responsabile scientifico delle attività didattico-formative e di ricerca - è stata colta attraverso la redazione della prova finale per il conseguimento della laurea da parte della giovane allieva Ilaria Balzano, iscritta al corso di laurea triennale in Design e Comunicazione, che ha redatto non soltanto il marchio della Funivia del Faito e le nuove livree delle cabine nei toni del blu e del verde, ma anche la campagna di comunicazione di questo mezzo di trasporto pubblico, consistente in depliant, manifesto e spot".
L’11 maggio 2019 presso la Stazione Superiore della Funivia del Faito si è svolta la cerimonia di presentazione al territorio del marchio della funivia da parte di EAV, realizzato dalla studentessa (oggi laureata) Ilaria Balzano e a cui EAV ha riconosciuto una borsa di studio. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente di EAV Umberto De Gregorio, il direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno industriale Luigi Maffei, il direttore della Funivia del Faito Antonio Rozza; i sindaci dei comuni di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, e di Vico Equense, Andrea Buonocore, i presidenti dell’Ente Parco dei Monti Lattari, Tristano dello Ioio, e dell’Associazione Fare Faito onlus, Laura del Pezzo; la professoressa Ornella Zerlenga del suddetto dipartimento quale responsabile scientifico del protocollo d’intesa e tutor del progetto grafico.
"La cooperazione fra università e impresa, azienda e/o ente costituisce una delle forme più innovative degli attuali percorsi didattici interni all’offerta formativa dell’università Vanvitelli - ha detto ancora la Zerlenga - il tirocinio o stage, infatti, si configura come un periodo di formazione on the job all’esterno dell’aula universitaria e rappresenta un’occasione di conoscenza diretta e concreta del mondo del lavoro nonché di acquisizione di specifiche professionalità".
In questo caso il protocollo d’intesa ha consentito all’allieva non soltanto di interfacciarsi con ruoli, esigenze e modalità reali del mondo del lavoro (nella fattispecie, simulando il ruolo di una giovane graphic designer a cospetto di un virtuale di committente, l’EAV) quanto di svolgere la propria ricerca all’interno di un tema di grande attualità e dal forte impatto sociale, quello della mobilità sostenibile. Infatti, il tema dei trasporti assume oggi un ruolo decisamente critico, soprattutto per quanto attiene al dialogo con società che sempre più vivono la dimensione metropolitana. L’istanza di trasporti sicuri ed efficienti, capaci di connettere rapidamente luoghi diametralmente opposti e, al contempo, di essere economici e poco inquinanti rappresenta una delle principali esigenze della sostenibilità contemporanea.
Per rispondere a questa esigenza, le funivie o cabinovie urbane sembrano essere una soluzione adeguata alla domanda, soprattutto perché non richiedono di individuare spazi per scavare tunnel o tracciare corsie stradali speciali laddove in città, si sa, lo spazio scarseggia. In sud America, in nord Africa, in estremo oriente ma anche in Europa, molte città si sono e si stanno dotando di funivie, che stanno rappresentando un mezzo di trasporto efficace, silenzioso, economico e soprattutto ecologico grazie al motore elettrico, che le connota.
In tal senso, il suddetto protocollo d’intesa firmato con EAV contiene un altro valore aggiunto, quello della Terza Missione a cui oggi le Università sono chiamate a rispondere in termini di interazione con il territorio e di accrescimento culturale. Già in passato il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale ha firmato protocolli d’intesa con associazioni, fondazioni, enti, ecc., per condividere il comune impegno etico-culturale verso i temi di valorizzazione e sostenibilità ambientale (fra cui le più recenti giornate di sensibilizzazione contro l’uso della plastica monouso con la redazione del marchio V:plasticfree), aprendo le porte delle proprie attività scientifico-formative a comunità, società e territorio. Ma con il progetto dell’identità visiva per la Funivia del Faito, il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale lancia una sfida: incentivare l’economia, sostenere la salute dell’ambiente e valorizzare il territorio del monte Faito giungendovi sempre più in funivia.

 

Hanno reinventato con creatività il capo maschile per eccellenza, la giacca da uomo, e per questo voleranno nella capitale della moda in occasione della Milano Moda Graduate. Si chiamano Emanuela e Davide, sono ex studenti in Design per l'innovazione dell'Università Vanvitelli e sono stati selezionati, unici nel centro-sud Italia, per partecipare al Fashion Show di Milano Moda Graduate, che premia i migliori prodotti realizzati da talenti della scuole e università di moda Italiane.

Emanuela Mammalella è  laureata alla Magistrale di Design per l'innovazione - curriculum Fashion eco design - presso il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell'Università Vanvitelli.
Davide Salvati (già vincitore di Vogue Talents 2014 e selezionato da Fare Talents, lab di ricerca sulla moda della Vanvitelli) è l’altro talent selezionato. Le due giacche sono sono il risultato finale del corso di Men's tailoring presiduto dal professore Roberto Liberti, nell'ambito della magistrale in Design per l'innovazione, in collaborazione con Kiton, corso di studi attivo presso il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell'Università Vanvitelli.

E così, il 15 giugno, i loro lavori saranno esposti di fronte ad una expertise di moda mondiale, e non solo. Renzo Rosso, Anna Zegna, Tomaso Trussardi, Angela Missoni, Alessandra Carra sono solo alcuni dei giudici di gara, a cui si affriancheranno giornalisti delle più prestigiose riviste nazionali e internazionali, come il Financial Times, La Repubblica, Port Magazine, Nowfashion e numerosi buyer, tra i cui nomi c'è Harvey Nicols. 
 
Il Fashion Show di Milano Moda Graduate si terrà il 15 giugno alle ore 16:00 in via Savona 56.

 

Milano Moda Graduate, Luigi Chierchia tra i finalisti per i progetti della sezione YKK.
Laureato nella laurea magistrale in design per l’innovazione - curriculum Fashion Eco Design -  Luigi realizzerà un outfit dedicato, che sfilerà in occasione di Milano Moda Graduate in apertura di Milano Moda Uomo di giugno 2019. CNMI e YKK, main partner dell'evento, supporteranno gli studenti nella realizzazione del capo e durante l'evento YKK assegnerà un premio che consisterà in un viaggio formativo in Giappone e un premio in denaro del valore di 5.000 euro.

Ai finalisti verrà inoltre data la possibilità di partecipare al un programma educational di circa 5 incontri costituito da workshop, consulenze specifiche e contatti diretti con le aziende. 

Soia, canapa, lino, ortica: la nuova frontiera della moda all'Università Vanvitelli è nature e veste gli uomini, con bio tailoring for Kiton. Pronte, infatti, in occasione della Men’s Fashion Week, quattro giacche "bio", prodotte con materiali naturali sperimentali, dalle proprietà e prestazioni uniche, che sono state presentate presso Kiton Milano in via Pontaccio 21.

“In occasione della Men’s Fashion Week milanese - spiega Roberto Liberti, docente del Corso di Laurea Magistrale in DESIGN X INNOVAZIONE - il corso di men’s tailoring della laurea magistrale in design per l’innovazione della Vanvitelli propone quattro giacche "bio", con materiali naturali sperimentali, ortica, bambù, soia e canapa per fornire alla giacca  diverse proprietà prestazionali tra cui quelle termoregolanti ed anallergeniche. Il progetto sperimentale è nato dalla cooperazione stretta con l’azienda di eccellenza nella sartoria maschile KITON, ed è unico nel suo genere perché permette a studenti/designer di cooperare direttamente con una azienda esclusiva del Made in Italy, elaborando un progetto nato da un brief coordinato direttamente con l’AD del gruppo Antonio De Matteis, che crede nella sperimentazione e nella cooperazione con la realtà universitaria “.

Ecco il dettaglio delle creazioni.

ETICO – in bamboo dalle proprietà termoregolanti e antibatteriche 
CHROMA – in soia, canapa e ortica, particolare per le sue proprietà termoregolanti e antibatteriche 
FLUIDE INTERACTION  – in lino e trattato con una stampa al grafene che genera un confort funzionale, merito delle sue proprietà antistatiche
CHANGE WEATHER TAILORING – in canapa, resistente ai raggi UV e dalle caratteristiche ipoallergeniche.
I modelli sono innovativi nel taglio e nel fitting e sono stati realizzati in collaborazione con i maestri sarti di Kiton, azienda di eccellenza del Made in Italy e leader nel settore sartoriale maschile.
La palette colore è naturale sulle tinte del bianco, della sabbia e del cielo.
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Bio tailoring for Kiton, un'iniziativa di:
Kiton
Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli
Dipartimento DADI, Architettura e Disegno Industriale
Corso di Laurea Magistrale DESIGN X INNOVAZIONE_ Curriculum Eco Fashion
Corso di Men’s Tailoring: prof. Roberto Liberti
FA.RE. Fashion Research Lab
Gli studenti di Design per l'Innovazione
Luigi Chierchia, Francesco D’Arbitrio, Federica Della Rotonda, Sefora Maria Di Palo, Monica Pacifico, Mariarita Albano, Anna Gargiulo, Pasquale Lauriola, Lucia Uccello, Giuseppina Carozza, Anna Abategiovanni, Gloria Savino, Ilaria Gianpetraglia

Progetto green al Fuorisalone di Milano, due laureati dell'università Vanvitelli presentano il progetto ecosostenibile con l'architetto indiano Saket Sethi, già volto tv in India. Vincenzo Falcone, partner di Sethi e Sebastian Cacciapuoti co-founder di Smartlab Studio, saranno a Milano, in piazza Gae Aulenti al Tesla Design Lounge il 12 aprile 2019 con Sunoo, il rooftop ecosostenibile made in India. 
Il Fuorisalone di Milano è l'evento di design più prestigioso e importante al mondo.
“Tesla era alla ricerca di un designer che incarnasse la loro filosofia: futuro ed ecosostenibilità. Per questo ho presentato sia il progetto architettonico che della comunicazione curato dello studio di architettura e design e comunicazione Smartlab Studio - spiega Vincenzo Falcone, laureato in Architettura degli interni e per l'autonomia -. L’energia, sotto l’aspetto della spiritualità, è un elemento plus del progetto. Ne è l’esempio la casa progettata da Saket caratterizzata dalla presenza esterna del tempio induista. L’ecosostenibilità è data dal green rooftop, il più grande tetto verde privato in India. Anche il futuro è un elemento vincente: per la prima volta, il tempio viene portato al di fuori della corte della casa indiana tradizionale. Ma a sposare questi tre denominatori è stata anche la comunicazione studiata ad hoc da Sebastian Cacciapuoti. Queste sono state le ragioni che hanno portato Tesla a volerci a Milano" - conclude l'architetto. 

L'incontro tra Tesla, Saket Sethi e il nostro team è stato reso possibile dall'avere un obiettivo comune, quello del green design, che viene, inoltre, ad essere l'occasione per dar vita ad una tessitura di mondi e culture diverse - continua Sebastian Cacciapuoti, laureato in architettura. - Presentandosi al pubblico come un costruttore di auto elettriche rivoluzionario, Tesla si fa portavoce di una filosofia incentrata sul futuro e sull'eco-sostenibilità. La sua missione, non a caso, è quella di puntare quanto prima alla completa sostituzione dell'utilizzo di combustibili fossili, a favore di un futuro a zero emissioni. In questa partnership ci inseriamo, con la comunicazione, noi di SmartLab studio". 
La campagna di comunicazione è, naturalmente, a zero impatto ambientale, attraverso dell'utilizzo di materiali eco-sostenibili. 

Ai ragazzi vogliamo dare un messaggio preciso - aggiungono i laureati: ampliate le vedute, andate oltre, viaggiate. Ma la cosa più importante è condividere culture e pensieri: solo in questo modo è possibile realizzare un progetto bello e unico nel suo genere. Non ci sentiamo di dare consigli bensì esempi, crediamo che nel nostro piccolo possiamo essere di esempio. Siamo orgogliosi del nostro territorio d’origine e dell’Università che ci ha formati. Dobbiamo abbattere tanti pregiudizi: chi viene da piccole realtà, anche sconosciute, può crescere. Questo è un messaggio di ispirazione. La gloria e gli allori passano, questi messaggi restano: solo chi sogna e crede nei propri sogni può realizzarli, mai da soli, ma attraverso la condivisione”. 

(A sinistra, Vincenzo Falcone, al centro, Saket Sethi, a destra, Sebastian Cacciapuoti)

(A sinistra, Sebastian Cacciapuoti, al centro, Saket Sethi, a destra, Vincenzo Falcone)

Il progetto di Saket Sethi in mostra al Fuorisalone

(Il progetto di Saket Sethi in mostra al Fuorisalone)

Due concorsi per realizzare il progetto grafico e di fattibilità de "La Fiaccola dell'Universiade Napoli 2019" e delle Medaglie per la XXX edizione dell'Universiade Napoli. 

Il progetto di realizzazione della Fiaccola per la 30esima edizione dell'Universiade estiva 2019, nasce dall'esigenza di definire con un oggetto simbolo, il significato complessivo che l'Universiade Campana intende trasferire in termini di filosofia d'azione, valori etico-sociali e messaggi sportivo-culturali alla comunità nazionale e internazionale. La fiaccola, portata da tedofori scelti per l'occasione, sarà protagonista di un tour che toccherà le principali Città Universitarie italiane nell'anno accademico 2018/2019.

Per partecipare al concorso (entro l'11 giugno del 2018) guarda il BANDO.

 

Il concorso per il disegno della faccia anteriore (recto) e posteriore (verso) de "Le Medaglie deii'Universiade Napoli 2019" 2019, nasce dall'esigenza di dover realizzare le "Medaglie ufficiali" che saranno consegnate ai primi tre classificati in ogni singola disciplina dell'Evento che si svolgerà dal 3 al 14 luglio 2019 e che vedrà scendere in campo, per la prima volta in Campania, circa 10.000 atleti provenienti da 170 Paesi in 18 Sport differenti.

Il disegno e la grafica che verrà incisa sulla Medaglia, nascerà dalla libera e fantasiosa interpretazione degli studenti universitari partecipanti.
Le medaglie dovranno riflettere l'identità, i valori e la cultura dell'Universiade e al tempo stesso della Regione Campania.

Per partecipare al concorso (entro l'11 giugno del 2018) guarda il BANDO.

 

Una joint venture tra due giovani laureati della Vanvitelli e uno dei più famosi designer indiani. La cultura del Design internazionale, la capacità di mettere insieme le linee pragmatiche ed essenziali della cultura occidentale con le sofisticate e calde atmosfere orientali, le esperienze della tradizione artigianale elaborate attraverso l’alta ricerca tecnologica hanno travato un punto di sintesi nella inedita intesa che Sebastian Cacciapuoti e Vincenzo Falcone, due giovani laureati del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania, hanno da poco siglato con il famoso designer e architetto indiano Saket Sethi, già fondatore e socio prioritario dello studio Archilogics, con sede a Mumbai e Barcellona.

Sarà lui il protagonista della conferenza curata da Elena Manzo, che si terrà mercoledì 21 novembre 2018, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, nell’abazia di San Lorenzo ad Septimum in Aversa.

Saket Sethi, per la prima volta in Europa, mostrerà i suoi progetti e ci racconterà di se, della sua formazione, dei temi della sua ricerca, della sua straordinaria abilità nella progettazione 3D, di quando ha lasciato l’India per andare a studiare, prima, alla Woodbury Universiy di Los Angeles, dove si è laureato; poi, alla UC Berkeley, per specializzarsi in Digital Design e, quindi, alla New York University, per il diploma in Interior Design.

E’ da qui che è iniziato il suo percorso di investigazione nel “progetto della modernità” e di come trasferire le sue esperienze occidentali nelle vibrazioni energetiche, nella spiritualità etica e nella ricercata manualità artigianale, che hanno da sempre contraddistinto il Design del suo Paese. Su queste premesse, infatti, sono scaturiti i suoi più elogiati progetti, dal Being Human Office, realizzato nel 2012 per Salman Khan a Bandra (Mumbai, India) ai tavoli da caffe Crochet, disegnato nel 2016 e Petaloid, del 2017 o alla trasformazione del suo stesso studio di Mumbai. Ma Sethi si è confrontato anche con la complessità dello spazio architettonico dei più diversificati edifici, come quando ha vinto nel 2006 la gara a inviti per la “Aditya Birla Science and Tecnology Center” da costruire su 45.000 metri quadri a Navi Mumbai o ha terminato il complesso progetto della villa Rangeshwar estesa su un’area di 2.500 metri quadri a Palghar, Maharashtra (India), con il primo tetto green realizzato in India e caratterizzata, al suo esterno, da un inedito tempio induista a forma di uovo, completamente ricoperto da tessere di Bisazza, dentro cui si respira un’atmosfera calda e avvolgente e dall’acustica perfetta. Il suo lavoro ottiene il riconoscimento internazionale e gran parte dei suoi lavori trovano spazio in alcune delle più rinomate riviste internazionali del settore, come Elle Decor, Interior e Domus Italia, che a ottobre gli ha dedicato l’entusiastico articolo Saket Sethi, the architect of energy.

Anche Sebastian Cacciapuoti e Vincenzo Falcone, entrambi di San Marcellino un comune della provincia casertana, hanno avuto un percorso di formazione articolato e internazionale: laureatisi, il primo, nel 2013 in Architettura Magistrale con una tesi seguita da Corrado Di Domenico sul progetto di un museo di arte contemporanea per Buonos Aires e, il secondo, nel 2016, in Architettura degli Interni e per l’Autonomia con una tesi in Luxury Retail Design del brand Loro Piana, seguita da Elena Manzo, si sono arricchiti di esperienze a Barcellona, Amsterdam, Madrid e Milano.
Venuti in contatto di Saket durante un soggiorno spagnolo, su questa comune base, sui loro entusiasmi e sui condivisi programmi per il futuro, recentemente, hanno dato vita a una nuova società progettuale Archilogics Smartlab Studio, con sede a Barcellona, Mumbai, Milano e Aversa. Ora vogliono condividere questa proficua e esemplare esperienza con il loro territorio di origine, tant’è che già si stanno pianificando e siglando accordi di collaborazione scientifica e professionale con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

 

Con “Italia: la bellezza della conoscenza” l'Università Vanvitelli parte da Caserta e fa il giro del mondo! I prototipi dei progetti Hybrid Design del Dipartimento di Architettura, sono stati selezionati per essere esposti nella manifestazione internazionale volta a presentare la ricerca scientifica italiana e i suoi attori attraverso testimonianze evocative che rappresentano il contributo dato dal nostro Paese alla grande avventura del sapere e dello sviluppo tecnologico. L'installazione, promossa e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è guidata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al contributo dei quattro principali musei scientifici italiani: Fondazione Idis-Città della Scienza ∙ Napoli, Museo Galileo ∙ Firenze, Museo delle Scienze - Muse ∙ Trento, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci ∙ Milano ed è nata come mostra itinerante finalizzata alla promozione del sistema italiano di ricerca e innovazione in varie sedi internazionali.

La mostra Italia: la bellezza della conoscenza è articolata in una struttura parametrica di circa 400 metri quadrati che consente una fruizione coinvolgente capace di comunicare dinamicità e leggerezza. Uno spazio espositivo che, mediante una narrazione basata su esempi emblematici della stretta relazione tra la ricerca italiana e la qualità della vita in Italia, propone una composizione di moduli tematici sulle tendenze più attuali che combinano ricerca e cultura e raccontano un’Italia dinamica e che guarda al domani. Sia dal punto di vista espositivo che dal punto di vista concettuale, si tratta di una struttura ‘aperta’ basata su moduli generativi, configuranti ‘un organismo’ che, nato da una forma elementare, è in grado di evolversi dinamicamente.

La mostra rimarrà installata alla Farnesina dal 16 al 20 aprile, giornata quest’ultima già dedicata a visite del pubblico esterno, nell’ambito del Calendario “Farnesina Porte Aperte”. Subito dopo, la mostra partirà per un tour mondiale.

Hybrid design Lab è un laboratorio di ricerca, progetto e didattica dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli (SUN), fondato nel 2006, dedicato al design bio-ispirato ed al rapporto tra design e scienza. Uno dei principali obiettivi del laboratorio consiste nel trasferire la ricerca teorica e sperimentale maturata nei settori delle scienze bio, dei nuovi materiali e delle nuove tecnologie,alla dimensione progettuale del design di prodotti e servizi innovativi e sostenibili.

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