“È la bacchetta a scegliere il mago, signor Potter” o, per meglio dire, è la musica a scegliere il soprano. A vent’anni sognava di diventare giornalista; mai si sarebbe immaginata la direzione che avrebbe preso la sua vita: “Io non mi sarei mai immaginata artista, cantante, musicista… mai. È stata la musica a scegliermi, non ho scelto io la musica.”
Determinata, autentica, eclettica - come ama definirsi lei stessa -, Carmen Giannattasio è tra i più rinomati soprani a livello internazionale, aprendo le porte alla sua sfavillante carriera a soli ventiquattro anni.
“È stato il mio primo ingaggio, dal conservatorio catapultata alla Scala con tutta l’incoscienza dei ventiquattro anni. Quando sei così giovane non realizzi neanche la grandezza di quello che stai vivendo in quel momento ed hai anche la sfacciataggine di dire “beh, però se sono qui è perché me lo merito”.”
Teatri di tutto il mondo hanno avuto l’onore di ospitarla - Metropolitan di New York, la Scala, Royal Opera House Covent Garden di Londra per citarne alcuni – ma la sua produzione artistica è approdata anche nelle sale cinematografiche, tanto da essere stata definita dal Telegraph “The Anna Magnani of Opera”.
Carmen Giannattasio è stata protagonista del terzo appuntamento della Rassegna “Specchi di Musica: Università e Città in armonia” dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, curata da Paologiovanni Maione, docente di Musicologia e Storia della Musica del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali , al MUCIR di Santa Maria Capua Vetere, accompagnata da Francesco Pareti al pianoforte.
Un programma dedicato alle donne del teatro pucciniano, interpretando indimenticabili arie come «Vissi d'arte» (Tosca), «Tu che di gel sei cinta» (Turandot) e «Donde lieta usci» (La Bohème)", incorniciate da musiche di Gabriel Fauré e Claude Debussy.
Un’artista impeccabile, brillante, ma soprattutto sincera e umana: non nasconde di aver sperimentato ansie e fallimenti come chiunque altro. “La vita è fatta di fallimenti, di cadute, che ti insegnano. A volte sei in pole position, a volte sei dietro, a volte rimonti miracolosamente. La vita è proprio così, come una corsa di F1.”
Provarci sempre, mettersi in gioco con coraggio e determinazione, perché il vero talento prima o poi viene ricompensato. Ecco il consiglio che offre ai giovani: “Quando c’è un vero talento bisogna perseverare perché la porta magari è chiusa una volta, due, tre, quattro, cinque però se hai un vero talento alla sesta volta si aprirà.”
L’università è sempre protagonista sul territorio e ormai da due anni promuove la musica e la cultura nelle città dove s’insedia l’Ateneo, garantendo l’organizzazione di eventi volti ad offrire preziose occasioni di confronto per i giovani studenti.
Mariavittoria Liguori