Dal progetto alla prassi quotidiana: la ricerca e la pubblicazione online della legislazione bibliotecaria per il miglioramento dell’offerta informativa all’utenza di Ateneo, ha coinvolto sinergicamente molteplici strutture quali la Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza, il Centro di Servizio SBA, l’Ufficio Bibliografico, l’Ufficio legale, l’Ufficio per il contenzioso del lavoro e la Ripartizione legale.

Il primo risultato prodotto è una nuova pagina web: Legislazione e Biblioteche, nella quale sono pubblicate ed aggiornate periodicamente tutte le normative che, sia in forma diretta che correlata, intervengono nel settore delle biblioteche e dei beni librari italiani. La pagina sarà progressivamente arricchita ed ampliata, e, ove possibile, connessa interattivamente con l’Opac di Ateneo Sebina YOU ed il discovery tool EDS All in One.

Contatti utili Centro SBA 0812110843 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.:

Organizzatori Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza, Centro Servizio SBA, Ufficio Bibliografico

Sold out per l'apertura straordinaria del Musa che si è tenuta il 18 novembre. Museo anatomico, Sezione di Farmacologia e Chiesa e refettorio del Complesso di Sant'Andrea delle Dame i siti monumentali aperti al pubblico nello scorso weekend gratuitamente e che saranno protagonisti di ulteriori due aperture straordinarie per le giornaate del 25 novembre e del 2 dicembre.

Per la giornata del 25 novembre sono ancora disponibili due turni di prenotazione ai seguenti orari:
13.00 - 14.00
14.00 - 15.00 (ore 14.00 ultimo ingresso)

Prenota il tuo ingresso gratuito su https://www.musa.unicampania.it/prenotazioni/

L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto di Ateneo "Alla scoperta dei tesori della Vanvitelli" a cura di:
Ufficio Amministrativo del MUSA
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Ufficio Servizi Generali
Centro Servizi per la Comunicazione

Antonio Albanese a Maestri alla Reggia, accolto e intervistato dalla giornalista Titta Fiore. Tema centrale dell'incontro della rassegna dell'Ateneo Vanvitelli, il successo al botteghino del film che ha diretto e interpretato: ‘Cento Domeniche’, a suo dire ‘il film che amo di più'. Ha spiegato in primis cosa si celi dietro questo titolo, ovvero la soddisfazione del protagonista di aver costruito la propria casa grazie alle domeniche libere dal lavoro. Estendendo l’interpretazione del titolo, prende subito forma per gli spettatori il carattere di Antonio Riva, onesto lavoratore che suo malgrado diventa una vittima di uno dei più spaventosi crack finanziari in Veneto, in seguito al quale perde tutti i propri risparmi.

Il film segna indiscutibilmente una ripresa del successo dei film in sala, gli spettatori tornano finalmente a popolare i cinema scegliendo pellicole italiane, tornando ai ritmi pre-pandemia. “Tutte le storie nascono da un desiderio potente: da spettatore cerco la sorpresa, sia da un attore che da un registra mi aspetto di essere sorpreso”, ha detto Albanese che ha poi raccontato di aver lavorato a questo film per ben due anni, mentre per la lavorazione delle scene ha impiegato solo sette settimane e mezzo.

Durante l’evento , l’attore e registra non ha risparmiato agli spettatori i tanti aneddoti comici che si celano dietro la lavorazione del film, che in parte è stato girato in Veneto: una realtà che Albanese conosce bene, visto che dai 15 ai 21 anni ha lavorato come operaio al tornio, che poi ha lasciato per inseguire il suo sogno di attore. 

La trama del film è nota: Antonio Riva è ex operaio di un cantiere nautico in prepensionamento  che si trova di fronte alle esigenze di finanziare il matrimonio di sua figlia (interpretata dall’attrice di origini casertane Liliana Bottone), evento che rappresenta il sogno di un padre che vuole accompagnare la propria figlia all’altera. Il sogno di un uomo garbato, onesto che ha lavorato per una vita in ogni condizione climatica, intenzionato a regalare alla propria figlia le nozze che merita utilizzando i suoi risparmi. Si reca in banca e, insieme a migliaia di ignari correntisti, scopre che i suoi risparmi sono andati in fumo a causa di un crack finanziario. inizia un calvario che si riflette sulla sua vita: il tradimento della banca – che non nomina mai direttamente – lo mette di fronte ad una vera disgregazione dei propri valori.  Si prende le colpe anche di questo tradimento e non riesce a reagire in altro modo. Il film ha un lato oscuro, ma il pubblico sorride e si dispiace insieme al suo protagonista. ‘Cento domeniche’ rappresenta  pienamente il cinema civile, che riesce ad intrattenere il pubblico e lo fa riflettere al contempo.

"Essere riuscito a trattare un argomento fino in fondo, a dispetto della realtà quotidiana che ci rende affetti da 'labirintite' - ha detto Albanese - mi ha dato grande soddisfazione. Un dato argomento viene trattato in tv quasi sempre sommariamente, senza il giusto approfondimento a causa del 'poco tempo a disposizione’ e così nelle più popolari trasmissioni giornalistiche si passa subito ad altro, dopo la tragedia raccontata concisamente, nello stesso salottino si balla e si ride passando a tutt’altro argomento. In Veneto ho incontrato tante “anime ferite”, le 1.500 vittime del crack bancario, che mi hanno accolto con benevolenza e mi hanno considerato un loro alleato, regalando a me e alla troupe cinematografica una reazione incredibile, “impetuosa”. Ho voluto girare alcune scene proprio nella fabbrica dove ha lavorato in giovane età, attraversando territorio e luoghi che ha vissuto, all'interno di questa comunità di onesti lavoratori che conosco bene".

Intervistato sulla sua esperienza in questo film nei panni sia di attore che di registra, Albanese ha lanciato un messaggio chiaro alla platea: “che siate ingegneri o filosofi bisogna lavorare, puoi aver tutto il talento del mondo, ma serve lavorare”.  Deve essere questa la chiave del successo di ‘Cento Domeniche’, film che ripetiamo è il frutto di ben due anni di lavoro, di studio e di tante prove con gli attori. Un lungometraggio in cui il 'buona la prima' è valso per tantissime scene e che ha ricevuto la dovuta attenzione e apprezzamento dai critici giornalisti.

Dalla critica benevola ha preso spunto Titta Fiore, che ha passato in rassegna la lunga carriera di Antonio Albanese e dei suoi personaggi, le maschere che ha regalato al pubblico nei lunghi anni di carriera e che rappresentano un ventaglio di espressività utile ad effettuare un’analisi della realtà.
Alla Reggia partono clip che ripercorrono i successi dell’attore, partendo dall’arcinoto Cettolaqualunque, con il quale Albanese sembra avere un duplice rapporto, da una parte si vergogna umanamente ed è un personaggio molto distante da sé: il politico calabrese ha un rapporto con le donne disgustoso e manifesta un’omofobia al punto che per Albanese è un vero sacrificio calarsi nei suoi panni. Tuttavia è orgoglioso di questa maschera che, visti i tempi, sembra addirittura troppo ‘moderato'; l’attore palesa la volontà di dar vita ad un soldato in un prossimo futuro.

Fiero anche de 'I topi', serie tv per RaiPlay, Albanese ha amabilmente passato fatto un excursus di tutti i suoi personaggi che l'hanno reso celebre e il pubblico presente ha riso e ha applaudito rivedendo la famosa scena dell’attore nei panni di Antonio in 'Uomo d'acqua dolce', in cui balla in un negozio di dischi; la pellicola del 1997 è tra i suoi primi film diretti e ne approfitta per omaggiare lo sceneggiatore scomparso Vincenzo Cerami. ‘Uomo d’acqua dolce’ è una favola strana, folle che lo ha tanto divertito insieme ai suoi collaboratori.

Il personaggio a cui confessa di essere molto legato è il primo: Epifanio. Nasce durante uno spettacolo diretto da Danio Manfredini e ambientato in un manicomio, per poi evolversi in maschera comica traendo spunto dalle poesie di Toti Scialoja. Il bisogno di cambiamento lo ha poi portato a concepire Alex Drastico, agli antipodi di Epifanio, con ritmo diverso. Ancora Perego, l'industriale del Nord Italia che prende spunto da una notizia data al tg: “in Veneto una partita IVA ogni due abitanti”. Perego vive e cresce in un territorio abbandonato dove fino a poco tempo prima si moriva di fame, di pellagra. E' un uomo 'straziante' che lavora notte e giorno, tralasciando la sua famiglia. L’attore e registra sottolinea di aver anticipato le condizioni economiche attuali, era il 1997 eppure già raccontava di compagnie cinesi intenzionate ad acquistare qualsiasi fabbrica del Nord Italia.

Alla Reggia vengono trasmesse alcune scene del film 'Contromano', sul tema del migrante stabilitosi in provincia di Milano che fa da competitor sulla vendita di calze in filo di Scozia proprio di fronte al negozio gestito dal personaggio interpretato da Albanese. L’attore non manca un’autocritica: “Qui dovevo essere più feroce, alcuni argomenti vanno trattati diversamente, non con i guanti di velluto. Non ho avuto il coraggio”.

Infine, alcuni cenni al film 'Vesna va veloce' del 1996 diretto da Carlo Mazzacurati, che all’epoca attirò critiche sul tema trattato, ovvero la prostituzione giovanile ma che resta per lui: “Una bella storia, un bel ricordo. Tereza Zajickova, la protagonista, veniva da Brno, non aveva mai visto il mare e si commosse per due giorni dopo averlo visto dall’aereo”. 

Si è chiusa la rassegna con clip proiettate in sala e simpatici racconti de ‘I gatti’, con cui si definiscono i due film ‘Come un gatto in tangenziale’ del 2017 e ‘Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto’ del 2021 diretti da Riccardo Milani. La mini saga ha segnato il sodalizio con la sua amica e attrice Paola Cortellesi, regista e attrice del film attualmente in sala 'C'è ancora domani'.

Incontro a Palazzo Melzi nella giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne

 

Contro la violenza sulle donne l'Università Vanvitelli sceglie di dare voce alla testimonianza di Martina, una studentessa in Scienze delle Investigazione e della sicurezza, la cui madre è stata uccisa dal suo ex compagno a soli 25 anni, con due colpi di pistola di ordinanza calibro 9. Quando lei, di anni, ne aveva appena 6. Martina Floriano, due grandi occhi castani e tanta dolcezza, ha raccontato la sua storia davanti a centinaia di ragazzi, e sempre con un sorriso. Al Dipartimento di Giurisprudenza davanti a tanti suoi coetanei c'era una donna, sopravvissuta al dolore, ma serena.

Martina è emblema della violenza che continua a mietere vittime tra mogli, fidanzate, compagne, donne, ed è vittima ‘collaterale’ di femminicidio, come tutti gli orfani e i familiari che vengono privati delle proprie madri, dei propri figli, e che sono vittime di un trauma incancellabile.

Guarda l'intervista completa

“Martina si è avvicinata a me durante una lezione proprio dedicata alla violenza di genere e ai reati di femminicidio, e mi ha raccontato la sua storia personale – afferma Marianna Pignata, docente alla Vanvitelli e delegata di Ateneo alle pari opportunità - Da qui, poi, è partita l’organizzazione di una giornata per parlare a studenti e a studentesse dedicata a questo tema, così delicato, eppure così sentito oggi e in molti casi, purtroppo, vicino a noi.”

Il Silenzio degli Innocenti, questo il titolo dell'incontro organizzato dall’Università insieme alla Questura di Caserta, ha rappresentato una giornata di sensibilizzazione e formazione, rivolta agli studenti dell’Ateneo e alle scolaresche degli istituti della Provincia di Caserta. “Compito delle istituzioni è cercare di ascoltare anche i silenzi delle vittime – ha detto Andrea Grassi, Questore di Caserta – La Polizia ha il ruolo di stare in mezzo a due fuochi, il fuoco dell’amore ed il fuoco della violenza, e quindi deve intercettare il disagio, comprenderlo, e tutelare chi ha bisogno di noi”.

Quest'evento rappresenta un’altra tappa di un percorso educativo ambizioso che impegna ormai da diversi anni la Vanvitelli in continue attività e riflessioni, consapevole del ruolo culturale centrale delle istituzioni nella cultura della non violenza.

 

 

Dal 2023 grazie all’adesione della Biblioteca di Economia anche l’Ateneo Vanvitelli è presente nella rete ESSPER.

ESSPER è un gruppo di Biblioteche e Centri di documentazione, italiani e non, associati per fornire servizi innovativi nell'ambito della documentazione delle discipline economiche, delle scienze sociali, giuridiche e storiche.

Si propone di migliorare la fruibilità del patrimonio documentario offrendo alla comunità degli studenti e dei ricercatori una banca / dati di spoglio di periodici che comprende oltre 850 titoli italiani, con la segnalazione della loro disponibilità presso le biblioteche che fanno parte di Essper.

Attualmente aderiscono già 150 strutture tra Biblioteche e Centri di documentazione.

I servizi ESSPER includono:

◼ Scambio di informazioni tra biblioteche di aree disciplinari simili sulla documentazione di settore;

◼ Scambio di documenti in reciprocità gratuita tra Biblioteche ESSPER (Archivio consistenze periodici; invio automatico richieste DD tra biblioteche Essper);

◼ Spoglio di periodici specializzati di scienze sociali, economia, diritto, storia (Archivio di spoglio Essper);

◼ Servizio di alerting: per ricevere direttamente gli indici dei nuovi fascicoli.

Il database ESSPER, frutto di un lavoro di libera cooperazione tra Biblioteche italiane, è accessibile gratuitamente da ogni utente interessato, in modo del tutto indipendente dalla propria localizzazione sulla Rete Internet. E’ pertanto un servizio gratuito per gli utenti ma il contenuto va implementato.

La ricerca può essere filtrata con le seguenti modalità:

  • parola/frase esatta;
  • disciplina (economia, diritto, storia, economia);
  • anno precedente al 1994;
  • intervallo temporale (da 1994 all’anno corrente).

La ricerca in ESSPER produce il recupero di tutte le informazioni bibliografiche relative all’articolo rinvenuto, nonché il collegamento delle stesse alle indicazioni delle Biblioteche che possiedono il periodico. Produce accesso al testo pieno solo nel caso di working paper, letteratura grigia e periodici pubblicati in modalità ad accesso aperto: in questi casi può essere presente nella scheda un link diretto al documento.

Il link denominato “Posseduto Biblioteche ESSPER” rimanda a una lista delle Biblioteche che possiedono il periodico. Se la propria Biblioteca non possiede il periodico che contiene l’articolo si potrà richiedere un document delivery.

Gli obiettivi dell’adesione ad ESSPER sono:

  • Miglioramento della qualità dei servizi per la didattica e la ricerca con un servizio specialistico di spoglio delle riviste di specifici ambiti disciplinare;
  • Raggiungimento dei più elevati obiettivi nell’ambito della didattica, della ricerca e della terza missione che richiedono competenze tecniche e amministrative specialistiche e che sono connessi al raggiungimento di molteplici obiettivi strategici e operativi dell’Ateneo;
  • Potenziamento della rete bibliotecaria all’esterno dell’Ateneo con 150 strutture (tra biblioteche e centri di documentazione nazionali e internazionali) per lo spoglio di periodici di scienze sociali, economia, diritto, storia.

ESSPER è un esempio di come sia importante cooperare con altre Biblioteche, italiane e non, per migliorare i servizi per la didattica e la ricerca e per fornire un servizio efficace ed efficiente alla comunità accademica in settori strategici.

Dal 22/12/2023 è possibile accedere ad ESSPER direttamente dalla pagina web della Biblioteca di Economia.

L’aggiornamento degli spogli inseriti dalla Biblioteca di Economia sarà pubblicato a cadenza annuale sulla pagina web della Biblioteca.

 

 

 

Il Silenzio degli Innocenti è il titolo dell'incontro che si terrà in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, organizzato dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli insieme alla Questura di Caserta.

La giornata di sensibilizzazione e formazione, rivolta agli studenti dell’Ateneo ma anche alle scolaresche degli istituti della Provincia di Caserta, si svolgerà il giorno 21 novembre dalle ore 10.30 presso il Dipartimento di Giurisprudenza, a Palazzo Melzi, Santa Maria Capua Vetere, e vedrà la partecipazione di figure istituzionali, docenti e rappresentanti di associazioni del territorio che partecipano attivamente, con i loro programmi, a combattere questa piaga sociale.

E' un'altra tappa di un percorso educativo ambizioso, che impegna ormai da diversi anni l’Ateneo - grazie anche al supporto della Questura di Caserta - in continue attività e riflessioni.
Su questo fronte che l’Ateneo gioca un ruolo centrale sul piano culturale e della formazione specifica dei futuri operatori, ed insieme a tutta la comunità studentesca soprattutto sul piano della sensibilizzazione alla cultura della non violenza.

Quest’anno il focus sarà dedicato alle vittime ‘collaterali’ di femminicidi, vale a dire gli orfani e i familiari che vengono privati della mamma, della figlia, e che sono vittime di un trauma incancellabile. Dopo i saluti istituzionali del Rettore e del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e l’introduzione della Delegata di Ateneo per le pari opportunità Marianna Pignata, interverranno il Questore di Caserta Andrea Grassi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta e la Direttrice del Corso di perfezionamento in “Violenza di genere e vittimizzazione secondaria” del Dipartimento di Giurisprudenza Teresa Alesci, che accompagneranno la testimonianza di Martina Floriano, studentessa dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli che racconterà la storia della madre Valentina Colella, uccisa dal suo compagno nel 2011. Durante la manifestazione verranno proiettati cortometraggi dedicati al contrasto alla violenza di genere.

locandina

Verificare ed accertare la congruità ed effettività degli articoli normativi diretti a tutelare le vittime per fronteggiare il fenomeno della violenza di genere. Questo l'obiettivo dell'incontro che si è tenuto nel dipartimento di Economia e che ha visto la partecipazione della Presidente della Cooperativa EVA, Daniela Santarpia, e delle docenti Maria Rosaria Alfano, Ida Camminatiello e Teresa Alesci, organizzato proprio per sensibilizzare le giovani generazioni sul fenomeno della violenza sulle donne nel nostro Paese. Fenomeno che con le efficaci parole del Presidente Mattarella è un “fenomeno ignobile ancora presente e di non facile perimetrazione e conoscibilità”.

Dall’analisi multidisciplinare è emerso che, dalla Convenzione di Istanbul in poi, oggi c’è bisogno di politiche forti e decise per prevenire, proteggere e perseguire ogni forma di violenza e sopraffazione nelle relazioni di genere che ha radici culturali profonde. Il provvedimento che più ha inciso nel contrasto alla violenza di genere è il cd. Codice rosso del 2019 che ha rafforzato le tutele processuali delle vittime ed ha introdotto nuovi reati nel codice penale inasprendone le pene. La legge n. 53 del 2022 ha potenziato la raccolta di dati statistici sulla violenza di genere attraverso un maggiore coordinamento di tutti i soggetti coinvolti e grazie a quest’intervento nel futuro si potrà avere una migliore comprensione del fenomeno. E’ stato introdotto l'obbligo per gli uffici, gli enti, gli organismi e i soggetti pubblici e privati che partecipano all'informazione statistica ufficiale di fornire i dati e le notizie per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale, nonché di rilevare, elaborare e diffondere i dati relativi alle persone disaggregati per uomini e donne; introdotto l'obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche (unità operative di pronto soccorso) di fornire i dati e le notizie relativi alla violenza contro le donne; istituito un sistema integrato tra i Ministeri dell'interno e della giustizia per la rilevazione dei dati riguardanti la commissione di reati ascrivibili al fenomeno della violenza contro le donne, con particolare riguardo a quei dati che consentono di ricostruire la relazione esistente tra l'autore e la vittima del reato; ha previsto la registrazione dei dati relativi ai reati, la relazione tra l'autore e la vittima del reato, la loro età e genere e le circostanze del reato; in questo modo si vuole arricchire la base dati con le rilevazioni annuali condotte da Istat e i servizi offerti rispettivamente dai Centri antiviolenza e dalle case rifugio.

Tuttavia, il monitoraggio di GREVIO sulle procedure Italiane evidenzia che il ns paese non supera ancora l’esame dell’Europa per quanto riguarda la risposta giudiziaria.
A questo punto è necessario che il sistema politico istituzionale si prenda carico delle problematiche ancora irrisolte, o in via di risoluzione, per rimuovere gli stereotipi e gli atteggiamenti lesivi della dignità delle donne, attraverso una vera e propria rivoluzione culturale che dovrà coinvolgere l’intera società in tutte le sue componenti. Bisogna implementare e avviare un piano di medio e lungo periodo che produca un cambiamento culturale.

La Legge Roccella recentemente approvata spinge a lavorare sulla cultura, aumentando la consapevolezza della pubblica opinione e nel sistema educativo sulle cause e sulle conseguenze della violenza maschile sulle donne e promuovere la destrutturazione degli stereotipi alla base della violenza. Purtroppo, il sistema antiviolenza ha ancora troppe lacune e risulta debole. Solo oggi s’impegna a valutare l'opportunità di inserire nei programmi scolastici che renda gli individui più consapevoli delle proprie emozioni e delle proprie azioni al fine di creare le condizioni per rapporti umani sentimentali e familiari più sani ed equilibrati.
Accanto a un quadro normativo esistente emerge la necessità di una migliore allocazione in cui la delle risorse distribuzione delle risorse segua un approccio più strutturale e meno emergenziale. Si deve porre particolare attenzione ai reati spia ed inoltre si devono rinforzare i finanziamenti strutturali e il sostegno economico per donne che cercano di allontanarsi da situazioni di violenza e sono in condizione di povertà, politiche abitative e del lavoro più solide e inclusive.

Nel cortile del Dipartimento come segno tangibile dell’impegno delle strutture formative nella lotta alla violenza sulle donne è stata collocata una panchina rossa con sopra la frase resa celebre dal padre di Giulia Cecchettin.

 

 

 

 

Premio Giustizia dall'Osservatorio Giuridico Italiano (Primo National Award) per Raffaella Perrella, docente di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni al Dipartimento di Psicologia e Presidente del corso di laurea di Scienze e tecniche psicologiche. "Dotata di profonda sensibilità critica, accuratezza professionale, capacità infallibile di ascolto e argutezza di osservazione, dalla creatività preziosissima e dall'ambizione ferrea, risorsa inestimabile nel panorama della ricerca e dell'intervento Psicodinamico e Psicodiagnostico" la commissione ha scelto d premiare la prof. Perrella per "l'ambizione ricchissima che si riverbera anche nel settore giuridico e forense, la sua capacità di mantenere saldi i principi della psicoanalisi unitamente all'abilità ingegnosa di riuscire a guardare all'iter giudiziario e alla valutazione penale con uno sguardo dinamico".

Università Vanvitelli e Caritas Caserta insieme per esplorare il campo delle povertà sommerse. 

Nell’ambito di un accordo tra l’Ateneo e la Caritas diocesana di Caserta, stipulato nel settembre del 2021,è stata realizzata dal Dipartimento di Economia della Vanvitelli una ricerca per comprendere con maggior profondità la natura dei bisogni dei 10 mila beneficiari che si recano presso uno dei 47 Centri d’Ascolto incontrando uno dei 365 volontari.

La ricerca, presentata al Rettorato di Caserta alla presenza del vescovo, monsignor Lagnese, e del Rettore Gianfranco Nicoletti, è stata coordinata dal professor Francesco Izzo e ha contato sulla collaborazione di chi opera nei Centri della Caritas.

Le “nuove” povertà, in un territorio che conta oltre 200 mila abitanti, si sono fortemente diffuse negli ultimi anni, anche a causa della pandemia e della crisi economica. Conoscere quali sono le reali esigenze dei più fragili e vulnerabili in una comunità appare fondamentale per formulare strategie efficaci di contrasto alla povertà, come suggerisce l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

L’indagine si è basata su un campione di 1.835 persone con dati raccolti tra aprile e settembre del 2023, grazie anche alla partecipazione dei volontari e di alcuni giovani inseriti in percorsi di messa alla prova.

A rivolgersi ai Centri d’ascolto sono soprattutto donne. La fascia demografica prevalente all’interno del campione è quella compresa fra i 55 e i 64 anni, indicando una tendenza all’aumento delle difficoltà e dei disagi al crescere dell’età. Significativa, e in crescita, la quota di cittadini stranieri, oltre il 26%.

La comunità straniera è particolarmente ampia per provenienza geografica: nel campione sono rappresentati ben 36 paesi, con una forte prevalenza di cittadini ucraini, seguiti poi da utenti provenienti dall’Albania, dalle Filippine, dal Senegal.

A mostrare la maggiore vulnerabilità sono le famiglie con figli minori, quelle con patologie mediche e debiti accumulati, quelle con contratti di lavoro irregolari o senza lavoro. Sono in aumento i poveri che lavorano, i working poor, schiacciati da inflazione e costi dell’energia. E crescono i “poveri urbani soli”, pensionati senza figli o con figli lontani che al deficit di beni materiali devono aggiungere l’erosione dei beni relazionali provocata dalla solitudine. A destare non poche preoccupazioni per il futuro prossimo è il provvedimento del governo che ha cancellato la misura del reddito di cittadinanza: il 19,2% delle famiglie italiane e il 10,4% di quelle straniere assistite dalla Caritas lo ha percepito nel corso dell’anno. 

Il ricorso ai Centri d’Ascolto si è accentuato negli ultimi anni, per effetto di uno scenario di crisi che ha coinvolto un sempre maggior numero di famiglie, molte fino a poco tempo fa in condizioni di relativo benessere. Oltre il 36% di chi si è recato in uno dei centri della Diocesi l’ha fatto per la prima volta negli ultimi due anni.

Sono di gran lunga le povertà materiali e le difficoltà economiche a essere indicate come il fattore determinante che spinge i beneficiari delle attività della Caritas a rivolgersi a un Centro d’Ascolto. Quasi il 55% del campione lo ha considerato quale bisogno principale. I problemi del lavoro e la ricerca di un’occupazione sono avvertiti dal 21,4% degli utenti, mentre per il 9,5% il bisogno principale in qualche misura è riconducibile alla condizione di migrante. Tra i servizi offerti dalla Caritas a dominare è la categoria dei beni e dei servizi materiali, in particolare il pacco alimentare indicato da oltre l’81% degli utenti dei Centri d’Ascolto, senza differenze tra cittadini italiani e cittadini stranieri. I servizi di ascolto sono prestati al 43% del campione, i sussidi economici all’11%, i contributi per visite mediche e l’acquisto di farmaci al 9%.

I ricercatori dell'Ateneo Vanvitelli si aggiudicano il primo premio di Start Cup 2023. Una vetrina per l'innovazione imprenditoriale promosso dalle 7 Università locali, quella di Start Cup Campania, nata con l'obiettivo di mettere in competizione idee basate sulla ricerca e l'innovazione. 

I 15 progetti selezionati per la finale hanno spaziato dalle tecnologie industriali alle scienze della vita, manifestando la diversità e la forza dell'ecosistema imprenditoriale della regione. Tra le idee più promettenti si annoverano soluzioni per la diagnostica biomedicale, dispositivi per migliorare la mobilità delle persone con disabilità motorie, tecnologie di autenticazione basate su blockchain, piattaforme di stimolazione meccanica delle cellule e molto altro.

Una giuria di esperti, provenienti da contesti non accademici, ha guidato il processo di valutazione dei progetti, premiando coloro che hanno brillato per l'originalità, la concretezza e il potenziale di impatto.

Il gruppo capeggiato da Raffaele Solimene (docente del Dipartimento di Ingegneria) e da Angela Dell'Aversano (assegnista di ricerca dello stesso Dipartimento) ha vinto il primo posto, aggiudicandosi una premialità pari a 5 mila euro e il biglietto per la finalissima del PNI (Premio Nazionale dell'Innovazione) che si terrà a Milano nelle giornate di giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre 2023.

Il progetto ha come focus la realizzazione un dispositivo portatile dal nome Bone Crack Detection (BCD) device per la rivelazione di fratture ossee in real-time tramite l'utilizzo di onde magnetiche. L'idea nasce dall’esigenza di alleggerire e agevolare, in termini economici, la sanità pubblica; in particolare, le ridotte dimensioni del dispositivo permetterebbero di essere allocato all’interno delle ambulanze, negli studi medici e nelle strutture sportive, al fine di ridurre drasticamente le attese per eseguire esami come radiografie, tomografie computerizzate e risonanze magnetiche.

Questa la classifica generale:

1°Posto Bone Crack Detection Prodotto per diagnostica biomedicale per l'individuazione in real-time di fratture ossee tramite microonde. Le piccole dimensioni del dispositivo permettono l'uso in situ e la trasportabilità in ambulanza.

2°Posto NutriAfrica Tecnologia volta alla produzione sostenibile di alimenti a fini medici speciali, attraverso l'utilizzo di strumentazioni semplici ed economiche e di ingredienti facilmente reperibili in loco, da allestire nei Paesi in via di sviluppo per il contrasto alle manifestazioni di malnutrizione acuta severa.

3°Posto Vivi Dispositivo elettronico che dà la possibilità di versare calici di vino dalla bottiglia senza doverla stappare, ricondizionandola subito dopo per poterla conservare come da nuova. Inoltre, un'app consente di gestire il dispositivo e migliorare l'esperienza pre-, durante- e post-uso.

4°Posto EasyStep Dispositivo compatibile con qualsiasi sedia a rotelle, in grado di aiutare le persone con disabilità motorie a valicare i bordi dei marciapiedi, dato che molti di essi sono sprovvisti di rampe.

5°Posto BluLite Processo di sintesi di pigmenti inorganici basato sul nanoconfinamento dei principali elementi cromofori in materiali microporosi. I pigmenti inorganici sono prodotti e commercializzati sotto forma di polveri fini.

Giovanna Iannantuoni, rettrice dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, è la nuova presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane.
Iannantuoni è la prima Presidente donna della Crui.

Il Rettore, Gianfranco Nicoletti, a nome di tutta la comunità Vanvitelli formula i migliori auguri di buon lavoro alla neo presidente.

Il valore del dono e il racconto del mondo del volontariato. Venerdì 4 ottobre, alle ore 11, nell’Aulario di via Perla in Santa Maria C.V., volontari e studenti si confronteranno sull’importanza del volontariato nella crescita culturale e sociale dei cittadini, e in particolare dei giovani. L’iniziativa è promossa dall’Ateneo vanvitelliano unitamente al CSV AssovoCe E.T.S. nella Giornata Nazionale del dono, istituita dalla legge n. 110 del 9 luglio 2015. Con essa, L’Ateneo vuole contribuire a diffondere la cultura del dono.

I lavori, coordinati da Lucia Monaco, Delegata del Rettore per la Terza Missione e promozione del territorio, ambito nel quale la manifestazione si inserisce, si apriranno con i saluti istituzionali dei Direttori dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Raffaele Picaro, e di Lettere e Beni Culturali, Giulio Sodano, nonché della Presidente del CSV Asso.Vo.Ce. Elena Pera, per poi lasciare spazio ad una riflessione sul volontariato oggi e sul ruolo del CSV Assovoce, a cura della dett.ssa Valentina Ciccarelli.

Seguiranno le testimonianze dei volontari di cinque diverse realtà associative, Generazione Libera, Emmepi4ever, Sì Teverola, Comitato per Villa Giaquinto, Ali e Radici, impegnate su molteplici fronti: problematiche giovanili, difesa dei diritti dell'uomo e dell'ambiente, cittadinanza attiva, aiuto alla persona e alle famiglie, sostegno a situazioni di disagio, sportelli solidali, banchi alimentari, interventi di sviluppo culturale ed educativo, valorizzazione della diversità; mediazione interculturale, diritti delle donne alle pari opportunità, progetti di prevenzione del disagio e delle violenze nelle relazioni familiari ed altro. Dalle testimonianze scaturirà il confronto con gli studenti.

“Oggi il ruolo delle Università nello sviluppo di una comunità consapevole e partecipativa è divenuto fondamentale – afferma la delegata del Rettore per la Terza Missione – e il nostro Ateneo è particolarmente impegnato su questo fronte. Una società basata su interessi individuali e venali, che ignora il valore della solidarietà, è facile preda della violenza. Il dono spassionato e disinteressato ci rende migliori e ci aiuta a crescere, emotivamente e intellettualmente e il dono del proprio tempo nell’ambito del volontariato è una delle esperienze di gratuità più formative.”.

Questo incontro, il primo di una serie che si realizzerà nelle diverse sedi dell’Ateneo, è stato reso possibile grazie alla disponibilità dei Direttori dei Dipartimenti ospitanti e all’impegno scientifico e organizzativo delle docenti Carmen Di Carluccio e Rosa Vitale, coadiuvate dalle associazioni studentesche Muoviamoci, Futura Vanvitelli, Università dei valori e Insieme.

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