Allergie estive, come difendersi

In vacanza all’aria aperta, luoghi insoliti e un’alimentazione diversa, e aumentano i rischi di allergie. Un vademecum per chi è allergico e per chi vuole essere tranquillo con i figli in vacanza. Una guida per sapere cosa evitare, come prevenire e come intervenire in caso di reazioni allergiche, che siano da insetti, da alimenti o di stagione. Carlo Capristo, ricercatore all’Università Vanvitelli, e esperto di allergie nei bambini, spiega come difendersi.

Allergie da punture di insetti
Per allergia al veleno di insetti si intende una reazione esagerata alla loro puntura. È dovuta a una sensibilizzazione allergica verso alcune componenti del veleno iniettato dall'insetto. Quasi 2 persone su 100 vanno incontro a reazioni allergiche locali quando vengono punte. Fortunatamente, tra i bambini è molto più bassa che negli adulti. Purtroppo ogni anno muoiono in Italia, per reazioni allergiche al veleno degli imenotteri, da 5 a 20 persone (adulti e bambini), in genere a causa di edema della glottide e dello shock anafilattico.
1) Quali sono le punture più pericolose?
In Italia, gli insetti che provocano più frequentemente allergie sono gli imenotteri: le api, le vespe e i calabroni.
Diversi insetti con pungiglione, pungendo la pelle, iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Questa reazione è assolutamente normale se localizzata nella sede della puntura e se è limitata nell'estensione, nella gravità e nella durata. Si parla di allergia al veleno degli imenotteri quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura.
2) Come accorgersi subito di una reazione allergica?
Le principali reazioni allergiche alla puntura degli imenotteri sono: reazioni in zone di pelle molto distanti dalla zona della puntura; orticaria (eruzione cutanea con prurito) angioedema (gonfiore sottocutaneo, spesso sul volto e sulle labbra); reazioni dell'apparato cardiocircolatorio (grave calo della pressione) edema della glottide (rigonfiamento della laringe all'altezza delle corde vocali, che può impedire anche del tutto il passaggio dell'aria).
L'ostruzione grave e potenzialmente fatale delle vie aeree si manifesta generalmente con: − raucedine; − difficoltà a parlare;− tosse insistente;− soffocamento;− gola serrata; − asma (restringimento improvviso, anomalo e persistente dei bronchi dovuto a spasmo della parete bronchiale e abbondante secrezione dì muco); − shock anafilattico (grave calo di pressione marcato e persistente).
3) Come intervenire?
− rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido (usando le unghie o le pinzette). Trascorsi i primi 20 secondi l'operazione risulterà meno utile perché tutto il veleno sarà stato ormai liberato;
− applicare nella zona colpita qualcosa di freddo (ghiaccio, impacchi freddi);
− identificare, se possibile, l'insetto responsabile;
− rivolgersi al medico oppure al pronto soccorso;
− pianificare una visita specialistica dall'allergologo se la reazione è stata molto importante.
I bambini allergici ad altre sostanze (ai pollini, acari, gatto, latte, uovo...) non hanno un rischio maggiore dei bambini non allergici di sviluppare, se punti, un'allergia al veleno degli imenotteri.
In caso di una reazione locale a una singola puntura - ape, vespa o calabrone - oltre al ghiaccio e a eventuale analgesico, si può somministrare un antistaminico per bocca e l'applicazione locale di una pomata cortisonica. Il medico, se necessario, prescriverà una terapia antinfiammatoria a base di cortisone per bocca per 3-7 giorni.
In caso di reazione allergica grave – anafilattica - è essenziale somministrare il prima possibile e in maniera corretta una dose di adrenalina per via intramuscolare nella coscia (meglio della via sottocutanea perché agisce più rapidamente) da ripetere anche dopo 10 minuti circa, se necessario.
L'allergologo consiglierà il tipo di adrenalina a pronto impiego che va somministrata al bambino, specie in condizioni di maggiore rischio, e istruirà i genitori o il bambino su come utilizzarla correttamente. Esistono preparazioni di adrenalina "pronto-impiego" a forma di penna che, premute sulla cute in vicinanza della puntura, inoculano automaticamente l'adrenalina e sono particolarmente utili per interventi rapidi ed efficaci.
Vanno periodicamente rinnovate alla scadenza e portate sempre con sé. Successivamente sarà opportuno somministrare anche antistaminici e cortisone per via endovenosa o intramuscolare.
4) E’ possibile prevenire reazioni allergiche da insetti?
L'immunoterapia desensibilizzante consiste nella inoculazione sottocutanea di dosi crescenti del veleno cui il bambino è sensibilizzato, partendo da dosi estremamente basse. Ovviamente si tratta di una procedura non priva di rischi che va condotta in un centro allergologico altamente specializzato, in grado di condurre la vaccinazione in completa sicurezza. Il vaccino va proseguito per 3-5 anni e l'effetto si mantiene solitamente per molti anni dopo la sospensione della cura. In condizioni particolari può essere effettuato rapidamente in pochi giorni, ma questo metodo va esclusivamente utilizzato in ospedale, con il bambino ricoverato.

Nel bambino l'immunoterapia contro il veleno di un imenottero va iniziata in caso di reazioni anafilattiche gravi, ad alto rischio (figlio di agricoltori, apicoltori, bambini che abitano in campagna, etc). Nell'adolescente va iniziata anche in caso di reazioni allergiche di medio-alta intensità anche se non è a rischio la sopravvivenza del paziente.

 

Allergie alimentari
Per allergia alimentare si intende una risposta anomala del sistema immunitario, scatenata dal contatto con un cibo che comunemente viene assunto senza problemi dalla maggioranza degli individui.
1) Quali sono gli alimenti più allergizzanti?
Potenzialmente qualunque alimento è in grado di indurre allergia, infatti sono stati riportati più di 170 alimenti come causa di reazioni allergiche ma solo una minoranza di questi è responsabile della maggior parte delle reazioni.
Se il bambino nasce con una forte predisposizione familiare allergica, le proteine contenute negli alimenti più frequentemente assunti dalla mamma che allatta o dal bambino con le pappe (come per es. il latte di mucca, le uova, il pesce, il pomodoro, il grano, etc.) possono sensibilizzare il bambino e provocare reazioni allergiche. Le proteine del latte vaccino sono le prime da tenere sotto controllo in quanto le formule artificiali che sostituiscono il latte materno sono a base di latte di mucca. In seguito, numerosi altri alimenti possono causare allergia; i più frequenti sono:
- l'uovo;- il grano;- la soia;- con la crescita anche il pesce (merluzzo, trota, sogliola);
- alcuni tipi di frutta a guscio e legumi (noce brasiliana, mandorle, nocciole, arachidi).
L'80% dei bambini non sviluppa allergia a più di due alimenti contemporaneamente.
2) Come accorgersi subito di una reazione allergica?
Nella maggior parte dei casi le reazioni sono immediate e sono quelle più temibili in quanto compaiono da pochi minuti a due ore circa dal pasto che contiene le proteine allergizzanti.
Le manifestazioni di allergia alimentare possono essere a carico dell'apparato digerente:
- vomito, - dolori addominali, - scariche diarroiche,
che compaiono dopo l'assunzione di un alimento (come latte di mucca o uovo) e fanno sorgere il sospetto di allergia alimentare.
L'orticaria (e l'angioedema), a differenza di quanto comunemente si pensa, è causata da allergia ai cibi in meno del 5% dei casi. Talvolta, ma si tratta di eventualità ben poco frequenti, la rinite e l'asma bronchiale possono essere causate da allergia alimentare.
Il sintomo più temibile è lo shock anafilattico, reazione generalizzata causata dal contatto con l'alimento a cui il bambino è allergico. Fortunatamente il pallore e la riduzione della pressione sono preceduti da manifestazioni cutanee come orticaria/angioedema, rinite, asma bronchiale, spasmo laringeo. Se non si interviene prontamente con un adeguato trattamento salvavita, il collasso cardio-circolatorio può aggravarsi e talvolta condurre al decesso.
3) Come intervenire?
Quando la diagnosi è certa, la terapia dell'allergia alimentare consiste semplicemente nell'esclusione, dalla dieta, dell'alimento che causa l'allergia. Se la dieta terapeutica deve essere protratta per un lungo periodo è opportuno integrarla con i nutrimenti che vengono a mancare come calcio, ferro o altri a giudizio del medico curante

Allergie estive
A volte si tende a credere che le allergie ai pollini si manifestino soprattutto in primavera. In realtà, il processo di impollinazione delle piante, che porta alla diffusione nell’aria dei pollini allergenici, avviene anche in estate e continua fino all’autunno.
I sintomi principali delle reazioni allergiche al polline, sono di tipo respiratorio, come naso chiuso o che cola e starnuti frequenti, oppure gonfiore, lacrimazione o bruciore agli occhi, tosse, prurito alla gola e al palato. In alcuni casi, si possono anche avere grosse difficoltà a respirare e deglutire.
1) Cosa portare in viaggio nel caso di attacchi allergici?
Chi ha già manifestato reazioni avverse dopo l’assunzione di alimenti cui si è allergici o a seguito della puntura di un insetto, ha ovviamente ricevuto i consigli più opportuni per l’assunzione dei medicinali: conviene portare con sé i farmaci di cui si potrebbe aver bisogno (antistaminici, cortisonici, antiasmatici, adrenalina ecc.), prescritti dal medico curante, e che si è imparato ad assumere. Ogni indicazione terapeutica deve essere personalizzata tenendo conto dei possibili rischi. Anche perché la guardia medica turistica non conoscendo la storia clinica dell’assistito potrebbe avere alcune difficoltà nella prescrizione delle terapie più opportune.

 

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