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L’Università Vanvitelli insieme a altre 23 Università italiane daranno la possibilità a quarantatre rifugiati di proseguire il loro percorso accademico in Italia; gli studenti saranno selezionati sulla base del merito e della motivazione, attraverso un bando pubblico.

Il progetto, University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), giunto alla sua terza edizione, offre ai rifugiati residenti in Etiopia l’opportunità di arrivare in Italia in maniera regolare e sicura per proseguire gli studi, in linea con l’obiettivo dell’UNHCR di rafforzare i canali di ingresso per rifugiati e di raggiungere il tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi di primo asilo e nei paesi terzi.

Tale progetto si ricollega al Manifesto dell’Università Inclusiva, un’iniziativa proposta dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che fa seguito agli impegni tracciati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite attraverso il Global Compact sui Rifugiati. Il Manifesto si propone di favorire l’inclusione negli atenei italiani di studenti e ricercatori richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Il progetto Unicore, quindi, riflette le indicazioni date dalla Commissione Europea nel nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo e nella sua raccomandazione del 23 settembre 2020, nel quale si invitano gli Stati membri a creare nuovi percorsi di ingresso e di protezione per i rifugiati, quali programmi di studio e lavoro.

Collaborano al progetto il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese, Centro Astalli e Gandhi Charity.

“Sono giovani determinati che aspirano legittimamente a costruire un futuro in dignità e vogliono dare il loro contributo alla società, e grazie a progetti come UNICORE, all’impegno degli atenei italiani e dei partner, queste aspirazioni ora possono diventare realtà”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza ed esprimere il proprio talento è oggi ancora più importante alla luce della situazione preoccupante in Etiopia, dove la sicurezza ed il benessere dei rifugiati e di migliaia di civili sono oggi in pericolo”.

Il progetto UNICORE è nato nel 2019 con una prima fase pilota durante la quale sei studenti sono stati accolti da due atenei, per poi espandersi nel 2020 con la partecipazione di venti studenti rifugiati originari del Sudan, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo ed Eritrea che attualmente frequentano corsi di laurea in undici università.

Per assicurare il supporto necessario agli studenti durante il programma di laurea magistrale della durata di due anni e favorire la loro integrazione nella vita universitaria gli atenei si avvarranno del sostegno fondamentale di un’ampia rete di partner locali.

Il bando si chiuderà il 1 Aprile 2021

Bando  -  Excerpt in English

Si chiama SELECT il progetto europeo che mira alla formazione dei Giudici Onorari europei su tematiche di diritto dell'Unione europea.

Un progetto, di cui il Dipartimento di Giurisprudenza è capofila con Maria Eugenia Bartoloni in qualità di project leader , che consiste nello sviluppare un percorso formativo, attraverso un mix di lezioni frontali e utilizzo di strumenti di formazione a distanza (e-learning), che possa fornire ai Giudici di Pace ed ai Giudici Onorari nozioni e strumenti pratici al fine di poter garantire, nella loro azione, la corretta applicazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

La Carta interessa tutte le principali aree giuridiche che “toccano” la i diritti fondamentali, come ad esempio: leggi sull’immigrazione, sulla tutela dei minori, diritto di famiglia, diritto del lavoro, diritto penale. La sua applicazione, nel rispetto delle norme interne dei singoli Stati Membri, oltre ad essere requisito necessario per adempiere agli obblighi sovranazionali , rinforza gli strumenti di tutela dei cittadini determinando, in molti casi, una protezione maggiore anche rispetto alle norme nazionali.

“La valutazione dei criteri di applicazione della Carta – spiega la professoressa Bartoloni - è un compito molto complesso per gli operatori nazionali che richiede un costante aggiornamento sugli sviluppi giurisprudenziali della Corte di Giustizia dell’Unione europea e della normativa UE in generale. Il Progetto, dunque, è stato concepito per rispondere specificatamente a questa esigenza di continuo aggiornamento obbligatorio per gli operatori del settore”.

L’obiettivo, dunque, è anche quello di evidenziare il ruolo dei Giudici Laici per il corretto funzionamento dei sistemi giudiziari europei, promuovendo la formazione sistematica sulla normativa dell’UE e lo scambio transnazionale di buone pratiche e cooperazione tra i giudici laici.
“Il progetto mira al miglioramento delle conoscenze teoriche e pratiche delle più recenti novità normative e giurisprudenziali dell’Unione Europea – conclude la Bartoloni - relative alla salvaguardia dei diritti fondamentali e ad accrescere la consapevolezza del valore aggiunto apportato dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali”.

Per tutti i dettagli https://selectproject.eu/

Si amplia il Progetto Welcome International Students per il nuovo anno accademico. Oltre ai servizi già in essere, dal servizio di accoglienza, assistenza e reperimento alloggi, alla piattaforma internazionale Housing Anywhere, ai corsi di italiano, oggi arrivano i progetti Buddy, Buddy Abroad, un concorso per una app mobile e il First Medical Care.
Ma vediamo nel dettaglio.

Progetto Buddy
Online il bando di concorso per 41 contratti di collaborazione part time per tutorato della durata di 50, 100 o 200 ore destinati a studenti/esse già regolarmente iscritti/e nell’AA 18/19 ed in possesso di adeguate competenze linguistiche
N.12 tutor coordinatori compenso orario di 16 euro
N.29 tutor buddy compenso orario di 10 euro
Tetto massimo di ore 200
Periodo di svolgimento delle attività da settembre 2019 a settembre 2020
Si tratta della creazione di un sistema di accoglienza ed assistenza rivolto agli studenti internazionali che si iscrivono ad un Corso di Studio o che svolgono un periodo di mobilità presso l’Ateneo.
Vai alla sezione dedicata

Buddy Abroad
Il progetto mira alla creazione di una rete di studenti presso università estere. Saranno quindi individuati alcuni studenti in mobilità incoming disponibili a diventare Buddy Abroad, ovvero referenti per i nostri studenti che potranno contattarli e ricevere informazioni relative alle attività delle sedi universitarie di appartenenza ed in particolare ai programmi, all’accoglienza, alle attività universitarie ed extra universitarie. Al termine sarà rilasciato un attestato di Buddy Abroad.
Sarà anche creata una banca dati e una mailing list per inviare eventuali bandi che possano essere di interesse relativi come dottorati e borse di studio o di ricerca.

App Mobile
E’ on line il bando di concorso “App Welcome International Students” per coinvolgere studenti nello sviluppo software di una app per dispositivi mobili.
Possono partecipare studenti regolarmente iscritti nell’anno accademico 2018/2019 a tutti corsi di studio organizzati in gruppi costituiti da almeno uno studente per ogni polo territoriale dell’Ateneo (Caserta, Napoli, Capua, Aversa, Santa Maria Capua Vetere)
Premi per gruppo: 1°3.000,00 euro 2°2.500,00 euro 3°2.000,00
Guarda il bando

First Medical Care
Questo ultimo progetto consiste nella creazione di un punto di accoglienza per le problematiche sanitarie degli studenti internazionali iscritti ai corsi di studio dell’Ateneo o presenti per periodi di mobilità.
E’ previsto un primo esame clinico gratuito ed individuazione dell’eventuale percorso specialistico successivo previa sottoscrizione Convenzione con AOU.
Le attività si svolgeranno presso i locali già individuati nel Complesso Sant’Andrea delle Dame – Napoli piano terra, con accesso da Via De Crecchio n.8.

Guarda la presentazione

 

 

 

 

Primo laureato nell’ambito dell’accordo per doppio titolo tra l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la Okan University in Turchia. Con una tesi dal titolo “Technological Sustainable Design: “different” performances for scholar environment”, ha concluso il suo percorso di studi Marica Merola, prima studentessa, iscritta al Corso di Laurea Magistrale “Architettura. Progettazione degli Interni e per l’Autonomia” tenuto esclusivamente in lingua inglese, a conseguire il doppio titolo di laurea nell’ambito dell’accordo tra l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la Okan University in Turchia. Il doppio titolo rappresenta una delle attività di internazionalizzazione delle attività didattiche promosse da Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale e di cooperazione tra Atenei. 

Il lavoro di tesi seguito da tutor delle due Università, Antonella Violano per la Vanvitelli e Demet Irklı Eryıldız per l’Ateneo turco, è stato valutato degno di lode dalla Commissione presieduta dal Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale  Luigi Maffei, alla presenza, tra l’altro, in Commissione di Nicola Pisacane, Presidente del Corso di Laurea Magistrale “Architettura. Progettazione degli Interni e per l’Autonomia” e di Claudio Gambardella, promotore dell’accordo tra le due Università.

Se l’obiettivo del primo “Iran – Italy Science, Technology and Innovation” era quello di rilanciare i rapporti fra Italia e Iran, in special modo accademici, si può dire in buona parte riuscito. I lavori di Teheran, tenutisi nel mese scorso, sono stati difatti il più grande evento europeo dedicato all’internazionalizzazione dei sistemi di ricerca e innovazione. In rappresentanza dell’Università della Campania era presente Sergio Minucci, delegato  all’internazionalizzazione, in compagnia del Ministro  dell’Istruzione Valeria Fedeli e altri cento delegati dalle Università di tutta Italia.
“Come Università Vanvitelli - spiega Minucci - ho partecipato alla visita di un Centro di Ricerca dell’Università di Teheran specializzato nella preparazione di prodotti estratti da piante che possono servire ad uso medicinale e come trial clinici. Ho potuto notare l’avanzato livello dello stato della ricerca. Abbiamo gettato le basi per un primo accordo con questo Centro e speriamo di poter proseguire su questa strada”.
L’incontro è avvenuto  durante la prima giornata dei lavori del Forum, dopo il colloquio avvenuto fra la Ministro Fedeli e il Ministro iraniano Farhadi e in seguito a otto seminari tematici in cui è stato possibile discutere su attività imprenditoriali e industriali italiane ed iraniane. I delegati hanno avuto incontri one-to-one per iniziare e mettere appunto accordi anche in vista di successivi scambi di docenti e studenti tra gli Atenei.
“Siamo orientati ad instaurare rapporti di collaborazione per quei settori nei quali possiamo dare di più -continua Minucci - Sicuramente c’è tutta l’area medica: anche in Iran è presente il problema dell’infertilità maschile su cui noi abbiamo svolto importanti ricerche, così come sulle tematiche dell’alimentazione possiamo fare molto. Ma c’è anche tutto il settore del fashion e del disegno industriale. Per non parlare della preservazione dei beni architettonici e culturali.”
Molte dunque le opportunità per l’Ateneo Vanvitelli, propenso a portare avanti il dialogo con L’Iran. Fra gli obiettivi , double degree e scambi più assidui fra le Università. L’appuntamento è rimandato al prossimo anno quando la delegazione iraniana verrà in Italia, verosimilmente proprio a Napoli.

Studiare e insegnare in Giappone. E' stato sottoscritto da poche settimane un accordo bilaterale con l’Università di Nagasaki che prevede uno scambio tra gli Atenei del personale docente e amministrativo, degli studenti e la realizzazione di attività comuni quali progetti di ricerca, organizzazione di seminari e workshop.

L’Università della Campania Luig Vanvitelli ha bandito quest’anno 36 borse di studio per consentire ai suoi studenti di fare una esperienza di mobilità internazionale presso atenei extra europei con i quali sono stati sottoscritti degli accordi. Le selezioni sono ancora in corso e daranno la possibilità a un massimo di 5 studenti che lo sceglieranno di studiare – tra le altre – presso l’Università di Nagasaki per un periodo di 6 mesi o un anno.
In virtù di questo accordo, il Dipartimento di Psicologia dell’Università della Campania ha invitato Kazuyuki Shinohara del Dipartimento di Neurobiology and Behavior della School of Medicine (Università di Nagasaki) e organizzato un workshop internazionale dal titolo "Gene x Environment Interaction in Social Relationships", che si terrà il prossimo 4 maggio presso il Dipartimento di Psicologia, Aula 1, ore 10:00, Viale Ellittico 31, Caserta.

«Il workshop ha lo scopo di presentare agli studenti alcune linee di ricerca sulle quali vi è una collaborazione in corso con l’Università di Nagasaki, l’Università di Singapore e l’Università di Trento - spiega Vincenzo Paolo Senese, organizzatore scientifico dell’evento - e che evidenziano come le relazioni sociali e i legami affettivi sono il frutto dell’interazione tra caratteristiche genetiche e fattori ambientali. Grazie all’accordo sottoscritto tra i due atenei e all’impegno della nostra Università sul fronte dell’internazionalizzazione, siamo sicuri che i nostri studenti sapranno cogliere queste opportunità e interessarsi di queste linee di ricerca che hanno mostrato come solo l’integrazione tra i differenti livelli di analisi potrà fornire un quadro più chiaro dei processi che regolano il benessere individuale e relazionale».
Protagonisti della giornata scientifica saranno  Vincenzo Nigro dell’Università della Campania e responsabile del servizio di "Next Generation Sequencing" presso il “Telethon Institute” di Napoli (TIGEM), Kazuyuki Shinohara dell’Università di Nagasaki e Gianluca Esposito dell’Università di Singapore e dell’Università di Trento.

locandina

Memorie di viaggio di Maria Teresa Franco, nel suo diario di bordo.

                                                                                                                                                                                                                    In viaggio verso San Pietroburgo, 1 Maggio 2016

La mia avventura in Russia ha avuto in inizio il 10 Marzo 2016. Ho aderito al progetto di mobilità studentesca attivo tra la SUN/Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e l’Università Statale di Pjatigorsk (PSU) lo scorso Anno Accademico. Il progetto di scambio nasce nell’ambito dell’accordo quadro di cooperazione interuniversitaria ed il Protocollo operativo di collaborazione stipulati in data 24/05/2011. I beneficiari di questo progetto di scambio sono gli studenti della facoltà di Scienze del Turismo e della facoltà di Lettere e Beni Culturali, con sede a Caserta e a S.Maria Capua Vetere. Il progetto, che compirà a breve il suo sesto anno, rappresenta per il nostro Ateneo una spinta determinante verso un processo di internazionalizzazione, che ad oggi si presenta sempre più fitto e coinvolge, a vario titolo, docenti e studenti delle due Università.

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L’atterraggio in terra russa è stato una rivelazione, come oltrepassare un varco: dal primo istante ne ho percepito la diversità dall’Europa, dall’Italia, dalle nostre città e dalla nostra gente. La difficoltà maggiore è stata probabilmente accantonare la nostra mentalità, le nostre abitudini, la nostra lingua, ma soprattutto il modo di vivere al quale ero abituata. Solo aprendomi al nuovo, alle novità, e al rispetto delle diverse regole di questo meraviglioso e controverso Paese, mi ha permesso di entrare nel cuore di questa terra in cui sono entrata da straniera, e che presto mi ha aperto le braccia. La comprensione è la chiave che apre le porte! Spesso la nostra presunzione di vivere nel migliore dei mondi possibili ... la convinzione di essere culturalmente, mentalmente, politicamente ed economicamente avanzati, facendoci sentire erroneamente superiori o dei privilegiati, ci mette dei limiti. Valorizzare la propria storia, le proprie origini, la propria cultura e le proprie tradizioni è l’aspetto, apparentemente insignificante, ma assolutamente fondamentale per incentivare la ricchezza e la potenzialità di un territorio, che costituisce il punto di forza di questo vasto, indecifrabile e multiforme subcontinente.

Il successo riscosso e il susseguirsi di incontri, confronti e scambi di idee tra i promotori e i coordinatori del progetto, ha prospettato la necessità di perfezionare lo scambio attraverso il conferimento e il riconoscimento, al termine del periodo di studio e del superamento degli esami, di un titolo congiunto agli studenti che abbiano conseguito un periodo formativo e di mobilità concordato con l’Ateneo straniero; un’offerta che attualmente riguarda il ciclo triennale per la facoltà di Turismo e il ciclo magistrale per la facoltà di Lettere e Beni Culturali. Nell’ambito di questa collaborazione internazionale, sono stati inoltre promossi importanti progetti volti all’intensificazione dei rapporti italo-russi, in particolare di recente, è stato bandito il primo concorso letterario Russia-Italia “INSIEME”. Trattasi di un’iniziativa stimolante ideata dalla Sezione della creatività letteraria della PSU e il Centro di lingua italiana dell’Istituto di Servizio Internazionale, Turismo e Lingue straniere della PSU insieme al Dipartimento di Lettere dell’Università italiana. Il concorso mira al consolidamento delle relazioni tra i due Paesi a livello culturale, letterario e creativo, alla scoperta di giovani autori che scrivono in lingua russa e italiana, alla promozione e alla divulgazione della lingua e della cultura russa in Italia e della lingua e della cultura italiana in Russia. Altresì, questo progetto ha lo scopo di perseguire un significativo ampliamento degli orizzonti letterari e infine, la formazione di una Scuola di traduzione letteraria presso i Centri di lingua e cultura russa ed italiana nell’Università Vanvitelli e nell’Università Statale di Pjatigorsk.

Per gli studenti un simile progetto di scambio rappresenta un’importante opportunità di crescita che consente di arricchire il proprio bagaglio personale, formativo e culturale, nonché di rendere più appetibile il proprio curriculum professionale. È questo in particolare l’obiettivo che persegue la nostra Università: lanciare un’offerta formativa completa e accattivante che va oltre il tradizionale percorso di studio, finalizzata al conseguimento di un titolo congiunto con valenza internazionale.

Ho avuto la possibilità di aderire a questo progetto per la prima volta nel corso del mio secondo Anno Accademico. Partecipando al bando di selezione studentesca, ho potuto trascorrere un periodo di studio della durata di tre mesi presso l’Università Statale di Pjatigorsk. Un simile progetto di scambio si presenta vantaggioso per innumerevoli ragioni, prima fra tutte, l’opportunità di imparare e confrontarsi con una realtà differente e da questa imparare a trarre nuovi spunti e strumenti utili per poter operare con una marcia in più in differenti contesti, lavorativi e personali. In particolare, un soggiorno di studio in Russia, nel Distretto federale del Caucaso, offre la possibilità di imparare e di confrontarsi con una realtà, un contesto culturale diverso e specifiche modalità didattiche che seguono proprie e differenti modalità di sviluppo, rispetto al contesto europeo in cui abitualmente ci misuriamo. La Russia infatti, sin dalle origini, si presenta come un Paese carrefour: luogo di incontro di differenti nazionalità, etnie, religioni e lingue - un enorme contenitore di elementi che pur essendo alle volte in contraddizione tra loro, hanno sviluppato un’esistenza quasi armoniosa. In particolare, è proprio nella regione del Caucaso che ho compreso la portata e il valore di tali diversità e varietà perché spesso ho avuto la sensazione di trovarmi altrove, in un luogo che richiama e riunisce elementi d’oriente e d’occidente. Eppure, ben presto mi sono resa conto che non è possibile, se non a livello geografico, razionalizzare la complessità di questo Paese attraverso la rigida schematizzazione che lo divide in parte asiatica e in parte europea. La Russia è un continente a sé state, estraneo agli schemi noti rigidamente attribuitegli, spesso spiegato con stereotipi: è invece una terra magica e sorprendente, della quale ci si può solo innamorare! Ed è stato questo aspetto che ha suscitato la mia curiosità e ha determinato la scelta di abbattere l’ostacolo della distanza geografica e della diversità, innanzitutto impegnandomi ad imparare la lingua.

Onorata di farlo per la mia Università, sto scrivendo quest’articolo direttamente da Pjatigorsk, dove a distanza di un anno sto continuando il progetto di mobilità, immergendomi nello studio della lingua e della cultura russa, con una consapevolezza ed un impegno ancora maggiori. Potrei definire il mio soggiorno di studio un’esperienza a tutto tondo, una conoscenza a trecentosessanta gradi che mi ha insegnato e mi sta insegnando moltissimo e che, di giorno in giorno, mi riempie di carica positiva. L’Università Statale di Pjatigorsk rispecchia appieno il contesto sociale e culturale in cui opera perché abbraccia un vasto bacino d’utenza: immersa nel cuore della Ciscaucasia, rappresenta un importante luogo d’incontro tra le diverse comunità etniche, religiose e linguistiche che popolano la regione di Stavropol’ e le repubbliche autonome con questa confinanti, come l’Ossezia, la Karačaj-Circassia e la Cecenia.

Inoltre, ogni anno, la PSU ospita centinaia di studenti provenienti dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa e dall’America: giovani portatori di esperienze diverse che insieme contribuiscono sostanzialmente alla crescita e all’arricchimento dell’offerta formativa universitaria. La qualità e il metodo d’insegnamento raggiungono davvero livelli ottimi: inoltre, l’Università PSU mette a disposizione a noi studenti stranieri la mensa e l’alloggio, permettendoci di soggiornarvi gratuitamente. Ecco che l’Università non assolve più alla sola funzione meramente didattica, ma diventa il luogo in cui si realizza un vero scambio, il luogo in cui il “tu” diviene il “noi”. Ogni giorno ho l’opportunità di confrontarmi con persone di differenti età e nazionalità, che non parlano la mia stessa lingua (un fattore che all’inizio sembra essere un ostacolo insormontabile) ma che come me, condividono ed amano il semplice desiderio di conoscenza: è questo che ci unisce tutti, indistintamente. Probabilmente il valore più importante che questa esperienza mi sta insegnando è apprezzare la condivisione ed ad imparare a vivere in una dimensione collettiva: un cammino che ti permette di andare al di là delle apparenze, di scoprire ed essere te stesso... ed è per questo che la condivisione assume un gusto diverso. La voglia di scoprirci, di conoscerci, e l’entusiasmo con il quale ogni giorno interagiamo gli uni con gli altri, rende familiari persone, luoghi, lingue e cibi sconosciuti. Si creano legami forti, importanti, che fanno di insegnanti e studenti coinvolti nel progetto, il gruppo di riferimento e di sostegno, quello che ti propone di scrivere degli articoli in cui raccontare le tue esperienze per il giornale dell’Università; che ti viene a prendere festoso all’aeroporto al tuo arrivo e ti invita a pranzo a casa… come è successo a me! Questa è la mia esperienza: in Russia sono venuta per studiare, ma ho trovato molto di più: ho trovato degli amici ed una famiglia, ed è questo che mi fa sentire a Pjatigorsk, come a casa mia!

Stipulare questo tipo di accordi volti a promuovere una simile cooperazione internazionale, costituisce un punto di forza e di grande prestigio per la nostra Università, che presenta lo scambio proponendo agevolazioni economiche importanti. Il progetto prevede per gli studenti che vi aderiscono l’assegnazione di un bonus, che coprendo per intero le spese del viaggio e del visto d’ingresso per la Russia, rappresenta un incentivo concreto.

La possibilità di attingere da diverse esperienze per contribuire allo sviluppo e al miglioramento del proprio Paese e fornire agli studenti i mezzi e gli strumenti necessari per inserirsi in maniera altamente qualificata e specializzata nel mondo del lavoro, sono gli obiettivi che si devono perseguire. Infine, rilanciare il nostro territorio, in particolare quello casertano, affinché la nostra cultura e la nostra storia vengano sviluppate ed esaltate al massimo, sono l’impegno che dobbiamo e possiamo assumerci tutti. Di più, valorizzare la propria storia, le proprie origini, la propria cultura e le proprie tradizioni di due realtà così lontane, come quella casertana e quella del sub continente russo, attraverso la formazione di competenze affini, rappresenta una sfida ma anche una possibile soluzione!

 

“Capii che ci sono viaggi che scegliamo noi, e che ce ne sono altri dai quali veniamo scelti.” (Bruce Feiler, 2001)

 

 

La Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, la US-Italy Fulbright Commission, incontra gli studenti della Seconda Università. Si terrà il prossimo 10 novembre, alle ore 14, nell'Aula Carfagna del Polo Scientifico di via Vivaldi a Caserta, un incontro con gli studenti dell'Ateneo sulle "Opportunità di studio e ricerca negli Stati Uniti e il programma di borse di studio Fulbright". Un'occasione per tutti gli iscritti della Sun, che potranno conoscere e valutare le opportunità di studio offerte dal programma Fulbright. All'incontro parteciperà Federica di Martino, advisor della Commissione Fulbright, che risponderà alle domande degli intervenuti sulle opportunità di studio negli USA. 

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